Samsung e l'esplosiva situazione del Galaxy Note 7  81

L'azienda coreana ha ritirato dalla vendita il Galaxy Note 7 per via dei ben noti problemi con la batteria

NOTIZIA di Tommaso Pugliese   —   10/10/2016

Alla fine Samsung ha deciso di interrompere la produzione del Galaxy Note 7. L'azienda coreana deve aver pensato che ormai il nome del terminale era compromesso e che nessuna campagna di ritiro e sostituzione avrebbe potuto rilanciarne l'immagine. Ma come si è arrivati fino a questo punto?

Il Galaxy Note 7 non è che l'ultimo modello della celebre linea di phablet targata Samsung, una via di mezzo fra smartphone e tablet che consente appunto un uso misto del dispositivo, a patto di non disdegnare i terminali di grandi dimensioni.

Parliamo infatti di un prodotto dotato di un display Super AMOLED da 5,7 pollici con risoluzione 2560 × 1440 pixel, dal peso di quasi 170 grammi, equipaggiato con una componentistica d'eccellenza: processore Qualcomm Snapdragon 820 (o Samsung Exynos 8890, a seconda del territorio), GPU Adreno 530 (o Mali-T880 MP12), 4 GB di RAM, storage da 64 GB espandibile via microSD, fotocamera posteriore da 12 megapixel con tecnologia Dual Pixel Autofocus e frontale da 5 megapixel, nonché una capiente batteria non rimovibile da 3500 mAh.

Proprio la batteria ha creato l'enorme problema con cui Samsung ha avuto a che fare nelle ultime settimane. I preorder del phablet sono andati alla grande, stabilendo nuovi record per quanto concerne il territorio coreano, e le recensioni della stampa di settore erano concordi nel definire il Galaxy Note 7 un prodotto eccellente, dotato di specifiche importanti e di un'ottima autonomia. Lo dimostra anche il video comparativo realizzato dai colleghi di HDBlog, che mette a confronto il Note 7 con gli smartphone di punta dell'importante azienda. Subito dopo il lancio sono però arrivate le prime segnalazioni di incendi o addirittura esplosioni del dispositivo, causate appunto dalla batteria: per via di un difetto, a carica completa la pressione interna aumentava al punto da causare uno scoppio.

Samsung è corsa ai ripari consigliando immediatamente ai possessori di Galaxy Note 7 di non caricare mai al massimo il terminale per evitare rischi, tenendosi sul 60%, e dando il via a un'onerosa campagna di sostituzione dei prodotti, che sarebbero stati rimpiazzati da modelli dotati di una batteria priva di difetti. Nel frattempo la rete si è come al solito scatenata con i meme, in modo molto simile a quanto accaduto all'epoca del lancio di iPhone 6 e il cosiddetto "bendgate", ovvero la fragilità strutturale che portava i telefoni Apple a piegarsi laddove sottoposti a sufficiente e/o prolungata pressione.

Il richiamo non ha sortito l'effetto desiderato, tuttavia: nei primi giorni di ottobre si sono moltiplicate le segnalazioni di Galaxy Note 7 che hanno preso fuoco o sono esplosi, nonostante la sostituzione della batteria. Ormai da settimane nel mirino dei media e dell'opinione pubblica, Samsung ha quindi deciso di fermare la produzione del phablet. Rimane da capire se l'azienda coreana ha intenzione di mettere una pietra sopra il progetto e focalizzarsi sul prossimo modello della serie, oppure se lo stop si pone l'obiettivo di far calmare le acque, indagando nel frattempo sulle reali cause di un difetto così rilevante.