Nel 2007 Electronic Arts acquisì BioWare spinta dalla promessa di un ambizioso progetto su licenza Lucasfilm, quello Star Wars: The Old Republic destinato a generare oltre un miliardo di dollari di ricavi. A quasi due decenni di distanza, il colosso americano ha chiuso definitivamente i battenti dello storico studio canadese per la medesima ragione: concentrare le proprie risorse su un nuovo capitolo di Star Wars.
Secondo quanto rivelato da fonti vicine alla dirigenza aziendale a seguito dell'indiscrezione lanciata da Bloomberg, la decisione affonda le radici in una complessa riorganizzazione strategica e finanziaria.
Il bivio tra Mass Effect e Star Wars
Secondo il giornalista Jason Schreier, a pesare in modo determinante sul destino dello studio è stata la pesante ristrutturazione finanziaria affrontata da EA, reduce dalla finalizzazione di un leveraged buyout da 55 miliardi di dollari guidato dal fondo sovrano dell'Arabia Saudita. L'operazione ha trasformato il publisher in una compagnia privata, gravandola però di circa 18 miliardi di dollari di debito.
I vertici aziendali hanno dovuto compiere una scelta netta tra due produzioni fantascientifiche dai costi di sviluppo stimati in centinaia di milioni di dollari ciascuna: il prossimo capitolo di Mass Effect e l'opportunità, appena apertasi con Disney e Lucasfilm, di sviluppare Star Wars Battlefront III.
Sebbene la produzione del nuovo Battlefront non sia ancora formalmente iniziata, la dirigenza ha valutato il brand di Star Wars come un investimento sensibilmente meno rischioso e più prevedibile sul fronte degli incassi rispetto al franchise proprietario di BioWare. Per un editore storicamente a proprio agio con gli sparatutto come la serie Battlefield, la scelta è ricaduta sull'IP cinematografica, decretando la condanna a morte del nuovo Mass Effect.
L'illusione della "BioWare Magic" e il divorzio tra due mondi incompatibili
La chiusura di BioWare rappresenta l'epilogo di una convivenza da sempre complessa tra due filosofie aziendali profondamente distanti, secondo Bloomberg. EA, votata alle uscite annuali ad alta redditività come Madden e FIFA, ha faticato a comprendere le tempistiche e le strategie di supporto necessarie a un team di sviluppo nato attorno ai giochi di ruolo da tavolo.
La fiducia cieca nella cosiddetta "BioWare magic", l'idea interna che sforzi estremi e turni di lavoro straordinario avrebbero miracolosamente ricomposto ogni frammento produttivo in un grande gioco, ha trovato il suo limite definitivo con Dragon Age: The Veilguard. Nonostante un'accoglienza critica positiva al lancio, il titolo ha mancato le proiezioni commerciali di EA del 50%, provocando già a gennaio 2025 una prima ondata di licenziamenti e ricollocamenti interni che aveva ridotto l'organico a sole cinquanta unità. Nove mesi dopo, EA ha deciso di chiudere l'intera BioWare.
Internamente alla compagnia, inoltre, c'è chi dice che Mass Effect 5 fosse "un grande gioco".