Castlevania Requiem: Symphony of the Night & Rondo of Blood, la recensione

Uno dei giochi più iconici di sempre e uno dei più rari in assoluto, insieme in un eccellente pacchetto. Ecco la nostra recensione

RECENSIONE di Christian Colli   —   26/10/2018
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È assolutamente un caso che questa compilation per PlayStation 4 esca il 26 novembre, giorno in cui arriva anche la seconda stagione della serie animata ispirata a Castlevania su Netflix. Ed è una straordinaria coincidenza che uno dei grandi protagonisti, in questa nuova tranche di puntate, sia proprio Alucard, il figlio di Dracula che - guarda caso! - è anche il personaggio che si controlla in Symphony of the Night, un titolo nella compilation che risale al 1997 - anzi, alla conversione per PSP di dieci anni fa - e che molti considerano praticamente uno dei migliori videogiochi di tutti i tempi. Lasciando da parte il sarcasmo, è invece più sorprendente la scelta di includere nel pacchetto anche Rondo of Blood, un Castlevania rarissimo, datato 1993, che rappresenta un passo fondamentale nell'evoluzione della serie Konami e che finora hanno giocato (legittimamente) davvero pochissime persone. Volete saperne di più? Continuate a leggere.

Rondo of Blood

Pubblicato originariamente per PC Engine CD in Giappone, Rondo of Blood è stato il primo Castlevania a virare la serie verso un nuovo sottogenere che l'ha poi contraddistinta per anni: abbandonando la linearità dei precedenti episodi, Rondo of Blood propone vari stage che biforcano in diversi punti, conducendo il giocatore - che indossa i panni di Richter Belmont - in aree diverse che si sviluppano poi in stage completamente differenti. La peculiare struttura del level design voleva essere un timido, primo tentativo di integrare alcuni elementi da gioco di ruolo in una serie che, fino a quel momento, era stata praticamente un platform. Nel secondo stage, per esempio, è possibile raccogliere una chiave che consente poi di aprire una cella in cui Richter trova Maria, una bambina che si unirà alla sua causa e diventerà un personaggio giocabile. Queste piccole variabili, che ricordano le missioni secondarie nei giochi odierni, rendono ogni partita imprevedibile, mettendo nelle mani del giocatore la difficoltà stessa dell'avventura.

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Rondo of Blood è infatti uno dei Castlevania più difficili che Konami abbia sviluppato. I nemici infliggono un sacco di danni e bastano pochi colpi per essere spazzati via senza troppe cerimonie. Il cacciatore di vampiri migliore è quello che studia gli stage, memorizza le posizioni dei nemici e quindi li attacca preventivamente, magari eliminandoli prima che individuino Richter e lo aggrediscano. Il Belmont di turno può equipaggiare un'arma secondaria come i soliti crocifissi, l'acqua santa, i pugnali da lancio e via dicendo, ma ogni utilizzo consuma i cuori che svolgono la funzione delle munizioni e che il gioco elargisce generosamente nei vari stage. Una manciata di abilità in più - come la capriola all'indietro e la super mossa che cambia a seconda dell'arma secondaria selezionata - completano un quadretto nostalgico che, tuttavia, ci è sembrato invecchiato un po' male.

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Non sul fronte tecnico, attenzione: Rondo of Blood resta comunque un titolo dei primi anni '90 - da non confondere, oltretutto, con la conversione per SNES del 1995, Dracula X - che all'epoca lasciava a bocca aperta per la cura nella realizzazione degli sprite e dei fondali e che ancora oggi, upscalato a 4k o 1080p e senza l'attivazione di alcun filtro per la sfocatura dell'immagine, è un piccolo gioiellino pixelloso, peraltro accompagnato da una colonna sonora strepitosa e coinvolgente. No, il problema lo abbiamo riscontrato nei controlli, pesanti e meno reattivi di quanto ricordassimo, e questo chiaramente ha reso alcuni passaggi già abbastanza difficili di per sé molto più frustranti. In questo senso, Rondo of Blood avrebbe giovato forse di qualche miglioramento qua e là, per esempio ai menu o alla pessima traduzione in italiano, mentre invece Konami si è limitata a fare il compitino e a convertire il gioco senza ritoccare assolutamente niente.

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Trofei PlayStation 4

Castlevania Requiem implementa ben quarantaquattro trofei, comprensivi di platino, da sbloccare giocando a entrambi i titoli nella compilation. Considerando la difficoltà dei due giochi in questione, è inutile sottolineare che sbloccare tutti i trofei sarà un'impresa titanica: tra le altre cose, bisogna completare Rondo of Blood al 100% e Symphony of the Night al 200.6%.

Symphony of the Night

L'avventura di Alucard, il vampiro albino figlio di Dracula, è la protagonista assoluta di questa compilation, anche se non inizia nel migliore dei modi: i filmati in full motion video sgranati tradiscono l'età del gioco, uscito originariamente su PlayStation e Saturn. Anche nel caso di Symphony of the Night è possibile scegliere i filtri che ammorbidiscono i pixel o che danno l'idea di giocare su un TV catodico, ma abbiamo preferito mantenere intonsa la grafica originale, ancora oggi semplicemente sbalorditiva. Il lavoro svolto da Konami nel '97 con le animazioni degli sprite, i dettagli dei fondali e l'effettistica in generale è semplicemente incredibile. Symphony of the Night è stato il vero e proprio capostipite della deriva "metroidvania": lo hanno seguito tantissimi titoli, soprattutto su console portatili Nintendo, che hanno evoluto la formula sotto diversi aspetti, eppure Symphony of the Night rimane il più bilanciato, completo e affascinante di tutti.

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Il gioco è un sequel a tutti gli effetti di Rondo of Blood, tant'è che nell'avventura compaiono anche Richter e Maria: Alucard si risveglia dopo un sonno durato secoli e decide di affrontare il papà una volta per tutte. Essendo il figlio di Dracula, Alucard possiede varie capacità soprannaturali che si sbloccano esplorando il castello: tra le altre cose, il nostro protagonista può trasformarsi in un vampiro e in nebbia, lanciare palle di fuoco e usare una valanga di armi diverse che comprendono famigli, armi da taglio, armi da lancio e chi più ne ha più ne metta. L'esplorazione libera del castello è scandita proprio attraverso il ritrovamento delle reliquie che sbloccano i poteri di Alucard, pertanto capita di imbattersi in zone irraggiungibili cui potremo accedere soltanto in seguito. Fortunatamente, il level design distribuisce generosamente e in maniera intelligente le camere di salvataggio e quelle di teletrasporto, consentendo di vagare per il castello in modo semplice ed efficace anche nelle fasi finali dell'avventura.

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Il castello di Dracula, infatti, riserva innumerevoli sorprese e l'avventura si presta a finali multipli, uno dei quali in realtà spalanca le porte a un secondo castello rovesciato da esplorare da capo in cerca del passaggio per affrontare il vero boss finale nel cuore dell'oscurità. La longevità di Symphony of the Night è insomma stellare, anche perché il gioco nasconde tantissimi segreti e supporta un sistema di crescita tipico dei giochi di ruolo: Alucard guadagna punti esperienza e aumenta di livello, in più può equipaggiare armi, armature e accessori che cambiano i suoi parametri vitali. Cercare le armi e l'equipaggiamento migliore, dando la caccia ai nemici che lo trasportano, diventa quindi un gioco nel gioco, ma è importante sottolineare che Symphony of the Night promuove più la bravura che la forza bruta. Potremmo continuare a tessere lodi sperticate del capolavoro Konami, ma tanto vale chiuderla qui. Anzi no, dimenticavamo un altro particolare: la colonna sonora di Michiru Yamane è praticamente iconica.

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Commento

Digital Delivery
PlayStation Store
Prezzo
19,99 €
Multiplayer.it

9.0

Lettori (20)

8.4

Il tuo voto

Se è vero che Rondo of Blood non è invecchiato proprio benissimo, pur essendo ancora un titolo di alto livello, Symphony of the Night rimane sempre una gioia da giocare, da guardare e da sentire, con quel suo level design raffinato e praticamente perfetto, i segreti da scoprire e il fascino del suo memorabile protagonista. Nonostante siano passati tutti questi anni, Castlevania Requiem vale il prezzo del biglietto solo solo per Symphony of the Night: se non l'avete mai giocato prima, questa è un'occasione perfetta per rimediare, anche se forse Konami avrebbe dovuto impegnarsi un po' di più aggiungendo qualche contenuto extra o migliorando gli aspetti più spigolosi di Rondo of Blood.

PRO

  • Conversione fedele agli originali
  • Symphony of the Night è un must-have
CONTRO
  • Rondo of Blood soffre un po' la vecchiaia
  • È una conversione un tantino pigra