La chiusura di BioWare e la cancellazione del prossimo Mass Effect rappresentano un duro colpo per gli sviluppatori coinvolti e per i fan della serie, ma secondo alcuni analisti del settore erano decisioni prevedibili dal punto di vista economico. Electronic Arts ha confermato la riorganizzazione che ha portato alla fine dello storico studio canadese e all'interruzione del progetto, annunciato nel 2020 e rimasto in fase di sviluppo iniziale fino alla cancellazione. Una scelta che, secondo alcuni esperti interpellati da IGN, deve essere letta anche alla luce della situazione finanziaria dell'azienda e dei risultati commerciali delle sue produzioni più recenti.
L'inevitabile
L'analista Joost Van Dreunen ha spiegato che EA deve affrontare una significativa pressione finanziaria a causa dei circa 18 miliardi di dollari di debiti legati alla struttura dell'acquisizione sostenuta dal fondo sovrano saudita PIF e dai partner Silver Lake e Affinity. Secondo le cifre riportate, i soli interessi sul debito ammontano a circa 1,8 miliardi di dollari all'anno, una cifra superiore all'EBITDA annuale di Electronic Arts, pari a circa 1,5 miliardi. In questo contesto, la riduzione dei costi diventerebbe una priorità per la dirigenza. Van Dreunen ha definito la chiusura di BioWare "del tutto prevedibile e precisamente ciò che ci si aspetta da un'acquisizione con leva finanziaria una volta concluso l'accordo". L'analista ha inoltre sottolineato come un gruppo di circa 50 persone impegnato in un gioco ancora lontano dall'uscita rappresenti un obiettivo relativamente semplice da tagliare, indipendentemente dall'importanza storica dello studio.
Una valutazione simile arriva da Piers Harding-Rolls di Ampere Analysis, secondo cui la decisione è particolarmente dolorosa per chi ha seguito BioWare nei suoi trent'anni di attività, durante i quali lo studio ha realizzato numerosi giochi di ruolo apprezzati dal pubblico. Tuttavia, le difficoltà commerciali delle produzioni più recenti avrebbero contribuito a rendere quasi certa la chiusura.
Dragon Age: The Veilguard non ha raggiunto le aspettative di vendita di Electronic Arts, e Mass Effect: Andromeda e Anthem erano già stati deludenti dal punto di vista commerciale. Insomma, da questo punto di vista la chiusura arriverebbe da lontano. Harding-Rolls ritiene che il futuro dello studio fosse probabilmente oggetto di discussione già prima del completamento dell'acquisizione di EA. "Purtroppo, le recenti produzioni ad alto budget dello studio non hanno ottenuto risultati commerciali sufficienti", ha dichiarato, aggiungendo che i cambiamenti nel mercato dei videogiochi di fascia alta e la necessità di ridurre i costi potrebbero aver accelerato la decisione.
Altre reazioni
La vicenda ha suscitato anche reazioni politiche. Avi Lewis, politico canadese, ha chiesto al governo di valutare un sostegno federale per consentire ai dipendenti di acquistare BioWare e gestirla autonomamente. "Questo è il private equity, è quello che fa: comprare aziende, portarle alla rovina e smembrarle per ottenere profitti a breve termine", ha affermato. Secondo Lewis, gli sviluppatori dovrebbero avere la possibilità di rilevare lo studio, anche grazie a un eventuale intervento pubblico.
Il nuovo Mass Effect, presentato nel 2020, non era mai uscito dalla fase iniziale di sviluppo. Nel frattempo, BioWare aveva pubblicato Mass Effect Legendary Edition nel 2021 e Dragon Age: The Veilguard nel 2024. Dopo l'annuncio della chiusura è trapelato anche un trailer del progetto cancellato, che non vedrà quindi la luce nella forma prevista. Resta invece in lavorazione la serie televisiva di Mass Effect destinata a Prime Video, uno dei pochi progetti legati al franchise ancora attivi.