Il Ministro dell'Interno bavarese contro i videogiochi violenti  22

NOTIZIA di Giorgio Melani   —   03/04/2009

Siamo da tempo abituati ad attacchi feroci nei confronti dei videogiochi da parte di vari personaggi politici e non, specialmente in seguito ad eventi particolarmente drammatici, per i quali il prodotto videludico violento (ma anche no) rappresenta quasi sempre un capro espiatorio sicuro e affidabile.
Accade però anche che si perda facilmente il senso della misura, come successo al Ministro dell'Interno della Baviera Joachim Herrmann, che non solo ha considerato i videogiochi violenti alla stregua di una piaga sociale (ordinaria amministrazione, dopotutto, sebbene non accettabile in ogni caso) ma li ha messo sullo stesso piano di altri problemi e devianze di ben altro calibro.
Nell'ondata di sconcerto e protesta sociale seguita alla drammatica sparatoria avvenuta il mese scorso nella scuola di Winnenden, Herrmann ha sostenuto dapprima una linea piuttosto "tradizionalista", nell'ottica dei "demonologi dell'intrattenimento videoludico", per poi arrivare ad una posizione veramente estrema.
"Tali giochi sono una delle cause della violenza giovanile e anche delle sparatorie a scuola, dove le immagini delle uccisioni videoludiche divengono realtà", si legge nella traduzione riportata da GamePolitics, con i ragazzi che per colpa dei videogiochi "non hanno più tempo per la scuola o per imparare un lavoro, e diventano dei reietti della società".
Tuttavia, è la conclusione che appare alquanto sconvolgente: "per quanto riguarda i loro effetti dannosi, i videogiochi violenti sono sullo stesso livello della pedo-pornografia e delle droghe illegali, la cui proibizione è giustamente indiscutibile".
Si registra, in ogni caso, anche la posizione critica nei confronti di Herrmann espressa da un altro politico tedesco, il Commissario per i Nuovi Media Thomas Jarzombek, il quale sostiene che "il paragone è completamente inappropriato... chiunque esprima concetti simili non è qualificato per partecipare in un qualsiasi futuro dibattito per la protezione dei minori dai media dannosi". Varie associazioni tedesche legate al videogioco (G.A.M.E., BIU, ESB) hanno tutte preso una posizione ovviamente critica nei confronti del Ministro, richiedendo scuse ufficiali.