L'utilizzo dei social, in alcuni casi, può rivelarsi particolarmente impattante sulla salute mentale di alcuni utenti, in particolare dei minori. Per chi non lo sapesse, Meta è stata protagonista di uno dei più importanti procedimenti giudiziari mai avviati negli Stati Uniti su questo tema. La motivazione? I suoi social creerebbero dipendenza nei giovanissimi, con possibili conseguenze negative sul loro benessere psicologico.
Ebbene, Meta ha posto fine a questa lunga battaglia legale annunciando un accordo con 52 procuratori generali. È importante sottolineare che l'accordo riguarda il mercato statunitense e, al momento, non prevede direttamente l'introduzione delle stesse restrizioni in Europa. Di seguito tutti i dettagli.
I dettagli dell’accordo
Con una dichiarazione pubblica, è stato annunciato un accordo da 18 miliardi di dollari destinato a finanziare iniziative pensate per la sicurezza dei giovani, oltre a nuove funzionalità e misure di protezione da integrare in Facebook e Instagram. Tuttavia, l'accordo non si limita alle misure di sicurezza per i minori e coinvolge anche TikTok e YouTube. Nello specifico, Meta ha intenzione di versare 12,7 miliardi di dollari agli Stati Uniti nel corso del primo decennio, attraverso una serie di rate annuali. I restanti 5,3 miliardi di dollari dipendono invece dall'introduzione di alcune misure di sicurezza analoghe anche da parte di TikTok e YouTube.
In sostanza, Meta chiede che anche le due piattaforme contribuiscano economicamente e adottino misure simili, dal momento che i giovani utilizzano anche questi servizi, quindi l'esposizione ai contenuti non riguarda esclusivamente Facebook e Instagram.
La portata dell'accordo, tuttavia, va oltre il singolo procedimento. Il processo di Oakland rappresentava infatti un caso particolarmente importante e poteva diventare un punto di riferimento per circa 3.000 cause analoghe ancora pendenti, nelle quali vengono sollevate accuse simili nei confronti delle piattaforme social.
Nuove restrizioni per gli adolescenti
Sono stati inoltre concordati alcuni limiti specifici con l'obiettivo di aumentare la sicurezza degli adolescenti. Si parla di un massimo di due ore di utilizzo giornaliero complessivo per Facebook e Instagram, limite che potrà essere modificato o disattivato esclusivamente con il consenso di un genitore. Inoltre, le notifiche verrebbero disattivate tra le 8:00 e le 15:00, in corrispondenza dell'orario scolastico, mentre sarà possibile disattivare la riproduzione automatica dei contenuti, così da ridurre alcuni dei meccanismi che incentivano l'utilizzo prolungato delle piattaforme.
Tra le altre limitazioni sono inclusi il blocco notturno tra la mezzanotte e le 6 del mattino, la possibilità di nascondere il numero di "Mi piace", la disattivazione dei filtri legati alla modifica dell'aspetto estetico e sistemi più avanzati per la verifica dell'età. L'obiettivo è anche quello di individuare e rimuovere gli account appartenenti a utenti con meno di 13 anni, oltre a introdurre restrizioni sui contenuti in base all'età e, più in generale, una maggiore protezione degli adolescenti dai contenuti potenzialmente dannosi.
Una parte importante dell'accordo riguarda proprio la verifica dell'età. Meta si è infatti impegnata a potenziare i sistemi utilizzati per individuare gli utenti più giovani, compresi quelli appartenenti alla fascia tra i 13 e i 17 anni. L'azienda punta inoltre a ottenere dagli app store informazioni verificate sull'età degli utenti, così da rendere più efficace l'applicazione delle nuove restrizioni. Le misure previste non saranno necessariamente permanenti: alcune delle principali disposizioni avranno inizialmente una durata di cinque anni, con la possibilità di estenderle ulteriormente qualora anche altre piattaforme adottino protezioni analoghe.
Come anticipato, però, anche YouTube e TikTok giocano un ruolo cruciale in tal senso e dovrebbero contribuire allo stesso modo, almeno secondo la posizione sostenuta da Meta. Se gli adolescenti possono semplicemente spostarsi su altri social con meno restrizioni, infatti, il problema non verrebbe realmente risolto. "Se tutti devono rispettare gli stessi limiti su engagement, minori e parental control, Meta evita di penalizzare solo se stessa", ha dichiarato Alessio Garzone, portfolio manager di Gamma Capital Markets, a ilfattoquotidiano.it.
L'accordo dovrà ora essere sottoposto all'approvazione del tribunale. Se verrà approvato, rappresenterà uno dei più importanti interventi nei confronti delle piattaforme social sul tema della tutela dei minori, con nuove limitazioni pensate per ridurre l'utilizzo eccessivo dei servizi e l'esposizione degli adolescenti a contenuti potenzialmente dannosi. Come sempre, fateci sapere che ne pensate nei commenti qui sotto.