C'è una certa severità nello sguardo di Mesa, e non è difficile capire il perché. Santana, la protagonista di Prove You're Human, è lì per convincerla che tutto ciò a cui crede sia una menzogna. È il suo unico scopo, ed è anche il motivo per cui si è fatta digitalizzare e inserire all'interno del programma che ospita la personalità di Mesa: una raffinatissima intelligenza artificiale di ultima generazione sviluppata da un'azienda tecnologica. Solo che Mesa è così perfetta da essere convinta di essere umana. Il compito di Santana è quello di dimostrarle che si sbaglia.
Da quando, nel 2024, è arrivato 1000xResist (lo abbiamo recensito qui), a sunset visitor si sono rimboccati le maniche. Dovevano dimostrare che quel videogioco fulminante non era stato un caso. Lo studio canadese è formato da immigrati di prima generazione della diaspora di Hong Kong; Remy Siu, Pinki Li e gli altri membri dello studio sono innamorati dell'arte in ogni sua forma, dal teatro sperimentale al videogioco. Quando il COVID ha messo loro i bastoni tra le ruote costringendoli a casa, a Remy Siu è venuta in mente l'idea per 1000xResist: un'invasione, una grande bugia, un sistema da sabotare dall'interno. Un videogioco anarchico e graffiante, perché nato da un contesto altrettanto aspro: le proteste a Hong Kong del 2019 per la proposta di legge cinese sull'estradizione. La mascherina era diventata un simbolo per la città, per celare la propria identità; di lì a poco sarebbe diventata il simbolo di qualcos'altro per il mondo intero.
1000xResist non era solo il videogioco giusto al momento giusto: dentro c'era quella rabbia e quella urgenza che hanno solo le opere prime. Autentico, trasparente, brillante; è stato un successo. Ha vinto un Peabody Award e il premio come miglior narrativa agli Indie Game Awards di quell'anno, ed è stato candidato al Premio Hugo e al Premio Nebula. Da essere uno studio di perfetti sconosciuti, sunset visitor è stato proiettato sotto la lente d'ingrandimento. Ed è in questo frangente che ha incontrato un'altra azienda reduce da un altro grande successo videoludico: Black Tabby Games, che aveva appena firmato Slay the Princess e cercava il primo progetto su cui investire come editore. I due studi hanno cominciato a collaborare e Prove You're Human è il frutto di questo incontro felice.
Un CAPTCHA dietro l'altro
In Prove You're Human la tecnologia sembra a un passo dal sogno tecnocratico di inventare un'intelligenza artificiale perfetta. C'è solo un problema da non sottovalutare: Mesa - questo il nome dell'IA - è convinta di essere umana e anche di avere un corpo tutto suo, da qualche parte. Per evitare che questa anomalia possa uscire dalla fase di testing, la grande azienda che vuole mettere Mesa sul mercato assume Santana, una donna che accetta di digitalizzare la propria coscienza e di creare una copia di sé. La "vera" Santana (è questa l'espressione corretta?) continuerà la sua vita fuori dal programma, ignara di cosa stia succedendo alla sua controparte, intrappolata nel virtuale e alle prese con Mesa.
Questa enorme faccia parlante è però un osso duro. Nel primo trailer di presentazione, e anche nel breve approfondimento che abbiamo avuto modo di vedere nel corso del Day of the Devs, la situazione di partenza sembra quasi capovolgersi: è Mesa a fare il terzo grado a Santana. Mesa ci appare umana, stanca, curiosa, arrabbiata. Pinki Li, la narrative designer di sunset visitor, utilizza un termine tutt'altro che casuale per descrivere l'IA protagonista del videogioco: Mesa sogna di essere umana. Mesa ha aspirazioni, desideri e un mucchio di domande per Santana.
Per regalarle una tale profondità espressiva, racconta Daniel Beaulieu, che ha lavorato alle animazioni di Mesa, è stato fatto un lavoro assai intenso sulla micro-espressività dell'IA. Non avendo alcun tipo di corpo (benché lei sostenga il contrario), dal momento che si tratta di un viso attaccato a un enorme braccio meccanico, la sua mimica facciale è fondamentale: nel trailer la vediamo squadrare la protagonista con sospetto, guardare il cielo in maniera esasperata, cambiare in fretta espressione. Leggiamo sul suo viso la sicurezza, la paura, la curiosità. "Volevamo che fosse possibile vedere sul suo viso tutte le espressioni che di solito non si leggono in un personaggio. Mesa sa essere molto robotica, ma anche estremamente organica", dice Beaulieu.
"Mentre impari molto su Mesa, anche lei impara molto su di te", dice Pinki Li. Nel trailer Santana risponde a una serie di domande di Mesa attraverso un sistema che sembra in tutto e per tutto il CAPTCHA, ovvero la protezione che i siti web o le applicazioni utilizzano per distinguere gli utenti reali dai bot. Questa trovata sembra avere a che fare anche con i sistemi di progressione all'interno del mondo virtuale: in un frammento di conversazione vediamo che Mesa chiede a Santana di un albero all'esterno di dove si trova il suo corpo meccanico. Santana lo "inquadra", creando una cornice con le dita, e lo trasforma in un CAPTCHA. Poi, selezionando le caselle giuste, lo fa bruciare. Vediamo però anche Santana rispondere a delle domande più personali attraverso lo stesso sistema: com'eri da bambina? Cosa trovi repellente? Come sarai dopo la morte?
Il corpo fisico e la mente digitale
Black Tabby Games si occuperà di finanziare il videogioco, ma fornirà supporto anche in altri ambiti, perlopiù creativi, legati alla narrativa di Prove You're Human. Si tratta infatti di un videogioco estremamente importante per entrambe le aziende. Per i creatori di Slay the Princess è la prima esperienza di pubblicazione di un videogioco di un altro studio, tramite la nuova etichetta Black Tabby Publishing. Per sunset visitor è l'occasione di fare il salto con un videogioco più ambizioso dal punto di vista tecnico e - ancora una volta - aggrappato alla contemporaneità.
Il comunicato stampa del gioco si chiude dicendo che mentre il nostro corpo digitale spenderà le sue giornate nel difficile compito di convincere Mesa a rinunciare al suo sogno, il nostro corpo fisico vivrà la vita che abbiamo sempre sognato nel mondo esterno. Questi spezzoni di gioco saranno realizzati in live action per esacerbare la distanza tra reale e virtuale e forse anche per indorare la pillola sulla clausola che Santana ha dovuto firmare al momento del contratto: alla fine del programma, dovrà decidere se riunirsi al suo io digitale in un'unica entità, o se scartare questa sua gemella digitale. L'ennesimo dilemma filosofico in un videogioco che sembra fare proprio della lotta tra razionalità e umanità il suo campo di battaglia. Ci basta credere di essere umani per diventarlo veramente?
Attraverso la scrittura affilata di sunset visitor, Prove You're Human sembra una battaglia filosofica tra un'intelligenza artificiale corporea e un essere umano digitale. Un sistema che invade un altro sistema allo scopo di sabotarlo: non siamo lontani dalle sponde di 1000xResist, solo che questa volta l'invasore siamo noi umani, con la pretesa di "mettere al suo posto" l'emergere di una coscienza artificiale. Le premesse sono interessanti, così come sembra molto ben riuscita la dinamica legata ai CAPTCHA, che hanno un ruolo ambiguo: modificare il mondo di gioco e fornire informazioni a Mesa. Ci aspettiamo un videogioco dialetticamente tagliente, proprio come lo era il precedente, magari anche con quella penna appuntita che ha contraddistinto Slay the Princess, dal momento che in questo caso Black Tabby Games farà da publisher e da consulente creativo.
CERTEZZE
- La premessa è molto intrigante
- Curiosa la meccanica legata ai CAPTCHA
- Nasce dalla collaborazione di due studi giovani e lanciatissimi
DUBBI
- Riuscirà a proporre qualcosa di nuovo in questo ambito narrativo?
- Deve reggere il peso dell'eredità di due videogiochi di culto
- Ancora nessuna data d'uscita
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