L'Unione Europea ha multato Google per quasi un miliardo di euro a causa di due violazioni del Digital Markets Act (DMA), la normativa europea creata per limitare il potere delle grandi piattaforme digitali.
La prima violazione riscontrata dalla Commissione Europea, e punita con una multa da 460 milioni di euro, riguarda l'aver favorito servizi come Google Shopping, Google Hotels e Google Flights all'interno dei risultati di Google Search, penalizzando di conseguenza i concorrenti.
La seconda violazione, punita con una multa da 430 milioni di euro, è legata invece alle politiche del Play Store, che secondo l'UE impediscono agli sviluppatori di indirizzare liberamente gli utenti verso metodi di pagamento esterni che risultano spesso essere più convenienti rispetto a quelli offerti da Google.
Le sanzioni fanno seguito alla decisione preliminare pubblicata nel marzo del 2025, in cui era stato fornito a Google il tempo per proporre modifiche e rispondere alle contestazioni avanzate dall'Unione Europea, cosa che è valso all'azienda una proroga lo scorso maggio.
Cosa succede ora?
A pochi giorni dalla conferma della sanzione UE per la pubblicità del gioco d'azzardo su YouTube, Google avrà sessanta giorni di tempo per adeguarsi alle disposizioni del DMA, garantendo che i servizi delle terze parti vengano trattati in maniera equa e consentendo agli sviluppatori di utilizzare sistemi di pagamento alternativi sul Play Store.
Nel tentativo di conformarsi alle nuove regole, Google aveva già introdotto diversi cambiamenti nei propri servizi di ricerca, rimuovendo ad esempio il widget di Google Flights per gli utenti europei e assegnando una maggiore visibilità ai siti di comparazione indipendenti.
L'azienda sostiene tuttavia che adeguarsi completamente al DMA implicherebbe un peggioramento dell'esperienza, e in particolare che l'apertura a sistemi di pagamento esterni possa compromettere la sicurezza degli utenti.
"I prodotti migliori devono avere successo perché sono migliori, non perché appartengono all'azienda che gestisce il motore di ricerca", ha dichiarato Teresa Ribera, vicepresidente esecutiva della Commissione Europea.
"I consumatori europei hanno il diritto di essere informati dagli sviluppatori delle app su dove trovare le offerte più convenienti, anche quando il proprietario dell'app store non percepisce alcuna commissione. Questa è la promessa del Digital Markets Act: proteggere equità, libertà di scelta e innovazione nei mercati digitali a beneficio di tutti i cittadini europei."