10

Max Payne, recensione

Max Payne. Quando la corruzione e la violenza superano il limite ed un uomo assiste alla distruzione di tutto ciò in cui crede ed ha caro ecco che gli rimangono solo due possibilità: uccidersi o uccidere...

RECENSIONE di La Redazione   —   25/07/2001
Max Payne
Max Payne
News Video Immagini
Max Payne, recensione
Max Payne, recensione

La potenza è nulla senza controllo.

L'originalità di Max Payne, rispetto ai titoli in terza persona suoi concorrenti, però non si riduce ai filmati di intermezzo ma la si respira in tutto il gioco e, soprattutto, nel sistema di controllo del personaggio. Il nostro alter ego elettronico risponde egregiamente ai comandi che gli vengono impartiti e raramente la risposta ai nostri input non è fluida ed immediata. Un commento a parte deve essere speso per quanto concerne la modalità "Bullet-Time"; implementata per la prima volta nel motore grafico che muove questo gioco ci darà la possibilità di effettuare azioni incredibili, sia a livello visivo che atletico, sfidando ogni legge di gravità . Grazie alla pressione del tasto destro del mouse vedremo Max Payne e tutto l'ambiente che lo circonda muoversi in modalità slow motion effetto che ci permetterà di effettuare, ad esempio, dei lunghi salti rallentati mentre scarichiamo i caricatori delle nostre armi sui nostri nemici... spiegare a parole l'impatto visivo e le sensazioni che dà il muoversi in questa modalità non è possibile, un'idea di ciò che potrete sperimentare la potete avere se avete visto il film "Matrix"; attraverso il "Bullet-Time" potrete infatti emulare i movimenti che hanno reso straordinarie le azioni di Trinity e Neo.
Quando all'E3 visionai per la prima volta questo titolo temevo che l'utilizzo di questa modalità potesse annoiare rapidamente o divenire troppo invasiva all'interno della frenecità delle azioni, ma devo dire di essere stato piacevolmente smentito da quanto provato con mano. L'effetto slow-motion viene utilizzato dall'utente solo quando serve per superare situazioni difficili e complicate anche perchè vengono messi a nostra disposizione solo una decina di secondi di bullet-time recuperabili unicamente tramite l'eliminazione dei nostri nemici. Questa manciata di secondi diverrà via via sempre più importante in quanto, se nei primi capitoli del gioco non saremo quasi mai a corto di "tempo", avanzando nella trama le situazioni in cui sarà utilissimo l'utilizzo della modalità rallentata aumenteranno e diverrà davvero importante usare il bullet-time con parsimonia.

Max Payne, recensione
Max Payne, recensione

Solo contro tutti.

Tornando a parlare della trama, dopo l'introduzione iniziale, ritroviamo Mr. Payne all’interno di uno dei locali mafiosi più sudici e pericolosi della città ,pronto a distruggere tutto e tutti al fine di vendicare la propria famiglia. Proprio qui accade l’evento che porta alla disperazione ed alla furia omicida il nostro alterego… il nostro amico e capo della DEA Alex Balder viene assassinato da un sicario inviato dalle organizzazioni criminali.
Oltre alla disperazione data dalla perdita dell’ultima persona a noi cara sulla faccia del pianeta il nostro animo viene anche stravolto da un profondo senso di paura in quanto, da questo punto in avanti, dovremo fare i conti anche con la polizia la quale,convinta della nostra responsabilità nella morte di Balder e della nostro coinvolgimento nello spaccio di Valkir, tenterà in ogni modo di metterci in gatta buia. Essendo proprio il capo della DEA l’unico a sapere della nostra vera identità di poliziotto non avremo infatti nessuna possibilità di far valere le nostre ragioni di fronte alle forze dell’ordine e ci troveremo cosi’ braccati sia dai tutori della legge sia dalla mafia che, vedendoci ormai come degli uomini soli e finiti deciderà di fare di tutto per eliminarci dalla circolazione.
Braccato da tutti e mantenuto in vita solo dal desiderio di vendetta Max Payne simulerà la sua scomparsa e si getterà in una lotta senza quartiere finalizzata all’eliminazione fisica della malavita e della corruzione presente nella polizia.
Per perpetuare la nostra sete di vendetta avremo a disposizione solo la nostra abilità con le armi, il nostro sangue freddo ed un arsenale di tutto rispetto. I programmatori del gioco hanno eseguito un egregio lavoro di riproduzione delle armi sia per quanto riguarda la loro rappresentazione fisica sia per gli aspetti “meccanici” legati al funzionamento (ricarica, numero di colpi...). Unica pecca è data dalla non perfetta rappresentazione della gittata del nostro armamentario che ci vedrà, per esempio, possessori di fucili a pompa in grado di coprire, con la loro potenza di fuoco, delle distanze un po’ esagerate.
Eliminando i nostri nemici potremo venire in possesso di numerosissimi strumenti di morte che spazieranno dalla classica pistola (usabile sia singolarmente che in coppia) passando per la doppietta e lo shotgun sino ad arrivare a mitragliatori bombe e molotov. Una nota particolare và spesa per il fucile di precisione che ci permetterà, uno volta inquadrato il nostro obiettivo e sparato il colpo, di seguire la traiettoria dello stesso in prima persona osservando tutto il volo del proiettile dalla bocca di fuoco sino al corpo del malcapitato di turno.

Max Payne, recensione
Max Payne, recensione

Nulla si crea, tutto si distrugge.

Grazie all'arsenale che potremo portare con noi saremo in grado di affrontare ogni tipo di pericolo spargendo "terrore e devastazione" fra le file dei malavitosi che tenteranno di fermare il nostro cammino.
Oltre ai nemici che ci si pareranno di fronte potremo anche sfogare i nostri istinti di distruzione su quasi tutti gli oggetti che incontreremo nelle varie locazioni del gioco in quanto i programmatori hanno dato la possibilità al giocatore di smontare ed interagire con un buon 80% degli elementi presenti nei livelli. Potremo quindi prendere lattine dai distributori di bibite, sparargli vedendole spruzzare liquido, aprire rubinetti d'acqua,rompere monitor televisori e bottiglie, ecc ecc.
Tutta questa interattività ovviamente aumenta di molto il divertimento del gioco anche se, per motivi a me ignoti (forse legati a problemi implementativi), i programmatori hanno deciso di non dare una totale interazione con l'ambiente... ci troveremo infatti di fronte a casse indistruttibili, sedie che si scheggiano ma non si distruggono, estintori e bombole di gas che non esplodono, ecc ecc. Nonostante questo, posso comunque affermare che era davvero da tantissimo tempo che non vedevo un interattività ad un livello cosi' alto come quella fornita in questo gioco (bellissimo, ad esempio, l'effetto dei tavoli di vetro che si rompono facendo cadere gli oggetti sopra appoggiati).
Parlando di "distruzione" una nota a parte deve essere spesa per la gestione delle superfici solide che potremo colpire. In base al materiale su cui andranno ad impattare i nostri colpi avremo effetti diversi: il legno si scheggerà, le piastrelle si romperanno, il metallo si ammaccherà ed i proiettili invece che incastrarsi cadranno a terra, il cartongesso oltre a bucarsi produrra la caduta di sabbia... il tutto per dare un effetto di realismo che si assesta su livelli davvero alti.

4 mura fra noi e la vendetta...

I muri e le pareti su cui lasceremo il segno del nostro passaggio andranno a costituire l’ambiente in cui dovremo guidare il Sig. Payne, ambiente che riproduce in maniera davvero egregia quello reale.
I programmatori affermano di aver speso moltissimo tempo per la ricostruzione degli scenari andando in prima persona nelle location che si erano preposti di ricostruire, fotografandole ed usando le foto stesse per ricreare i materiali i colori e le luci che avevano potuto vedere di persona (si narra adirittura di visite nei quartieri bassi di New York con il supporto di guardie del corpo). Tutto questo lavoro si nota e la quantità di particolari che potremo ritrovare in banche, hotel, strade e stazioni della metropolitana concorre ad aumentare il grado di realismo del tutto.
Mentre non c’e’ nulla da eccepire per quanto concerne l’architettura degli scenari qualche pecca la si nota nella gestione di luci ed ombre, a volte infatti ci si trova di fronte a fasci luminosi irrealisticamente fissi e “consistenti” (come se ci si trovasse nello spazio aperto) e le ombre lasciate dagli oggetti e dai personaggi del gioco si riducono a semplici e piccole chiazze. In generale però, dato anche l’elevato livello di fattura delle texture utilizzate, possiamo tranquillamente dire che lo scenario in cui muoveremo i nostri passi è davvero ben realizzato.

Max Payne è quindi un gioco graficamente quasi perfetto, esente da pecche? Ci piacerebbe rispondere in maniera affermativa a questa domanda ma non è possibile. La perfezione viene a mancare quando si vanno ad analizzare i movimenti e le fattezze dei personaggi, soprattutto nei filmati di intermezzo realizzati con il motore del gioco (non molti a dire il vero). Spesso sia Max Payne che i suoi nemici si muovono in maniera “legnosa” ed in più di un’occasione (specialmente quando si ricaricano alcune armi) si nota una strana ed innaturale disarticolazione delle braccia rispetto al resto del corpo che fa pensare ad una animazione separata delle stesse rispetto al resto della figura. Altra pecca (se così la si può definire) che si può notare è data dai visi e dalle espressioni facciali dei personaggi. Proprio "a causa" della ottima fattura ma staticità delle texture utilizzate avremo spesso l’impressioni di trovarci di fronte a manichini di cera e non ad individui reali. Nella globalità del gioco questo non impatta con il divertimento, ma ovviamente l’occhio non ne rimane positivamente colpito.

Max Payne, recensione
Max Payne, recensione

Solo contro tutti, la fine è vicina…

La domanda che sorge spontanea a fronte di tutta questa grafica, quantità di particolari ed effetti speciali è semplice: che pc si dovrà avere per far funzionare in maniera decente Max Payne? La risposta è scontata. La configurazione minima (ovvero per giocare con dettaglio grafico minimo) è costituita da un Processore Intel Pentium II 450 MHz/AMD, 96 MB RAM e Scheda grafica con 16 MB Direct3D; mentre per poter usufruire di un livello di dettaglio maggiore (ma non massimo) ci si dovrà munire di un Processore Intel Pentium III 700 MHz/AMD, 128 MB RAM e Scheda grafica 32 MB Direct3D. Personalmente mi sento di consigliare (per godersi tutti i particolari ad una risoluzione di 1280*1024) un processore da 1Ghz (meglio se AMD dicono gli sviluppatori), 128Mb di ram ed una Geforce di seconda generazione. Le richieste Hardware sono quindi abbastanza alte, ma bisogna tenere conto che lavorando un po’ sui settaggi di texture e particolari si può arrivare ad ottimi compromessi (ad esempio eliminando l’opzione che fa rimanere ogni singolo bossolo sparato o caricatore svuotato sul terreno già si guadagna in velocità).
Oltre alla questione legata all’hardware necessario a giocare un ulteriore dubbio che può sorgere è quello legato al fatto che questo titolo, essendo finalizzato unicamente alla esperienza in single player in un epoca dove tutto tende ad avere uno sbocco sul web, rischi di essere monotono e poco longevo. Sicuramente se ci fosse stata la possibilità di sfidare dei personaggi in carne ed ossa il divertimento sarebbe stato totale (anche perché l’I.A. dei nemici non sempre brilla per efficacia) ma data la buona trama dell’avventura e la lunghezza notevole del prodotto (dovremo affrontare 4 capitoli suddivisi in 9 missioni ciascuno) possiamo sicuramente affermare che il divertimento non mancherà. Un ulteriore punto a favore, legato alla durata di questo gioco all’interno dei nostri pc, è dato dalla presenza di ben 3 editor di livelli realizzati dai programmatori: MaxED, ActorFx e ParticleFX, utility queste che ci permetteranno di creare in maniera molto semplice (si parla di un intuitivo “punta e clicca”) scenari, situazioni e livelli da giocare sul nostro computer o scambiare via web.
Oltre alla possibilità di costruire nuovi livelli segnaliamo degli ulteriori incentivi che vengono dati al giocatore per finire il gioco e ricominciarlo a capo. Una volta terminato il titolo si potranno utilizzare delle nuove armi prima non presenti in inventario, settare diversi livelli di difficoltà (il gioco inizialmente infatti non prevede la selezione di un livello di difficoltà in quanto lo stesso viene automaticamente selezionato man mano che si prosegue nel gioco... più si è bravi e meno si muore più difficile diventa proseguire), o giocare con un personaggio diverso da Max Payne.
In conclusione possiamo dire che i requisiti per fare di Max Payne uno dei migliori giochi dell'anno ci sono tutti, a partire dalle spettacolari modalità di gestione del personaggio tramite il "Bullet-Time" passando per la trama interessante sino ad arrivare alla dotazione di numerosi editor. Se si considera poi l'aggressivo prezzo di vendita che avrà il prodotto nei negozi (intorno alle 60.000) la strada per far si che Max Payne venga ricordato come uno dei migliori single-player sul mercato è davvero aperta... sperando che le elevate richieste hardware e la mancanza del multiplayer non abbiano il sopravvento.
Ops, fra tutte le cose che c'erano da dire ne ho dimenticata una sicuramente importantissima... il gioco sarà totalmente (parlato,scritto e manuale) localizzato in lingua italiana.

ArchaOn in a box...

Max Payne è uno di quei titoli che anche dopo ore di gioco intensivo, lasciano in preda di quella peculiare smania di rimetterci sopra le mani, sintomo della presenza di un degno blockbuster. Essendo superfluo continuare a lodarne gli aspetti tecnici, dedicherò questo box ai diversi motivi per i quali questo titolo non dovrebbe mancare nella collezione di ogni estimatore del buon vecchio singleplay. Innanzitutto qualche considerazione in materia di giocabilità. Max Payne è sì un arcade in terza persona, ma le numerose caratteristiche innovative (prima fra tutti la fantastica opzione bullet-time) costituiscono altrettante poderose iniezioni di gameplay, in un genere che dopo infiniti Tomb Raider sembrava essersi, "adagiato".
Inoltre la qualità della trama e la costante atmosfera lugubre, degna dei bassifondi della Grande Mela, ben si sposano con la figura del protagonista, che incarna il mito del solitario vendicatore dei film d'azione hollywoodiani (e in quanto a gestione della telecamera e "regia" degli scontri a fuoco, le citazioni a Matrix si sprecano).
Un'ultima considerazione la merita il prezzo al quale sarà venduto questo popò di golosità videoludiche. Se ci siamo ormai assuefatti a spendere cifre anche oltre le 100 mila lire per una nuova uscita, grazie alla convincente politica di Cidiverte, è già possibile prenotare il gioco presso numerosi rivenditori online ad un prezzo davvero competitivo.

Firmato,
Archaon

Max Payne, recensione
Max Payne, recensione

Baldus in a box...

Stupisce. "Max Payne" stupisce.
Grafica: motore bello, potente, esoso in termini di richieste hardware, ma costruito bene e capace di dare una fluidità ottima anche ad alte risoluzioni con un buon computer. Gli effetti visivi non lasciano nulla a desiderare: effetti di particelle, fumo, esplosioni, fuoco.. tutto realizzato con la massima cura e incredibile realismo. I poligoni sono davvero tanti, le mappe ricche e mai ripetivive e le animazioni dei personaggi spettacolari (a parte un paio di movimenti di MAX un po' legnosi).
La visuale di gioco non è standard per un FPS, ma dopo poco vi sarete già abituati e potrete controllare il vostro eroe virtuale con estrema facilità. Le mosse speciali che Max Payne può compiere, anche con l'aiuto dello "slow motion", sono una gioia per gli occhi e aggiungono uno spessore di gameplay che pochi giochi possono vantare. Anche le più classiche "azioni" dei FPS in Max Payne sono tanto adrenaliniche quanto spettacolari da vedersi (anche in virtù dei tagli cinamatografici che il gioco mostra). Il gioco è lineare, ma spesso sarete costretti ad accendere il cervello per avanzare con il gioco, non solo premendo i soliti bottoni o cercando chiavi per aprire porte (benchè ci siano questi "elementi classici", non se ne nota MAI l'abuso), ma anche agendo in maniera più complessa e fantasiosa (non vi dico nulla per non rovinarvi le sorprese). I nemici sono ben diversificati e caratterizzati da diversi stili di gioco, precisione e resistenza ai colpi.
Gli incontri/scontri con i nemici sono molto particolari: qualche volta li sentirete parlare da dietro una porta, altre volte li prenderete alle spalle, altre volte saranno loro a tendervi inboscate proprio quando non ve lo aspettate (davvero ben studiato l'alternarsi di momenti di tranquillità a improvvise incursioni da parte dei nemici). Lo ripeto: "Max Payne" è capace di stupire, anche quando pensate di aver già visto abbastanza, girate due angoli e vi troverete con la bocca spalancata per qualche geniale idea prodotta dal team della Remedy Entertainment (inseguimenti sui tetti, sparatorie alla matrix, passaggi segreti, ambientazioni oniriche decisamente ad effetto e molto altro).
"Max Payne" stupisce. L'avevo già detto? Repetita iuvant: stupisce nel prezzo. Come già Tropico, la Cidiverte lo lancia sul mercato ad un prezzo che permette ai rivenditori di venderlo a SOLE 59 mila (o giù di li). Non avete davvero scuse per non fiondarvi nei negozi e portarvi via questo capolavoro (sempre che abbiate almeno un 450 MHz Intel/AMD e tanto tempo da dedicargli).

Firmato,
Baldus

Max Payne, recensione
Max Payne, recensione
Max Payne, recensione
Max Payne, recensione
Max Payne, recensione
Max Payne, recensione

E' uno sporco lavoro ma qualcuno deve farlo...

New York, la grande mela non è mai stata così marcia.
Il crimine dilaga in ogni luogo; le strade sono occupate da ladri, drogati, spacciatori e poliziotti corrotti. Di giorno è pericoloso avventurarsi per vie e vicoli e di notte nessuna persona sana di mente ha il coraggio di fare un passo fuori di casa. La città è in mano ai grandi boss che trafficano in armi e droga, e proprio quest'ultima sta creando nuovi problemi e grandi profitti. Da qualche mese è apparsa sul mercato la Valkir, una nuova sostanza sintetica dall' inquietante colore verde fluorescente in grado di dare immediata assuefazione, scoppi di violenza e paranoia; sempre più numerosi sono i casi di tossicodipendenti in preda a crisi da Valkir che commettono omicidi, furti ed ogni altro tipo di efferatezza. La polizia al fine di combattere e sconfiggere questa piaga ha infiltrato alcuni suoi agenti sotto copertura nelle file degli spacciatori sperando di poter risalire a chi produce e commercia il mortale composto chimico.

In questo infernale panorama si svolge la storia di uno di questi poliziotti, Max Payne.
Il suo lavoro di infiltrato lo ha abituato ad ogni tipo di violenza, con la consapevolezza che ogni giorno potrebbe essere l'ultimo. Unica valvola di sfogo da questa vita d'inferno è data dalla sua famiglia ... e quando vede sua moglie ed il suo figlio barbaramente uccisi da dei tossicodipendenti sotto l'effetto del Valkir il suo lavoro diviene la sua missione... la sua vendetta personale.
Questa la trama iniziale che ci viene proposta una volta inserito il cd ed avviato il gioco. Subito veniamo immersi nel clima di violenza e depravazione di questa New York di fine millennio ed assistiamo, tramite il filmato introduttivo, alla cruenta uccisione della nostra famiglia. Immediatamente notiamo come Max Payne tenda a distaccarsi dai classici giochi in terza persona a cui siamo abituati; mentre la moda degli ultimi tempi ha imposto come "standard" l'utilizzo del motore del gioco per realizzare filmati introduttivi o di intermezzo qui le varie situazioni invece ci vengono, quasi sempre, presentate utilizzando delle schermate riportanti un fumetto le cui tavole vengono man mano completate e commentate da effetti sonori e parlato digitale.
La scelta è davvero di impatto,le varie situazioni vengono sottolineate ed enfatizzate davvero bene e l'esposizione degli eventi chiave è molto chiara e coinvolgente; inoltre è possibile "saltare" in maniera rapida eventuali scene già visionate o, tramite un semplice ed intuitivo sistema di controllo simile al pannello di un videoregistratore, rivedere e rileggere le tavole visionate in precedenza, proprio come se si trattasse di un fumetto.