La serie Dragon Age avrebbe potuto seguire un percorso simile a quello fatto da Baldur's Gate 3, arrivando a proporre un gioco di ruolo fantasy profondo e articolato, capace magari di conquistare un vasto pubblico. A sostenerlo è Mark Darrah, storico responsabile della serie BioWare, secondo cui lo studio canadese ha progressivamente abbandonato la direzione intrapresa con Dragon Age: Origins per concentrarsi su produzioni più semplici e accessibili.
In un'intervista concessa a Eldorado, Darrah ha riflettuto sulle differenze tra il percorso seguito da BioWare e quello di Larian Studios, che con Baldur's Gate 3 ha ottenuto un importante successo commerciale e numerosi riconoscimenti. Secondo l'ex sviluppatore, BioWare avrebbe avuto tutte le possibilità di realizzare un gioco capace di raggiungere risultati analoghi, ma le sue scelte creative e le richieste del publisher hanno indirizzato il franchise verso un modello differente.
"C'era assolutamente questa possibilità con Dragon Age", ha spiegato Darrah. "Si può immaginare un mondo in cui BioWare segue un percorso che porta da Dragon Age: Origins a qualcosa di molto simile a Baldur's Gate 3".
La realtà, tuttavia, è stata diversa. Secondo Darrah, lo studio è stato progressivamente spinto verso produzioni che puntavano a essere "più semplici, più accessibili e più appetibili per un pubblico più ampio". Una strategia che, nella sua ricostruzione, ha allontanato la serie dalle caratteristiche del primo capitolo, portandola verso le soluzioni adottate in Dragon Age 2 e Dragon Age: Inquisition.
Cercando di ampliare il proprio pubblico, BioWare avrebbe finito per perdere parte degli elementi che rendevano distintiva la serie, senza necessariamente riuscire ad attirare una platea più vasta.
Il ruolo di Electronic Arts
Darrah sottolinea inoltre come Dragon Age abbia dovuto confrontarsi con le aspettative di un editore che, a suo giudizio, non comprendeva pienamente le caratteristiche del franchise. Il problema non riguardava necessariamente l'intera BioWare, ma il percorso specifico seguito dalla serie fantasy nel tentativo di trovare spazio all'interno delle strategie commerciali di Electronic Arts.
Il confronto con Baldur's Gate 3 è particolarmente significativo perché dimostra come un gioco di ruolo complesso, con sistemi articolati e un forte accento sulle scelte del giocatore, possa raggiungere un successo considerevole. Il risultato ottenuto da Larian Studios rappresenta quindi un esempio di ciò che Dragon Age avrebbe potuto diventare se avesse mantenuto una maggiore continuità con le caratteristiche del suo esordio.
Rimane così la domanda sollevata da Darrah: quale direzione avrebbe preso Dragon Age se BioWare avesse continuato a sviluppare il modello introdotto con Origins, anziché inseguire una maggiore accessibilità? Una possibilità che, alla luce dei risultati ottenuti da Baldur's Gate 3 e a quella della chiusura di Bioware, assume oggi un significato particolare, dal sapore amarissimo.