Mark Zuckerberg ha pubblicato una nuova lettera aperta in cui delinea la sua visione sul futuro dell'intelligenza artificiale e, soprattutto, su chi dovrebbe avere accesso alla superintelligenza. Secondo Zuckerberg, le capacità dell'IA più avanzata non dovrebbero essere concentrate nelle mani di poche aziende o istituzioni, ma distribuite il più possibile tra gli individui. La superintelligenza, nella sua visione, dovrebbe diventare uno strumento personale capace di aumentare le possibilità delle persone, aiutandole a creare, imparare, inventare e contribuire al progresso scientifico.
È proprio in quest'ottica che Meta ha annunciato anche due nuovi modelli open source. L'azienda sta rendendo disponibili i pesi di Muse Glimmer, un modello da 30 miliardi di parametri progettato per funzionare anche su un laptop o su una singola GPU di consumo. Nelle prossime settimane saranno inoltre disponibili i pesi di una versione di Muse Spark 1.2, ovvero uno dei modelli fondativi più avanzati della sua categoria.
Una superintelligenza per tutti
Per Zuckerberg, l'arrivo della superintelligenza rappresenta uno dei passaggi tecnologici più importanti della storia. Nella sua lettera, sottolinea come la superintelligenza potrebbe permettere alle persone di scoprire cose nuove, apprendere più velocemente e sviluppare strumenti capaci di migliorare la salute e la qualità della vita. Ma proprio perché si tratta di una tecnologia così potente, secondo lui è necessario stabilire una filosofia su come svilupparla e distribuirla.
"Tutte le nuove tecnologie creano opportunità e sfide. La superintelligenza sarà una delle tecnologie più importanti della storia, quindi le opportunità e le sfide che comporterà saranno probabilmente maggiori di qualsiasi altra cosa abbiamo visto nel corso della nostra vita. Dobbiamo prendere la questione molto sul serio", ha scritto. La superintelligenza dovrebbe essere utilizzata soprattutto per aumentare le capacità degli individui e favorire l'invenzione, piuttosto che per costruire un mondo in cui le persone vengono semplicemente sostituite dall'automazione.
"Non capisco perché chiunque creda che l'IA eliminerà la maggior parte dei posti di lavoro e gran parte della rilevanza dell'umanità si affretti a costruire quel futuro", ha scritto. Zuckerberg mette inoltre in discussione l'idea secondo cui la pericolosità dell'IA renderebbe inevitabile una concentrazione estrema del potere. È questo il punto centrale della lettera: la sicurezza dell'IA non dovrebbe dipendere soltanto dal controllo esercitato da pochi, ma anche dalla distribuzione del potere.
Secondo Meta, una delle strade per arrivare a questo equilibrio consiste nel rendere le capacità della superintelligenza il più possibile accessibili alle persone. "Proponiamo una filosofia basata sull'empowerment individuale come fonte di prosperità, sull'invenzione come scopo primario della superintelligenza e sull'equilibrio di potere come fondamento della sicurezza", scrive Zuckerberg. In questa prospettiva, l'open source assume un ruolo centrale. La visione di Zuckerberg non si limita quindi a immaginare modelli sempre più potenti; il vero obiettivo è portare queste capacità direttamente nelle mani delle singole persone.
La "superintelligenza personale" descritta da Meta dovrebbe essere composta da una serie di strumenti e agenti capaci di comprendere gli obiettivi dell'utente e aiutarlo in attività molto diverse tra loro. Nello scenario immaginato dal CEO, ogni persona potrebbe avere a disposizione:
- Un agente personale, capace di comprendere l'utente, le sue esigenze e i suoi obiettivi
- Strumenti per trasformare le proprie idee in realtà, dalla creazione di contenuti alla realizzazione di progetti
- Strumenti per creare nuove imprese, con capacità sufficientemente potenti da permettere a singoli individui o piccoli gruppi di sviluppare prodotti e servizi
- Un tutor o un coach personale, in grado di aiutare ogni persona a imparare ciò che desidera
- Strumenti per contribuire alla ricerca scientifica, per esempio attraverso modelli biologici open source che possano essere utilizzati per progettare nuovi farmaci
Secondo Zuckerberg, queste capacità dovrebbero inoltre essere disponibili gratuitamente o a prezzi accessibili, così da evitare che la superintelligenza diventi un privilegio riservato esclusivamente a chi può permettersela.
Due nuovi modelli open source
La visione di Zuckerberg si traduce anche nei due nuovi modelli della famiglia Muse presentati oggi da Meta. Il primo è Muse Glimmer, un modello da 30 miliardi di parametri progettato per poter essere eseguito localmente, anche su un laptop o su una singola GPU di consumo. Meta lo presenta come uno dei modelli più performanti della sua categoria.
Glimmer è pensato in particolare per affrontare problemi complessi e portare a termine attività articolate in più fasi senza dover essere guidato passo dopo passo dall'utente. Un altro elemento importante è che il modello può funzionare interamente sul dispositivo, senza dover necessariamente inviare i dati a un servizio cloud. Questo permette di utilizzare le sue capacità mantenendo l'elaborazione in locale.
Meta dichiara inoltre il supporto dell'intero stack per l'esecuzione dell'IA locale, con piattaforme hardware come NVIDIA, AMD, Intel, Arm e Dell, strumenti di esecuzione locale come Ollama, LM Studio, llama.cpp e MLX e diverse piattaforme dedicate all'inferenza e al serving, tra cui vLLM, SGLang, Together AI, Fireworks AI e OpenRouter. L'hardware consigliato comprende un Mac Mini o un MacBook con chip M4 o M5 e almeno 32 GB di memoria, oppure una GPU NVIDIA RTX 5090 o AMD Radeon AI PRO.
Il secondo annuncio riguarda invece Muse Spark 1.2: Meta renderà disponibili nelle prossime settimane i pesi di una nuova versione del modello, che l'azienda presenta come uno dei modelli fondativi più avanzati al mondo. In entrambi i casi, l'obiettivo dichiarato è mettere a disposizione della comunità modelli che possano essere utilizzati e sviluppati al di fuori delle infrastrutture proprietarie di Meta.