Turning Point: Fall of Liberty - Anteprima  6

Cosa sarebbe successo se la Seconda Guerra Mondiale fosse stata vinta dai tedeschi? La risposta arriva da Codemasters, che ha mostrato il suo promettente sparatutto in azione.

ANTEPRIMA di La Redazione  —   23/07/2007

Una città da liberare

Una volta salvate le penne, il compito del giocatore sarà quello di aggregarsi ad altri cittadini per formare una forza di resistenza allo scopo di contrastare gli invasori. Il gioco è uno sparatutto puro e non è dunque possibile impartire ordini ai nostri compagni (a meno di repentini cambi di rotta da parte degli sviluppatori). Oltre che sparare, il protagonista può effettuare attacchi a sorpresa e combattimenti corpo a corpo in cui è necessario premere alcuni pulsanti a ritmo per avere la meglio sul nemico. Queste sequenze si dimostrano davvero ben fatte grazie ad un’ampia varietà di mosse e soprattutto per le animazioni estremamente complesse ma non per questo innaturali o poco fluide. Negli scontri a fuoco è possibile utilizzare una visuale di precisione per poter mirare meglio. Uno dei punti di forza ammirati in questa versione alfa di Turning Point è l’atmosfera veramente ben realizzata, percepibile non solo negli ambienti vari e ricchi di dettagli, ma anche dalla sensazione di oppressione generata dalle forze nemiche. Vedere la città sotto attacco, i dirigibili che giorno e notte solcano i cieli alla ricerca di ribelli e l’iconografia nazista che man mano prende il controllo di diversi luoghi e monumenti chiave degli USA, rappresentano elementi cardine per far sì che il gioco non venga etichettato come “il solito sparatutto”. Oltretutto certe battaglie corali dove si combattono decine di soldati tedeschi e componenti della resistenza, riporteranno alla mente le scene migliori viste in Call of Duty.

Grafica eccezionale

Tecnicamente Turning Point sfoggia un motore di gioco decisamente spettacolare, con panorami mozzafiato e ambienti ben realizzati. Nonostante manchino circa tre mesi all’arrivo nei negozi, sono presenti moltissimi elementi negli scenari, che garantiscono un’immersività ancora più profonda, come ad esempio i cittadini che scappano anche nel bel mezzo di uno scontro a fuoco o i manifesti dell’epoca, a testimonianza di un lavoro di ricostruzione davvero certosino. Anche gli effetti particellari legati al fumo e alle esplosioni sono di buon livello e durante le battaglie e le esplosioni, non sarà raro vederci sfiorare da qualche frammento. Da qui alla data di uscita mancano ancora alcuni punti da migliorare come ad esempio l’intelligenza artificiale dei nemici e degli alleati che allo stato attuale è sembrata davvero primitiva. L’impressione sullo stato dei lavori in Turning Point è dunque positiva e i presupposti per uno sparatutto di buona qualità ci sono tutti. Non vediamo l'ora di giocarci.

Di sparatutto e strategici ambientati nella Seconda Guerra Mondiale, negli ultimi anni ne abbiamo visti davvero tanti. Call of Duty e Company of Heroes non sono stati solamente degli ottimi videogames di per sè, ma sono riusciti nel non facile compito di catturare al meglio l’atmosfera e la drammaticità degli eventi, regalando al giocatore una componente emotiva che di fatto rappresenta il punto di forza di questo genere di produzioni. Turning Point: Fall of Liberty, si concentra in una realtà alternativa dove il secondo conflitto mondiale è stato vinto dai nazisti, che adesso puntano a sottomettere gli USA. Il prologo ci mette nei panni di un tassista che si vede piovere sulla macchina un paracadutista tedesco; ne nasce una colluttazione che vede il conducente avere la meglio, ma il peggio deve ancora venire. E’ in corso infatti un’autentica invasione, decine di dirigibili stanno oscurando il cielo di New York, distruggendo palazzi e scatenando il panico. Dopo questo inizio ci troveremo in cima ad un palazzo in costruzione con in mano un fucile, intenti a raggiungere un luogo sicuro, ma lo scenario che ci circonda non è dei migliori, visto che ovunque sono presenti soldati tedeschi che stanno inesorabilmente prendendo il controllo di New York. Questa prima fase ricorda molto da vicino i momenti successivi al disastro di Black Mesa ammirato nel primo Half-Life, viste le tantissime scene scriptate, indispensabili per calare il giocatore nell’atmosfera del titolo e fargli apprendere le mosse essenziali per il prosieguo del gioco.