Ken Kutaragi, l'ex ingegnere di Sony considerato il "papà di PlayStation", è tornato a parlare del futuro dei videogiochi durante un panel tenutosi il 29 settembre presso la University of Electro-Communications di Tokyo, in occasione dell'apertura del CEREC, nuovo polo accademico dedicato alla ricerca e alla formazione sul medium videoludico.
Per chi non lo sapesse, Kutaragi è l'ingegnere che ha guidato la creazione della prima console Sony negli anni '90, trasformandola in uno dei maggiori successi della storia del gaming. È stato anche tra i principali artefici dell'evoluzione tecnologica del settore, contribuendo allo sviluppo di PlayStation 2 e PlayStation 3.
Nel corso dell'incontro, Kutaragi ha riflettuto sull'evoluzione dell'industria, oggi valutata 186 miliardi di dollari nel solo mercato software, numeri che superano cinema, televisione e musica. Nonostante questa crescita, secondo l'ingegnere giapponese il settore non ha ancora raggiunto la maturità: ci sono ancora margini per "significative innovazioni" e per un nuovo salto tecnologico, ma il tutto potrebbe essere frenato dalla stagnazione dei contenuti.
I giochi moderni sono cresciuti in scala, ma i contenuti sono stagnanti: serve più creatività
Kutaragi ha infatti espresso una critica precisa: se da un lato i videogiochi moderni hanno raggiunto livelli grafici e produttivi impressionanti, dall'altro la natura dei contenuti non è cambiata abbastanza. A suo giudizio, molti titoli recenti confermano questa stagnazione, mostrando processi creativi che non si discostano da quelli dell'epoca della prima PlayStation.
Nonostante ciò, ritiene che l'industria si trovi davanti a quello che ha definito un "grande punto di svolta", pronta a entrare in una nuova fase. Ha ricordato come il team che diede vita alla PlayStation lavorasse con l'obiettivo di "cambiare il mondo", e come l'industria dell'epoca fosse capace di "creare la tecnologia più all'avanguardia del pianeta", invece di limitarsi a inseguirla. Un approccio che, secondo Kutaragi, va recuperato.
Il messaggio più forte del suo intervento è stato rivolto agli studenti presenti, che di fatto rappresentano parte del futuro dell'industria. Kutaragi ha spiegato che le reti neurali del cervello umano sono al loro massimo alla nascita, ma si indeboliscono quando si smette di esplorare e si ripetono sempre le stesse azioni.
"Il momento in cui perdi la curiosità e pensi: "Probabilmente è già abbastanza così", è finita", ha dichiarato, invitando i futuri sviluppatori a non accontentarsi e a mantenere viva la spinta verso l'innovazione. Un consiglio che, ovviamente, vale anche ben oltre il mondo dei videogiochi.