Secondo Moore's Law is Dead, Sony starebbe usando dei bot per difendere l'abbandono dei dischi, sfruttando account fasulli sui social per far passare il messaggio che il passaggio al digitale non sia qualcosa di cui aver paura, anzi.
Sebbene pratiche del genere vengano spesso indicate come una sorta di prassi a determinati livelli, si tratta in ogni caso di un'accusa pesante e l'autore stesso ha infatti sottolineato in più occasioni che la sua tesi si basa su indizi e analisi comportamentali, ma di fatto non ci sono prove certe.
In pratica Moore's Law is Dead ha utilizzato anche l'intelligenza artificiale per controllare i commenti pubblicati sotto i post ufficiali di PlayStation, Rockstar Games e Sony, cercando in particolare quelli schierati in difesa dell'abbandono dei supporti fisici.
Individuati i post sospetti, il content creator ha scaricato la cronologia completa dei rispettivi autori e l'ha scandagliata sia manualmente che con l'aiuto di Gemini Pro in cerca di eventuali anomalie, portando l'esempio di almeno tre casi in cui ci sarebbe il sospetto di sistemi automatizzati.
Troppo poco?
Mentre i commenti all'ultimo trailer di Marvel's Wolverine polemizzano sull'addio ai dischi di Sony, i profili controllati da Moore's Law is Dead farebbero l'opposto, supportando le decisioni dell'azienda giapponese e promuovendo il passaggio al digitale.
Nella lista dei "comportamenti sospetti" rientrano account che alternano lunghi periodi di inattività a mesi dedicati esclusivamente a un singolo argomento, post scritti con uno stile fortemente promozionale, foto unicamente virtuali e la tendenza a rilanciare contenuti probabilmente creati da altri profili dalla dubbia natura.
Detto questo, lo stesso autore ha ammesso che le ragioni dietro una strategia simile potrebbero essere molteplici e non avere in realtà nulla a che fare con Sony, bensì dipendere da società esterne che stanno pubblicando contenuti simili solo per costruire un certo tipo di profilo, ponendosi alla fine degli obiettivi differenti.