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Il cofondatore di BioWare critica l'IA: "Non si possono creare grandi giochi con persone a caso"

Greg Zeschuk, cofondatore di BioWare, critica la crescente fiducia dell'industria videoludica nell'intelligenza artificiale generativa.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   29/10/2026
Morrigan in Dragon Age Origins

Greg Zeschuk, uno dei fondatori di BioWare insieme a Ray Muzyka e Augustine Yip, ha criticato l'approccio di alcune aziende videoludiche alla gestione dei propri studi e all'impiego dell'intelligenza artificiale generativa. In un'intervista concessa a 80 Level, lo sviluppatore ha messo in dubbio che sia possibile realizzare grandi videogiochi affidandosi a personale senza sufficiente esperienza e a strumenti IA, sottolineando l'importanza delle competenze maturate direttamente durante lo sviluppo, che vengono dissipate dai continui licenziamenti e chiusure.

Le dichiarazioni arrivano dopo la notizia della chiusura di BioWare. Zeschuk ha raccontato di aver appreso la notizia da alcuni messaggi telefonici. La sua reazione iniziale, ha spiegato, è stata meno intensa di quanto ci si potrebbe aspettare da uno dei fondatori dello studio, anche perché ormai ne era fuori da molti anni.

Mass Effect Universe è l'ultimo gioco lavorato da BioWare
Mass Effect Universe è l'ultimo gioco lavorato da BioWare

"Non ho avuto un impatto immediato", ha raccontato, parlando dalla sua casa di Edmonton, la città canadese che ha ospitato BioWare. "Non ero lì in quel momento, il che, per certi versi, è stato positivo, perché ho potuto prendermi il tempo necessario per elaborare la cosa".

Questo distacco, tuttavia, non significa che a Zeschuk non interessi la chiusura dello studio. Il fondatore ha riconosciuto che si tratta di un evento doloroso e significativo, destinato a colpire soprattutto Edmonton e le persone che lavoravano ancora per l'azienda. Ha inoltre ricordato che lui e Muzyka avevano già affrontato il proprio addio emotivo a BioWare nel 2012, quando avevano lasciato lo studio.

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La sua maggiore preoccupazione riguarda quindi i dipendenti che si ritrovano improvvisamente senza un impiego. "Chiunque si ritrovi a dover cercare un nuovo lavoro affronta un'esperienza terrificante e molto triste", ha dichiarato.

IA? Anche no

Il passaggio più critico dell'intervista riguarda però i dirigenti che, secondo Zeschuk, prendono decisioni sullo sviluppo senza aver mai realizzato concretamente un videogioco. L'ex sviluppatore contesta in particolare la convinzione che sia possibile crearne di successo mettendo insieme persone scelte casualmente e strumenti di intelligenza artificiale.

"C'è questa strana convinzione secondo cui si possano creare grandi giochi con persone prese a caso e l'IA. Non funziona", ha affermato. Zeschuk ha poi osservato che, in molte aziende, chi segue un percorso professionale manageriale non proviene direttamente dallo sviluppo. Il problema, a suo giudizio, è che alcuni dirigenti non hanno mai seguito la realizzazione di un gioco dall'inizio alla fine, nemmeno di un progetto di piccole dimensioni, e quindi non comprendono pienamente le difficoltà del processo.

Le sue considerazioni si inseriscono in un dibattito sempre più presente nell'industria, dove l'intelligenza artificiale generativa viene proposta anche come strumento per velocizzare la produzione, come fatto ad esempio da Epic Games.

Non ci sono elementi per affermare che l'intelligenza artificiale abbia causato la chiusura di BioWare. La critica di Zeschuk riguarda piuttosto una tendenza ormai diffusissima: la convinzione che la tecnologia possa sostituire l'esperienza, la conoscenza dei processi produttivi e la capacità di coordinare persone competenti. Per il cofondatore dello studio, gli strumenti possono avere un ruolo nello sviluppo, ma non bastano da soli a garantire la realizzazione di un buon videogioco.

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