Più fibra per tutti  25

Telecom Italia ha annunciato il suo impegno per i prossimi anni a favore della banda larga. Sarà la volta buona?

DIARIO di Andrea Pucci —  09 Marzo 2008

Stavo guardando il piano industriale di Telecom Italia in merito alla banda larga, che interessa più o meno tutti, fatti salvi coloro che già possono beneficiare della connettività in fibra ottica fornita da Fastweb nelle grandi aree metropolitane. Confesso che la cosa che più mi ha inorridito è l'attuale tasso di guasti su ADSL: almeno 1 su 5 una volta all'anno si guasta. 20% di guasti è una probabilità elevatissima di subire un disservizio.
Poniamo, a titolo di esempio, una città media di provincia come Terni. Zona industriale periferica in grande - come può essere grande in provincia - sviluppo. Telecom Italia negli anni '90 aveva sbagliato completamente previsioni e pianificazione. In altre parole l'intera area industriale è gravemente deficitaria di adeguata infrastruttura dati. Le linee dati per ADSL e xDSL più in generale vengono portate da un'altra area della città dove invece era stata sovradimensionata l'offerta. Le linee aree utilizzate per superare rapidamente ed economicamente diversi kilometri di superficie coltivata subiscono l'andamento delle condizioni atmosferiche, e se piove o fa molto caldo, le linee dati dell'intera area industriale subiscono alterazioni di prestazioni, fino ad arrivare alla completa interruzione. Un esempio del genere, un po' terzomondista, è uno dei casi in cui Telecom intende agire, migliorando l'infrastruttura dati per arrivare entro il 2010 ad un tasso di guasti di "solo" il 15%.
Francamente ritengo quest'intervento gravemente deficitario, se contemporaneamente leggo delle intenzioni un po' sensazionalistiche di voler raggiungere, nel medesimo periodo di tempo, il 10% della popolazione con le VDSL da 50 e 100 mbit, estendendo la portata della fibra ottica, precocemente abbandonata all'inizio degli anni '90 con il progetto Socrate. A cosa serve portare 100 mbit a fasce della popolazione che già hanno probabilmente una grande quantità di scelta, continuando a lasciare cavi aerei sopra i campi coltivati che impediscono la navigazione se fa troppo caldo o troppo freddo?
Come al solito la comunicazione aziendale, i piani industriali e le pubbliche relazioni, hanno bisogno di annunci iperbolici per aiutare l'andamento de titoli in borsa. E certo non sarebbe abbastanza stimolante per la crescita delle azioni annunciare un azzeramento dei guasti entro il 2010. E' meglio scommettere su servizi evoluti per il 10/20% della popolazione concentrata nelle grandi città.
Per nostra fortuna il numero di opzioni possibili aumenta. Si è chiusa infatti l'assegnazione di frequenze radio per la banda larga senza fili ad ampia portata, il WiMax, e a dispetto di tutte le preoccupazioni, i bandi non sono stati vinti dai soliti noti. Anzi. Tra tutte le aziende semisconosciute che hanno vinto una o più regioni, si è distinta l'Ariadsl, casualmente di Perugia, che si è aggiudicata la maggior parte delle regioni italiane. Sulla carta il WiMax dovrebbe farci dimenticare le problematiche legate al cavo (costosi scavi su strade e aree pubbliche, interruzioni per tranciamenti casuali, centraline vetuste, eccessiva lontananza dal nodo più vicino) e portare internet anche nelle zone più remote. Forse nel 2010 non dovremo più preoccuparci delle condizioni atmosferiche prima di accendere il computer.