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Mass Effect 5 era "un grande gioco", dice una ex sceneggiatrice di BioWare

Dopo oltre trent'anni di storia, lo storico studio di Edmonton chiude i battenti. Mentre il team creativo svela i retroscena sul nuovo capitolo mai nato, emerge l'ipotesi di una cessione delle storiche IP.

NOTIZIA di Marie Armondi   —   22/10/2026
Mass Effect

Una notizia che scuote le fondamenta dell'industria videoludica: Electronic Arts ha annunciato la chiusura definitiva di BioWare, storico team di sviluppo canadese con oltre trent'anni di successi alle spalle, decretando al contempo la cancellazione di Mass Effect 5.

La decisione è stata comunicata da EA in modo quasi sbrigativo, confinata in un singolo paragrafo all'interno di una lunga lettera aperta diffusa il 21 ottobre 2026: "Nel concentrarci su queste opportunità più ampie, avevamo un piccolo team in BioWare al lavoro sulla fase iniziale di sviluppo di Mass Effect. Abbiamo preso la decisione di non procedere oltre con questo progetto, il che comporta la chiusura dello studio e della nostra sede di Edmonton. BioWare è uno studio leggendario che ha contribuito a definire il genere dei giochi di ruolo, e non abbiamo preso questa decisione a cuor leggero."

La voce degli autori: "Stavamo realizzando un grande gioco"

A stretto giro dall'annuncio, diversi autori coinvolti nella scrittura del defunto progetto hanno affidato ai social le proprie riflessioni. Tra questi figura Catherynne M. Valente, scrittrice bestseller del New York Times, intervenuta su Twitter in risposta a un utente che definiva l'industria "fondamentalmente a pezzi" per l'incapacità di dare un seguito a saghe leggendarie: "Noi avevamo capito come farlo. Stavamo lavorando a un grande gioco. Giusto per precisare."

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La scrittrice ha inoltre chiarito di non aver preso parte in alcun modo allo sviluppo di Dragon Age: The Veilguard, Mass Effect: Andromeda o Anthem, rimarcando con ironia di non essere "la personificazione di BioWare".

Dettagli ancora più approfonditi sono giunti dal pluripremiato autore di fantascienza Derek Künsken, il quale ha pubblicato un lungo thread rivelando di aver lavorato al progetto a fasi alterne negli ultimi cinque anni, potendo parlarne solo ora proprio a causa della scomparsa dello studio:

"Nelle prossime settimane avrò maggiore chiarezza su ciò che potrò raccontare riguardo a ciò che ho fatto, visto e appreso. Spero sia qualcosa di consistente, perché quello che stavamo preparando era davvero fantastico."

Künsken ha aggiunto di aver collaborato a stretto contatto proprio con Valente per delineare storia, personaggi, lore e la componente fantascientifica del titolo, definendo l'esperienza come la collaborazione più stimolante e produttiva di tutta la sua carriera.

Il destino dei franchise e l'ombra del debito di EA

Con la cancellazione ufficiale, la community si interroga sul futuro di universi narrativi iconici come Mass Effect e Dragon Age, sperando che EA decida di cedere i diritti delle proprietà intellettuali ad altre software house piuttosto che lasciarle cadere nell'oblio.

Secondo Mark Darrah il flop di Dragon Age: The Veilguard è legato alle uscite annuali richieste da EA a BioWare Secondo Mark Darrah il flop di Dragon Age: The Veilguard è legato alle uscite annuali richieste da EA a BioWare

Sulla questione è intervenuto con prudenza l'ex executive producer di BioWare Mark Darrah. Pur invitando alla cautela, Darrah ha teorizzato che l'ipotesi di una vendita dei franchise possa essere oggi più verosimile rispetto al passato: l'operazione potrebbe infatti aiutare il colosso americano ad ammortizzare l'enorme debito accumulato a seguito della colossale acquisizione da 55 miliardi di dollari finalizzata da un gruppo di investimento privato all'inizio di quest'anno.

Per tutti i dettagli sulla chiusura di BioWare, potete leggere la nostra notizia dedicata.

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