Chris Avellone, uno dei più rinomati autori di giochi di ruolo elettronici, è tornato a parlare di una vicenda legata alle pratiche di selezione del personale in BioWare. Il racconto riguarda un produttore dello studio che, secondo la sua versione, avrebbe valutato i candidati anche in base ai contenuti a cui avevano messo "mi piace" sui social. In particolare quelli politici.
Un vecchio post spiegato
In realtà l'inizio della storia risale al 2024, ma allora Avellone non aveva spiegato il suo post, rimasto sibillino. In una conversazione con i fan su X, Avellone aveva accennato a un'esperienza con un produttore di BioWare, che a suo dire incarnava i metodi di assunzione adottati dallo studio. All'epoca non era entrato nei dettagli, definendola "una storia per un'altra volta" e aggiungendo che c'erano "i presupposti per una causa legale". La recente notizia della chiusura di BioWare ha spinto i giocatori a riprendere quel messaggio, e lo sceneggiatore ha deciso che fosse arrivato il momento di raccontare l'episodio. Secondo Avellone, quando qualcuno si candidava per un lavoro, il produttore in questione consultava i profili LinkedIn per vedere i like messi. "Se non era d'accordo con la posizione politica o sociale che avevano sostenuto con un like, si opponeva alla loro assunzione proprio per quel motivo", ha spiegato.
Avellone non ha escluso che, in certi casi, un approccio selettivo di questo tipo possa avere una sua logica. "Probabilmente non si vuole assumere qualcuno che non ha voglia di lavorare in gruppo, che odia lo sviluppo di videogiochi o che vede lo studio come un trampolino verso un'altra realtà", ha osservato. Nel caso specifico, tuttavia, la pratica gli era sembrata "inappropriata".
Una distinzione da fare
Lo sceneggiatore ha poi precisato che andrebbe fatta una distinzione. Scartare un candidato per mancanza di competenze o di esperienza è "perfettamente comprensibile". Diverso è il discorso quando entrano in gioco le opinioni politiche. "Personalmente, non mi aspetto che tutti condividano le mie idee politiche, e non è necessario per lavorare bene insieme a un gioco", ha scritto. "Alcuni miei amici hanno opinioni radicalmente diverse dalle mie, ma ho lavorato con loro e mi fido delle loro capacità professionali."
Purtroppo non esistono altre testimonianze sui metodi di assunzione in BioWare, quindi non è possibile confermare o smentire il racconto di Avellone. Ha comunque una sua rilevanza dato che è una personalità rilevante dell'industria, che può vantare di aver firmato capolavori quali Planescape: Torment e Fallout: New Vegas, per citarne un paio tra i tanti.
Recentemente è un po' caduto in disgrazia a causa di alcune accuse, poi rivelatesi completamente false. Per la precisione, nel giugno 2020 fu accusato da due donne di molestie e abusi sessuali durante le convention del settore videoludico. In seguito alle accuse, Techland interruppe la collaborazione con lui per Dying Light 2, mentre Gato Studios lo rimosse da The Waylanders. Paradox Interactive precisò invece che gran parte del suo contributo a Vampire: The Masquerade - Bloodlines 2 era già stata sostituita.
Nel giugno 2021, Avellone respinse pubblicamente le accuse e avviò una causa per diffamazione contro le due donne. La controversia si concluse nel marzo 2023 con un accordo che prevedeva un risarcimento a sette cifre a favore dell'autore. Le accusatrici ritirarono le loro dichiarazioni, affermando che Avellone non aveva abusato sessualmente di nessuna delle due e che le loro precedenti affermazioni erano state interpretate erroneamente.