Constantine: tra il Bene e il Male  3

L’Inferno lo vuole, il Paradiso lo respinge, e noi ce lo giochiamo…

RECENSIONE di Rosario Salatiello   —   24/03/2005

Tra il bene e il male… c’è Constantine!

Se il fumetto "Hellblazer" della DC/Vertigo non vi dice niente, probabilmente nemmeno al nome di Constantine avrete associato qualcosa di familiare. Eppure il percorso di tale personaggio fino ai nostri monitor è stato proprio quello di fumetto – film – videogioco. Andiamo brevemente a vederne la trama: nato con l’indesiderato dono di riconoscere le creature angeliche e demoniche che popolano la terra sotto sembianze umane, John Constantine tenta il suicidio per sfuggire a tali visioni. Privatosi del perdono divino a causa dell’atto commesso contro sé stesso, viene resuscitato da Dio e rimandato sulla Terra, al fine di combattere i demoni per guadagnarsi la salvezza eterna. Si troverà così ad indagare sulla morte della sorella di una poliziotta, Angela, la quale lo affiancherà durante tutta la durata dell’avventura, indagando in una Los Angeles popolata di angeli e demoni (nonostante il fumetto sia ambientato a Londra). Più di questo non sembra sia il caso di dire, per non rovinare la sorpresa a coloro che ancora non hanno avuto modo di vedere il film ed hanno intenzione di farlo in futuro. Constantine è un videogioco strutturato alla classica maniera degli action game in terza persona, con alcune caratteristiche che rimandano a capisaldi del genere come Shadow Man o Soul Reaver: grazie alle abilità magiche di cui il protagonista è in possesso, il giocatore si trova infatti ad interagire tra il mondo “normale” e quello infernale, tutto questo senza disdegnare qualche effetto di slow motion di “maxpayniana” memoria. Gli extra presenti nel gioco sono molto interessanti: grazie ad alcuni tarocchi che troveremo nel corso del gioco, saranno sbloccati diversi contenuti molto appetibili, tra i quali artwork degli elementi del gioco ma soprattutto succose interviste con gli attori del film.

Il diavolo e l’acqua santa

Come già abbiamo avuto modo di dire poco sopra, ci troviamo di fronte ad un titolo appartenente al filone aperto dalla gentile Lara Croft, pertanto non aspettatevi nulla di diverso: così come i suoi cugini, anche Constantine consiste infatti in una parte di sano “fragging” ai danni dei nemici, una parte legata all’ormai classico “trova-la-chiave-per-andare-lì” ed un’altra, più ragionata, riguardante la soluzione di alcuni enigmi.
Non è un mistero che la componente che offre più adrenalina al giocatore sia quella dedicata all’uso delle armi, ed in questo proposito bisogna dire che Constantine offre una scelta che può tranquillamente accontentare i palati più fini: le armi a nostra disposizione consistono infatti, oltre alle mani nude, in una coppia di pistole, un lanciafiamme, un “crocefissore” (una sorta di mitra sparachiodi, le quali munizioni possono essere nuovamente raccolte una volta cadute a terra), una “pistola sacra” (un’arma molto simile ad un fucile a pompa e pertanto letale da distanza ravvicinata) ed il cosiddetto “epuratore”, una specie di balestra che spara spilloni con punte di ferro i quali, come nel caso del crocefissore, possono essere raccolti. Non saranno proprio originali al 100%, ma una punta di diversità rispetto a quanto visto in altri titoli c’è. Ad affiancare le armi appena elencate, troviamo un trittico di manufatti secondari che nel corso del gioco si riveleranno fondamentali: la bomba d’acqua santa (simile alla classica bomba a deframmentazione), lo “scarafaggio strillo di Amityville” (una granata sonica che stordisce i demoni) ed il “velo di Mosè”, una potentissima arma in grado di uccidere tutti i nemici nelle vicinanze. Se credete che sia finita qui, vi sbagliate: un essere soprannaturale come Constantine, non può infatti non avere tutta una serie di incantesimi a propria disposizione, attraverso i quali sconfiggere i demoni più ostici. La maggior parte degli incantesimi a nostra disposizione è di tipo offensivo, utilizzabili quindi per infliggere diversi tipi di danno ai demoni, mentre per difendersi è disponibile ad esempio l’incantesimo di protezione, che rende Constantine invulnerabile per un determinato lasso di tempo. L’incantesimo sicuramente più importante è il “portale”, che permette di passare dal mondo “normale” a quello demoniaco, dal quale sarà possibile tornare solo una volta trovata una boccetta d’acqua, elemento che fa da tramite tra i due universi paralleli. Come già visto anche in Soul Reaver, alcuni enigmi vanno affrontati dimenandosi tra i due mondi, sfruttando il fatto che nel passaggio tra l’uno e l’altro alcune cose dell’ambiente in cui ci troviamo cambiano a nostro favore.

Il diavolo e l’acqua santa

Passiamo ora ad esaminare i nemici, i quali offrono una varietà abbastanza buona: partendo da classici demoni chiamati “necrofagi soldati” senza alcuna abilità speciale, andando avanti col gioco si fa anche conoscenza dei “mezzosangue” (persone apparentemente normali, possedute da un demone) e di altre tipologie di demoni volanti, corazzati o dotati di arti magiche come il teletrasporto. Di tanto in tanto ci troveremo ad affrontare un particolare boss finale che comunque a conti fatti non risulterà mai un ostacolo insormontabile. Rimanendo in tema di caccia ai demoni, quello che all’inizio era un tormento per Constantine, si rivela uno strumento fondamentale: la cosiddetta “vera vista” infatti, permette al giocatore di vedere chiaramente in luoghi oscuri e di distinguere le persone normali dai mezzosangue. Unico neo di tale strumento è il mal di testa che ci è venuto dopo averne abusato un po’ troppo…
Data la natura di questo gioco di tie-in di una pellicola cinematografica, è lecito aspettarsi una longevità non proprio esaltante, come del resto siamo stati abituati in passato da altri titoli del genere. Sebbene non duri poco, non possiamo nemmeno dire il contrario: il gioco si articola in 14 diversi livelli che potrebbero anche soddisfare pienamente, se non fosse per la difficoltà decisamente bassa anche se impostata al livello massimo. Se quindi da un lato i Bits Studios sono riusciti ad evitare il classico effetto-frustrazione da difficoltà troppo elevata, ci troviamo di fronte al rovescio della medaglia, cioè alla noia che può sopraggiungere dopo un certo numero di livelli passati a sterminare demoni senza alcun patema: sicuramente tarare meglio i 3 differenti gradi di difficoltà disponibili avrebbe aiutato a rendere il gioco più interessante nel lungo periodo, anche perché nonostante i contenuti extra sbloccabili, di cui abbiamo parlato in precedenza, difficilmente vi ritroverete a rigiocare Constantine dopo averlo finito la prima volta.

Disco inferno

Il comparto tecnico di Constantine è abbastanza contraddittorio: sia per la grafica che per il sonoro siamo infatti al cospetto di alcune scelte indovinate, ma allo stesso tempo anche di altre un po’ più discutibili. Partendo dalla grafica, possiamo dire che i personaggi principali sono stati ricreati con le fattezze degli attori del film attraverso un buon livello di dettaglio, ma i demoni ad esempio risultano tutti molto simili tra loro a livello visivo. Per quanto riguarda il dettaglio dell’ambiente circostante non siamo di fronte a nulla di esaltante: si nota infatti la natura console oriented del gioco, anche se il mondo infernale è stato realizzato in maniera abbastanza suggestiva, realizzato praticamente dagli stessi elementi del mondo reale, trasposti però in uno stato di devastazione ed angoscia, trapelanti anche dalla scala cromatica di rosso utilizzata per l’occasione. Una piccola critica va mossa inoltre alla telecamera, la quale nelle fasi più concitate si dimostra troppo statica, portando il giocatore a dover fare i salti mortali per difendersi dagli attacchi dei nemici, anche a causa del fatto che non abbiamo la possibilità di compiere capriole o altre mosse d’emergenza, salvo che per una rotazione di 180° con arma alla mano, a dir la verità più bella da vedere che utile a causa di un effetto di slow motion che ne rovina l’immediatezza. Il problema riguardante la telecamera rende un tantinello problematico anche il controllo del giocatore, già di suo non esente da alcune imperfezioni: se giocando col joypad ho trovato difficoltà, non oso immaginare con la tastiera cosa sarebbe successo, pertanto consiglio caldamente anche a voi di evitarla se potete.
Passando al sonoro, ci troviamo di fronte a buoni effetti audio e ad una colonna sonora abbastanza gradevole, che cambierà a seconda della presenza di nemici rendendo l’azione più frenetica e adrenalinica. La delusione maggiore sta, ancora una volta, nel doppiaggio: alle fattezze di Keanu Reeves era infatti lecito aspettarsi associata anche la voce del doppiatore italiano, ma di fatto sebbene la voce gli assomigli molto si possono evidenziare alcune carenze, per non parlare poi di tutto il resto dei personaggi di contorno che non si evidenziano per la capacità di recitazione.

Commento

Constantine è un gioco riuscito a metà. Probabilmente a causa della classica fretta necessaria a rilasciare il gioco in concomitanza con l’uscita del film nelle sale, probabilmente per rendere tale prodotto accessibile anche ai videogiocatori occasionali, ci troviamo di fronte ad un prodotto con alcuni buoni spunti ma che a conti fatti non offrirà nel tempo nessun particolare ricordo ai giocatori navigati. Tutti gli altri troveranno Constantine un gioco leggero, godibile ed appagante, da usare come antistress dopo una giornata difficile, andando in giro a sterminare demoni grazie anche al livello di difficoltà (enigmi compresi) decisamente alla portata di tutti. Se la vostra intenzione, qualsiasi tipo di giocatori siate, è pertanto quella di passare un po’ di tempo in relax davanti al vostro PC senza spremervi troppo le meningi, allora potrete prendere questo gioco, mentre se siete alla ricerca di un qualcosa di impegnativo è meglio cercare da altre parti. Da giocare, ovviamente, anche per chi ha gradito il film in maniera notevole.

    Pro:
  • Abbastanza divertente ed appagante
  • Discreti contenuti extra
    Contro:
  • Longevità non esaltante
  • Livello di difficoltà basso anche se impostato al massimo
  • Sistema di controllo un po’ ostico

La dura vita del tie-in

Devo ammettere che nel corso degli anni abbiamo imparato a guardare con scetticismo ai videogiochi tratti da film e viceversa. Del resto la maggior parte di voi sarà d’accordo che non si tratta di una paranoia, ma di un dato di fatto: un po’ a tutti infatti sarà sicuramente capitato di rimanere delusi dalla versione in celluloide del proprio gioco preferito, o dal videogame tratto da questa o quella pellicola cinematografica, anche nei casi in cui il “genitore” sia stato un titolo eccellente nel proprio campo. Eppure, entrando più nello specifico e facendo mente locale, qualche titolo da salvare, o addirittura da osannare, sicuramente c’è: in seguito alla trilogia de “Il Signore degli Anelli” abbiamo infatti potuto ammirare svariati titoli ad essa dedicati, tra i quali l’ottimo RTS “Battaglia per la Terra di Mezzo” ed alcuni action adventure targati Electronic Arts. Ma come dimenticare le vecchie avventure grafiche dedicate ad Indiana Jones ed il meraviglioso (e più recente) Star Wars: Knights of the Old Republic?
Se siamo qui è perché vogliamo saperne qualcosa in più su Constantine, direte voi a questo punto, quindi bando alle ciance ed andiamo a vedere cosa ci riserva il titolo in questione, tratto dalla pellicola in giro da poco tempo nelle sale, che vede come protagonista Keanu “The One” Reeves.