Mario Strikers Charged Football - Recensione  5

Un bel gioco di calcio: quale occasione migliore per l'esordio del multiplayer online di Nintendo Wii? Ma forse il calcio c'entra poco...

RECENSIONE di Andrea Palmisano   —   07/06/2007

Marinho e Luiginho

Come sicuramente saprà chi ha avuto modo di giocare all’edizione per Gamecube, Mario Strikers rispetto al calcio “reale” ha ben poco in comune. Certo, c’è un pallone da infilare in fondo alla rete, e due squadre una di fronte all’altra, ma le regole sono decisamente diverse... o meglio, non ci sono. Fuorigioco, rimesse laterali, falli e via dicendo, sono tutti fattori assenti nella produzione Nintendo, rimpiazzati da mosse speciali, bonus, spallate e scivolate senza pietà. Ma prima di tutto bisogna scegliere il capitano del proprio team, a disposizione tra una lista dei “soliti noti”: Mario, Luigi, Peach, Daisy, Yoshi, Waluigi, Wario, Bowser e Donkey Kong (più 2 da sbloccare), ognuno con diverse caratteristiche di corsa, attacco, difesa e precisione nei passaggi. Una attenta analisi va fatta anche per la scelta degli altri componenti della squadra, selezionabili tra 8 “comprimari” storici: Toad, Boo, Tartosso, Tantatalpa, Koopa, Strutzi, Martelkoopa e Shy Guy. Anche questi ultimi sono infatti ben differenziati nelle caratteristiche e nelle abilità speciali, e riuscire ad organizzare una formazione equilibrata e valida può spesso costituire una grossa differenza rispetto ad un gruppo scelto “a caso”. E’ quindi evidente che Next Level Games abbia voluto ascoltare le critiche, cercando così di aumentare la profondità e la personalizzazione del proprio prodotto, e in tal senso vanno ad inserirsi le Super Abilità disponibili per ogni capitano. Oltre infatti a guadagnare gusci, banane, bombe, funghi e via dicendo da utilizzare a proprio vantaggio, in occasione dei tiri caricati è possibile ottenere appunto una mossa speciale dal potenziale devastante; Mario per esempio diventa un enorme Super Mario, Waluigi crea una barriera invalicabile, Yoshi si trasforma in uovo rotolando sopra gli avversari eccetera. E potrebbe forse mancare un megatiro? Certamente no: basta tenere premuto il tasto B (solo col capitano però) per vedere apparire sopra alla sua testa un indicatore a semicerchio simile a quello dei giochi di golf. Un primo colpo per determinare quante palle tirare, ed un secondo per precisione e potenza delle stesse; sì perchè con un singolo Megatiro si possono fare fino a 6 gol, con tutto ciò che questo può comportare nell’economia di una partita. Per fortuna c’è un modo per minimizzare o annullare i danni nel caso in cui ci trovi a doversi difendere da tale mossa; tutto ciò prendendo temporaneamente il controllo del portiere e cercando di centrare con il wiimote e quindi parare le palle in arrivo. Ovviamente il megatiro non è un’arma di semplice utilizzo, e il tempo di cui necessita per poter essere scoccato è così lungo da permettere il suo impiego solo il rare occasioni.

Un passo in avanti

Mario Strikers Charged Football nella sostanza non differisce da quanto offerto nel primo episodio della serie, al punto da risultare immediatamente familiare ed accessibile a chi aveva già fatto esperienza su GC. Malgrado ciò, sarebbe decisamente inappropriato accusare di pigrizia i programmatori, dal momento che i miglioramenti e le correzioni ci sono e si vedono. Anzitutto è stato risolto il problema legato alla scarsa longevità e alla ridotta varietà nelle modalità di gioco; alla tradizionale “Coppa Striker”, ovvero una serie di tornei di difficoltà crescente contro avversari controllati dalla CPU, sono state aggiunte le “Sfide Striker”. In queste ultime, si viene chiamati ad affrontare appunto delle sfide prestabilite, nella maggior parte dei casi cercando di ribaltare situazioni piuttosto ingarbugliate; per esempio riuscire a chiudere l’incontro segnando un golden gol, o ribaltare un risultato sfavorevole nell’arco di pochi secondi e via dicendo. Oltre alla soddisfazione personale, riuscire a risolvere le varie sfide permette di ottenere le schede giocatore, con le quali poi sbloccare cheat e bonus vari. Ovviamente non manca una modalità per sfidare i propri amici sulla stessa console, ma la grossa novità e il motivo per cui questo Mario Strikers ha guadagnato particolare attenzione sta nel fatto che va a rappresentare l’esordio del Wii nel mondo del multiplayer online. Seguendo una linea di gestione del servizio simile a quella già adottata con Nintendo DS, anche in questo caso Nintendo ha voluto tenere ben salda in mano la situazione, limitando piuttosto marcatamente l’offerta rispetto a quella incredibilmente robusta di Microsoft o a quella promettente di Sony. Sono per esempio presenti di nuovo i friend code, ovvero le francamente fastidiose serie di numeri identificative di ogni utente, da inserire in maniera meticolosa per poter aggiungere qualcuno (accompagnato dal Mii personale) alla propria lista amici. Ovviamente è consentito anche sfidare un avversario pescato a caso tra quelli online. Malgrado la ricca componente legata alle statistiche di gioco, è indiscutibile che l’assenza di qualsivoglia comunicazione tra giocatori, a partire da quella vocale, ridimensioni sensibilmente l’esperienza online offerta da Mario Strikers Charged Football. Molto buona invece la qualità dei server, in grado di indicare con precisione la bontà della connessione con un altro utente prima di iniziare la partita, evitando così di incappare in partite condizionate dal lag. E’ consentito infine di giocare fino a 4 utenti, divisi però su due console: niente partite quindi con quattro amici ognuno a casa sua. Passando al sistema di controllo, in maniera intelligente i programmatori hanno preferito non forzare esagerando nell’utilizzo delle capacità del Wiimote; al contrario Charged si controlla in larga parte come un titolo tradizionale, dove le uniche concessioni in tal senso vengono offerte dalle spallate (scuotendo il telecomando), il Megascossone (scuotendo il Nunchuk) e la parata dei Megatiri, di cui abbiamo già parlato. La componente tecnica invece è in linea con quanto visto finora su Wii; il paragone con l’episodio per Gamecube sottolinea infatti un significativo miglioramento sotto ogni aspetto, ma nulla di eclatante o clamoroso. Buoni gli stadi, una decina in tutto compresi i 7 dell’episodio per GC, ognuno con la propria ambientazione e relative caratteristiche peculiari.

Commento

Mario Strikers Charged Football rappresenta una valida evoluzione dell’episodio apparso su Gamecube, che trova soprattutto nella modalità online l’aspetto di maggior valore, capace di amplificarne le qualità spiccatamente da gioco multiplayer. Divertente, immediatamente godibile ma dotato anche di una certa profondità, non rientra però appieno nella categoria dei giochi da consigliare senza riserve a causa di una meccanica che sul lungo periodo presta il fianco a qualche perplessità.

Pro

  • Corregge molti difetti del primo episodio
  • Divertente fin da subito
  • Finalmente il multiplayer online su Wii
Contro
  • Friend Code e niente chat tra utenti
  • Forse troppo caotico
  • A volte frustrante

Correva l’anno 2002 quando Sega pubblicò il simpatico Sega Soccer Slam, divagazione ultra-arcade piuttosto originale sul tema calcistico. Black Box Games, il team responsabile dello sviluppo, venne poi acquisito da Next Level Games, che con l’esperienza maturata su tale progetto riuscì a convincere Nintendo a produrre Super Mario Strikers (in Europa Mario Smash Football), uscito su Gamecube a fine 2005. Visto il buon successo riscosso, a Kyoto hanno ben pensato di trasformare il suddetto esordio in una serie, che dopo la presentazione a Lipsia l’anno scorso, vede oggi il debutto del secondo episodio su Wii.