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Un veterano di BioWare difende il team di Dragon Age The Veilguard: la maggior parte non aveva voce in capitolo

James Ohlen ha difeso gli sviluppatori di Dragon Age: The Veilguard dalle critiche dei giocatori: è possibile avere opinioni diverse, ma è fondamentale rispettare le persone con cui non si è d'accordo.

NOTIZIA di Stefania Netti   —   23/10/2026
Dragon Age The Veilguard
Dragon Age: The Veilguard
Dragon Age: The Veilguard
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Solo pochi giorni fa abbiamo ricevuto la triste notizia della chiusura di BioWare e della cancellazione del nuovo Mass Effect. Si tratta senz'ombra di dubbio di un triste capitolo nella storia del panorama videoludico, considerando il peso che lo studio ha avuto e gli oltre tre decenni di avventure condivise con i giocatori.

Se n'è parlato molto in questi giorni, ma non sono mancati commenti particolarmente duri da parte di alcuni giocatori, secondo i quali gli sviluppatori di The Veilguard avrebbero contribuito al declino di BioWare. James Ohlen, veterano dello studio ed ex direttore creativo di Baldur's Gate 1 e 2, ha risposto alle lamentele degli utenti con un nuovo post, prendendo le difese del team.

James Ohlen interviene sulle polemiche

Facciamo prima un passo indietro per capire meglio cosa è successo. Ohlen aveva inizialmente condiviso un post in seguito alla notizia della chiusura di BioWare, definendo i suoi dipendenti "alcuni dei migliori sviluppatori di giochi di ruolo al mondo". Non sono mancate, tuttavia, le critiche da parte di alcuni giocatori, che hanno puntato il dito contro Dragon Age: The Veilguard e i suoi sviluppatori, ritenendoli in parte responsabili del declino dello studio. Ohlen ha quindi deciso di intervenire nuovamente, pubblicando un altro post per prendere le difese del team.

"Molti di voi hanno risposto al mio ultimo post, quindi ecco alcune riflessioni", ha scritto. "La maggior parte delle persone che facevano parte di un team delle dimensioni di quello di Veilguard aveva poca o nessuna voce in capitolo riguardo agli aspetti che non vi sono piaciuti. Fino all'ultimo, BioWare contava ancora su molte persone che lavoravano ai giochi che amavate".

Al momento X/Twitter ha dei problemi
e non è possibile caricare il post

"Anch'io ho i miei problemi con l'intrattenimento moderno, specialmente quando i messaggi politici intralciano una buona narrazione", ha spiegato, aggiungendo poi: "Sono stato io a volere che Zevran potesse avere una relazione sentimentale con personaggi dello stesso sesso", facendo riferimento a Dragon Age: Origins.

Dragon Age: The Veilguard
Dragon Age: The Veilguard

"Quello che sto cercando di dire è che è possibile avere opinioni che non si adattano perfettamente a nessun campo politico, e amare e rispettare le persone con cui non siete d'accordo. Le persone sono complicate. Questo include le persone che creano i giochi che amate o odiate".

Leggendo i commenti, un utente ha descritto Veilguard come una "propaganda moralistica e non conforme al genere travestita da videogioco, con personaggi vuoti e superficiali, assemblati attraverso una lente ideologica". Sfortunatamente, quindi, anche sotto questo post sono presenti diversi commenti negativi.

Una triste vicenda

Al di là delle opinioni su Dragon Age: The Veilguard e delle critiche rivolte alle scelte creative, la chiusura di BioWare rappresenta comunque una triste pagina per il panorama videoludico. Dietro ogni progetto ci sono persone che hanno investito tempo, impegno e competenze nel proprio lavoro e che ora si ritrovano senza un'occupazione.

Dragon Age: The Veilguard, la recensione del gioco di ruolo fantasy con cui BioWare tenta il tutto per tutto Dragon Age: The Veilguard, la recensione del gioco di ruolo fantasy con cui BioWare tenta il tutto per tutto

Nel frattempo, EA potrebbe vendere le IP di Mass Effect e Dragon Age dopo la chiusura di BioWare, mentre un politico canadese ha invece proposto di affidare lo studio ai dipendenti con l'aiuto del governo.

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