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Bluepoint voleva il remake di Bloodborne, ma Sony impose il live service di God of War, per un report

Un nuovo report su Bluepoint Games ha svelato che lo studio era convinto che avrebbe lavorato al remake di Bloodborne, dopo il successo di Demon's Souls.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   25/02/2026
Uno dei boss di Demon's Souls
Demon's Souls
Demon's Souls
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L'utente X Detective Seeds ha pubblicato un nuovo rapporto su Bluepoint Games, basato sui racconti di quattro dipendenti dello studio, che si sono offerti di parlare dei fatti che hanno portato alla recente chiusura. Stando a quanto emerge, gli sviluppatori erano convintissimi che Sony gli avrebbe affidato il remake di Bloodborne, dopo il successo di quello di Demon's Souls, acclamato da pubblico e critica.

Scelte scriteriate

Va notato che Detective Seeds ha realizzato una vera e propria linea del tempo con i fatti più rilevanti occorsi in Bluepoint dal 2020 in poi, così da mettere ordine nei racconti dei dipendenti e rendere più chiara la situazione.

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A fine 2020, Bluepoint pubblica Demon's Souls e iniziano i colloqui con Sony per l'acquisizione e per lavorare a progetti originali. Il motivo è che S0ny non riteneva che remake/remaster generassero abbastanza profitti, e alcune persone in Bluepoint e in Sony volevano diversificare.

Tutti avevano sentito che il remake di Shadow of the Colossus aveva perso denaro, ma si pensava che fosse previsto: il progetto era nato da Shuhei Yoshida, che voleva preservare il gioco. La critica principale al remake di Shadow of the Colossus riguardava il nuovo volto del protagonista; tuttavia Fumito Ueda desiderava che fosse così e così è stato. All'interno dello studio si dava per scontato che dopo Demon's Souls, Bluepoint avrebbe rifatto Bloodborne. All'epoca il reparto design era formato da 1-2 persone, insufficienti per progetti da zero.

La remaster mod di Bloodborne per PC è arrivata alla versione 0.99 La remaster mod di Bloodborne per PC è arrivata alla versione 0.99

Citando una delle fonti, è stato poi riportato: "All'inizio del 2021, dopo Demon's Souls, lo staff dello studio pensava che avrebbe lavorato su Bloodborne e iniziò a prepararsi, ma non ricevette il via libera a causa di politiche interne legate a Bloodborne e a un fragile rapporto tra FromSoft, Sony e la proprietà intellettuale originale." Secondo le fonti, non ci sarà mai un remake di Bloodborne per ragioni politiche. Comunque sia, tolto dal tavolo Bloodborne, Bluepoint rimane senza progetti, quindi viene assagnato al supporto di God of War Ragnarök, poiché Santa Monica Studio necessitava aiuto.

All'epoca il presidente Jim Ryan spingeva moltissimo sui live service e Sony voleva testare l'idea di trasformare God of War in un franchise stile Assassin's Creed, toccando mitologie e personaggi differenti. A Bluepoint NON fu permesso di sviluppare un gioco con Kratos: Sony e Santa Monica non si fidavano abbastanza e sarebbe stato troppo costoso.

Comunque sia, il 30 settembre 2021 Bluepoint viene acquisita da Sony. Dopo l'acquisizione, BP riceve l'incarico di proporre un progetto originale ambientato nell'universo di God of War. Il vincolo era "allungare" i contenuti, ma inizialmente i dipendenti non sapevano fosse un live service. "È stata una scommessa convincere Sony a comprarci invece di cercare finanziamenti altrove." Dopo l'acquisizione si è verificato un cambiamento culturale interno.

Nel 2022 inizia la prototipazione di "Demon's Souls incontra God of War", nome in codice CP13. Lo staff inizialmente non viene informato che si tratta di un live service. Il team per il design resta ridotto. Non c'è un Game Director; ne viene promesso uno in prestito da Santa Monica Studio dopo l'uscita di Ragnarök.

A fine 2022 arrivano Game Director e designer da Santa Monica, ma l'integrazione non funziona bene, a causa della scarsa familiarità degli sviluppatori di Santa Monica con l'engine di Bluepoint, del COVID e dei blocchi delle assunzioni in Sony. Poco dopo, Bluepoint scopre che il gioco sarà un live service e deve adattarsi (quindi non sarebbe vero che il gioco è stato proposto come tale direttamente dalla studio, ma la decisione sarebbe piovuta dall'alto). Nascono tensioni interne, con i favorevoli al live service che sono soprattutto i vertici di Santa Monica, Sony e Bluepoint, mentre gli sviluppatori avrebbero voluto fare altro. Comunque sia, non è mai stato chiaro se la dirigenza di Bluepoint credesse davvero nel progetto o cercasse solo di non far crollare il morale dello studio. Circa il 75% dello staff, secondo le fonti, era contrario. Dopo ritardi, conflitti interni e obiettivi mancati, Sony ha però cancellato il progetto all'inizio del 2025.

Nel 2025 Bluepoint ha presentato dei nuovi progetti a Sony. Ha proposto il remake di Jak and Daxter, il remake di Resistance, e una remaster di Shadow of the Colossus per PS5 (grafica aggiornata, 4-6 nuovi boss, alcuni recuperati dai contenuti tagliati della versione PS2). Viene riproposto il remake di Bloodborne. Una piccola parte del team ci lavora per 2-3 mesi, ma Sony interrompe tutto (non è mai stato ufficialmente approvato, ma le trattative erano avanzate e Bluepoint pensava che sarebbe entrato). Presentate anche 2 nuove IP e altri pitch minori, tra i quali "Black Fang" (CP-14): uno spin-off di Ghost of Tsushima, che pare fosse piaciuto a Sony, che concede 5-6 mesi (fino a fine marzo 2026) per realizzare un prototipo e dimostrarne la fattibilità.

I dipendenti ritenevano che il lavoro procedesse bene e che avrebbero rispettato la scadenza, ma il 19 febbraio 2026 è stata comunicata la chiusura dello studio e la cancellazione di Black Fang. La chiusura definitiva sarà il 2 marzo 2026.