Negli ultimi mesi sono stati diversi i fattori che hanno messo in difficoltà le aziende, tra cui la crisi delle memorie, destinata a protrarsi ancora a lungo. Se alcuni segmenti ne hanno risentito più di altri, come ad esempio i dispositivi di fascia medio-bassa più sensibili all'aumento dei costi dei componenti, il mercato degli smartphone sembra aver retto abbastanza bene nel primo trimestre 2026, grazie alle scorte di magazzino acquistate nei mesi precedenti. Tuttavia, la situazione potrebbe estendersi in modo significativo anche al settore degli smartphone, con un calo marcato rispetto al 2025.
Crisi e prospettive
Nel primo trimestre del 2026 sono stati prodotti circa 284 milioni di smartphone; si tratta di un calo dell'1,7% rispetto allo stesso periodo del 2025, ma nulla di estremamente impattante. Questo perché i produttori di smartphone sono stati in grado di contenere i danni grazie alle scorte ottenute prima della crisi, quindi quando i prezzi erano ancora accessibili. La situazione è però destinata a cambiare nelle prossime settimane, dato che le scorte finiranno. I produttori dovranno procurarsi RAM ai prezzi attuali, che come saprete sono nettamente aumentati.
Più precisamente, gli analisti prevedono che verranno prodotti 1,051 miliardi di smartphone, con un calo del -16,2% rispetto al 2025. La situazione, secondo le previsioni, potrebbe peggiorare ulteriormente, con possibili ricadute anche sui prezzi degli smartphone.
I dati del Q1 2026
I dati sono stati condivisi da TrendForce. Al primo posto troviamo Samsung, con una crescita su base annua, nonché rispetto al trimestre del 2025. "Tuttavia, la sua significativa esposizione ai modelli di fascia bassa rimane motivo di preoccupazione - in particolare in un contesto di calo della fiducia dei consumatori - rendendo la domanda del mercato finale un fattore chiave da monitorare", spiega TrendForce.
Al secondo posto c'è Apple, in realtà più preparata ad assorbire i rincari, come vi abbiamo già spiegato in precedenza, mentre Samsung potrebbe essere più vulnerabile.
"Apple si è classificata al secondo posto con una produzione di circa 60,2 milioni di unità nel trimestre. Oltre al progressivo aumento della produzione dei nuovi modelli di iPhone, il volume di produzione è stato sostenuto dal lancio dell'iPhone 17e, con una crescita del 19,7% su base annua". Seguono Oppo, Xiaomi e Vivo, che stanno risentendo in modo evidente dell'aumento dei costi delle memorie. Proprio per questo motivo, gli obiettivi di produzione potrebbero essere rivisti al ribasso.
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