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Winning Eleven

A quasi due anni dal debutto in Giappone, Nintendo Pocket Football Club raggiunge anche l'eShop nostrano

RECENSIONE di Andrea Palmisano   —   09/04/2014
Nintendo Pocket Football Club
Nintendo Pocket Football Club
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Calcio Bit è un manageriale calcistico apparso per la prima volta su Game Boy Advance nel 2006, sviluppato dal team ParityBit. Se questi nomi non vi dicono nulla, non preoccupatevi: il gioco è infatti stato pubblicato solo in Giappone, mentre gli stessi programmatori risultano praticamente del tutto sconosciuti al pubblico occidentale. Sta di fatto che il buon successo di quell'esordio aprì la strada ad un seguito, che inizialmente era previsto per Nintendo DS; i ritardi nello sviluppo hanno però fatto migrare il progetto su Nintendo 3DS, con la pubblicazione quindi di Pocket Soccer League: Calciobit che è avvenuta in patria nell'estate del 2012. A quasi due interi anni di distanza, Nintendo ha quindi deciso finalmente di portare quest'ultimo prodotto anche in Europa, ribattezzandolo Nintendo Pocket Football Club e immettendolo sul mercato unicamente attraverso il meno rischioso canale di vendita dell'eShop.

Nintendo Pocket Football Club ha del potenziale, ma i difetti nella realizzazione sono davvero tanti

Ringrazio il mister per la fiducia

Nintendo Pocket Football Club non è certamente un manageriale calcistico di stampo classico, quindi se è Football Manager che state cercando, o se volete licenze ufficiali e squadre reali, vi conviene guardare altrove. Se il concetto di fondo è analogo, ovvero il vestire i panni del manager di una formazione di dilettanti da rinforzare e guidare nella vittoria di campionati e coppe, lo sviluppo e la realizzazione sono estremamente differenti.

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Hiroyuki Sonobe, a capo del progetto e già impegnato in passato in titoli di baseball e di corse di cavalli, ha infatti scelto di applicare una visione particolare al genere, spogliandolo di buona parte delle complessità apparentemente intrinseche ad esso e spostando il focus più sul piacere di guardare una partita piuttosto che di gestirla, tentando così di replicare le sensazioni generate dalla visione di un incontro reale di calcio. Le fasi introduttive permettono di applicare un buon grado di personalizzazione alla propria squadra, potendone decidere il nome, la divisa, i colori sociali e lo stemma. Superata questa parte decisionale, ci si trova quindi all'interno della schermata principale destinata a fare da punto di raccordo per tutte le 6 aree che fanno da teatro delle diverse sezioni presenti: in sintesi, il Centro di Allenamento in cui migliorare la propria squadra, la Sede del Club fondamentalmente per agire sul mercato, la Federazione dove consultare statistiche e calendari, lo Stadio in cui giocare le partite, la Torre dell'Orologio dove salvare i progressi e infine l'Aeroporto per accedere alla componente multiplayer. Non ci vuole molto per imparare a districarsi tra le varie zone di cui sopra: vuoi grazie al ricco e completo tutorial, vuoi per l'approccio come detto meno rigoroso, Nintendo Pocket Football Club è un titolo che difficilmente potrà intimorire anche i meno avvezzi a questo genere di giochi. Tutto sommato, è proprio questo il maggior pregio della fatica di ParityBit: essere riuscita a dar vita a un manageriale di calcio che non richieda di perdere le ore tra statistiche, decine di schermate e menu, e che non necessiti di una competenza a livello del super corso di Coverciano.

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Tutto questo anche per merito della componente grafica la quale, pur non potendo dirsi bella in senso assoluto (anzi, nella realtà è decisamente povera) può vantare una caratterizzazione tale da riuscire a farsi apprezzare e a convincere senza troppe remore. Spingendo sulla stilizzazione e sul richiamo all'epoca 8-bit infatti, il team nipponico ha trovato una soluzione estetica intrigante, colorata, piacevole e semplicemente "simpatica" che si rivela perfettamente adatta allo spirito del gioco. Passando infatti al gameplay vero e proprio, senza dubbio tra gli aspetti più riusciti figura la gestione della crescita della propria rosa: in pratica, affrontando i vari incontri si possono ottenere delle carte, ognuna con uno specifico tipo di allenamento come per esempio dribbling, passaggi, punizioni, ma anche stretching, partitella, analisi video o ancora il ritiro, le terme, la sessione di autografi e via dicendo. Tanto più l'avversario è forte, quante più tessere si otterranno. Ogni singola card (se ne possono usare fino a tre alla volta) va a migliorare uno o più specifici tipi di abilità, in base al potenziale e all'attitudine del calciatore. Con un po' di fortuna e di sperimentazione è possibile anche scoprire delle specifiche combo, ovvero associazioni di due o tre carte capaci di sbloccare allenamenti speciali ancora più efficaci. Si tratta di una formula che, pur con qualche imperfezione, riesce a mantenersi piuttosto interessante e stimolante, rivelandosi di fatto la più approfondita e convincente dell'intero gioco. Accanto alle varie squadre "normali" che è possibile affrontare in amichevole per guadagnare delle carte ci sono anche delle formazioni speciali, con caratteristiche tali da consentire allenamenti specifici. Purtroppo però queste ultime vanno sbloccate tramite acquisti in-app, richiedendo un ulteriore esborso che però al momento della recensione non siamo in grado di quantificare, visto che relativa sezione dell'eShop risulta ancora disattivata.

L'effetto 3D

Si limita a donare un minimo di profondità durante gli incontri, ma con un risultato assolutamente trascurabile. Insomma, meglio lasciarlo spento per risparmiare un po' di batteria.

Ringrazio i tifosi e i compagni che mi hanno aiutato

Di fronte a un gioco volutamente ed espressamente realizzato con l'intento di semplificare e rendere più facilmente l'approccio al genere dei manageriali calcistici, sarebbe sciocco andarsi a lamentare per l'assenza di profondità e per la carenza di sfaccettature nell'offerta ludica. Di conseguenza non è certamente questo il motivo della nostra critica a Nintendo Pocket Football Club, che al contrario durante le prime ore di gioco riesce a divertire e coinvolgere nonostante la evidente ripetitività delle azioni richieste. Dove invece abbiamo ravvisato dei problemi è in alcune precise e consapevoli scelte di game design, destinate a far storcere la bocca anche all'utenza meno esperta. Probabilmente la più controversa e complicata da digerire sta nell'impossibilità di modificare la velocità di svolgimento degli incontri, ognuno dei quali richiede circa dieci minuti reali per permettere di concludere i novanta minuti virtuali più recupero. Se sulle prime il boccone può risultare addolcito dalla graziosa caratterizzazione estetica, ci vuole ben poco per iniziare a ritrovarsi insofferenti di fronte alla scelta di ParityBit; decisione che si rivela ancora più scellerata scoprendo la quasi totale ininfluenza che si può avere sulle sorti dell'incontro e sul comportamento della propria squadra, in una sorta di assurda negazione delle responsabilità proprie del ruolo di manager e allenatore che si è chiamati a ricoprire.

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L'unica maniera di mettere mano su qualcosa è attraverso una sostituzione: contestualmente al cambio di un giocatore, infatti, e solo in quell'occasione (oltre che nell'intervallo), l'utente può modificare l'atteggiamento tattico (offensivo, equilibrato o difensivo), la zona di gioco con le distanze tra i reparti e le marcature a uomo. Una microscopica finestra di azione, superata la quale ci si ritrova di nuovo a occupare la sedia dello spettatore. E se per caso non si volesse operare una sostituzione? O se, peggio ancora, tutte e tre i cambi fossero già stati fatti? Rassegnatevi, novelli Trapattoni, perché nel mondo di Nintendo Pocket Football Club, non esiste alternativa. Magari siete al settantacinquesimo, sotto di un gol, e vorreste ordinare alla vostra squadra di affidarsi ai lanci lunghi per tentare il colpaccio? Niet, nada, non si può. Non ci sono strategie precise applicabili e utilizzabili alla bisogna, ma soltanto generiche. Avete scelto di schierare la vostra squadra con un prudente 4-5-1, ma durante la gara volete passare ad un più pungente 4-3-3? Anche in questo caso, non si può: la formazione infatti si decide solo prima dell'inizio della partita, dopodiché è praticamente scolpita nella roccia, totalmente intoccabile. Si tratta, come facilmente comprensibile, di errori gravi che impoveriscono il momento clou dell'intera esperienza, limitando eccessivamente l'influenza dell'utente e lasciando fin troppo spazio al caso e alla fortuna, e ben presto anche al tedio e alla noia. Ugualmente limitata e discutibile anche la sezione legata al calcio mercato, che consente di operare soltanto nei confronti di una ristretta lista di giocatori scelti in maniera casuale; non c'è alcuna facoltà per esempio di andare a ricercare atleti con determinate caratteristiche e abilità in altre formazioni, ma ci si deve accontentare di quel poco che passa il convento.

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E anche avendo la fortuna di trovare una pedina adatta alla propria squadra, non è detto che la si possa ingaggiare: il prezzo dello stipendio da offrire è infatti precisamente prestabilito, e non si possono operare rilanci per tentare di convincere chi ha rifiutato, né abbassare l'offerta nel caso in cui il budget sia ristretto. Tutta questa serie di paletti tolgono inevitabilmente buona parte del piacere e del divertimento, rendendo l'operazione di ricerca e acquisto di nuovi giocatori molto meccanica e per nulla gratificante. Assurda poi l'assenza di indicazioni importanti come l'età, e ancora di più il fatto di mantenere celato il valore del potenziale che diventa visibile solo una volta acquistato un calciatore. Che poi, vista l'inconcepibile gestione dei contratti, questo limite si rivela soltanto portatore di un passaggio in più: con buona pace dei sindacati infatti, si può rescindere il contratto con un proprio giocatore in qualsiasi momento, anche immediatamente dopo averlo comprato, recuperando così per intero la cifra spesa. Merita menzione anche l'insostenibile ripetizione dei soliti messaggi testuali all'accesso di determinati menu (come "ok, è il momento di scendere in campo. Aprite le orecchie") che appare ad ogni singola apertura della schermata delle tattiche. Qualche parola infine anche per la modalità multiplayer, attraverso la quale si possono possono sfruttare StreetPass e SpotPass per partite di ranking e in locale; in aggiunta, è consentito di condividere fino a cinque giocatori nel "Mercato amici" con i propri conoscenti, che potranno quindi ottenere una copia dei propri calciatori pagandone l'ingaggio.

Conclusioni

Digital Delivery: Nintendo eShop

Dispiace davvero non poter premiare Nintendo Pocket Football Club. L'idea di fondo di Hiroyuki Sonobe e del suo team è infatti chiara e idealmente anche ampiamente condivisibile: creare un manageriale calcistico capace di attrarre anziché intimidire, asciutto, snello e adatto all'ambiente di gioco di una console portatile. Purtroppo però le soluzioni scelte per portare avanti tale premessa si sono rivelate all'atto pratico discutibili, se non semplicemente sbagliate, dando vita in ultima analisi a un prodotto con davvero troppi difetti per riuscire a convincere. La speranza è quindi che ParityBit sia in grado di rimediare agli errori con un eventuale seguito, e che magari Nintendo lo voglia portare in occidente impiegando meno dei due anni trascorsi in questa occasione.

PRO

  • Stile grafico personale e molto gradevole
  • Approccio interessante al genere
  • Sviluppo dei giocatori intrigante

CONTRO

  • Gestione scellerata degli incontri
  • Calcio mercato limitatissimo
  • Troppe ingenuità di game design