Project Minerva Professional  0

Il futuro della razza umana è in forte pericolo. La multinazionale Minerva cerca di portare il caos per le strade delle città e di destabilizzare l’ordine pubblico mondiale. Solo un gruppo di eroi può fermarla.

RECENSIONE di Massimo Reina   —   10/06/2006

Nome in codice: Project Minerva

Project Minerva è un titolo che offre davvero poco al videogamer. Prova ne è lo scarno Menù principale messoci a disposizione dai programmatori dal quale è possibile accedere alle due (!) sole modalità di gioco disponibili Visto che una di queste, la “Free Mode” altri non è che un escamotage per allungare il brodo permettendoci di rigiocare nuovamente qualunque missione già completata, saltiamo a piè pari ad analizzare la vera, unica opzione di gioco disponibile, lo “Story Mode”. Nel menù interno alla modalità Storia avremo la possibilità di effettuare tutta una serie di scelte atte a conoscere meglio le azioni che ci accingeremo compiere di volta in volta, ed a configurare la nostra squadra, in modo da renderla adatta al tipo di missione che si intende affrontare. In PM:P, infatti, oltre alla protagonista Alicia, potremo controllare attraverso dei comandi predefiniti un team di specialisti formato da tre elementi selezionabili fra i nove personaggi disponibili nel gioco. Ciascuno di questi mercenari ha abilità e parametri diversi l’uno dall’altro, cosa che li rende unici, anche se sostanzialmente inutili, come avremo modo di approfondire tra poco. Inutile aggiungere come sia molto importante scegliere attentamente i propri compagni di avventura per creare il gruppo adatto alla missione da svolgere. Questa selezione avviene alla voce "Briefing Room", dove è inoltre possibile consultare le informazioni relative alle missioni e selezionare quella da affrontare. Alla voce "Locker Room", invece, potremo apportare modifiche all'equipaggiamento in dotazione ad Alicia, potenziando le armi acquistate nello "Shop", il negozio che vende dispositivi di difesa ed altri gingilli sviluppati dal dipartimento di ricerche tecnologiche dell'UNPAC.

Mission Impossible…

… nel senso che giocare a PMP è proprio una “missione impossibile”. E non ci riferiamo solo all’insulso sistema di controllo dei Pg. No, a tale disastro di programmazione si aggiunge una IA generale a dir poco assurda. Alicia può impartire ordini al resto del team, cosa che dovrebbe permettere a noi comuni mortali di pianificare qualche azione sul campo degno di questo nome. Dovrebbe… Perché in realtà non è così. Se è vero che esistono sette tipi di comandi da dare ai compagni ("Combattimento", "Inseguimento", "Copertura", "Ritirata", "Ricerca Nemici", "Attesa" e "Abilità") è anche vero che essi non servono praticamente a nulla. I membri del nostro team, infatti, sono “dotati” di una IA che a confronto un bradipo pare Einstein, e se ne andranno per conto loro, correndo come degli ebeti in lungo e in largo per la mappa, fregandosene altamente dei nostri ordini, mentre gli androidi li bersagliano con ogni tipo di proiettili a loro disposizione. Con buona pace del povero joypad, destinato a fare un brutto volo contro lo schermo della tv a seguito di un forte attacco isterico da parte vostra. Più che mercenari esperti sembrano dei cerebrolesi liberati sul campo di battaglia. Insomma, stai li a pianificare un attacco cercando di creare una tattica vincente contro il nemico, e dopo svariati minuti che ti scervelli dai l’ok solo per vedere i tuoi compari ignorarla del tutto e renderti conto che hai perso 5-10 minuti preziosi della tua vita con loro… Siccome i nostri compagni non vogliono farsi mancare nulla, e per i motivi sopra descritti non brillano certo per essere delle cime in fatto di intelligenza, hanno pure bisogno di alcune nostre segnalazioni per individuare il nemico. Per svolgere questo compito, Alicia può utilizzare un binocolo particolare in grado di “marcare” i nemici avvistati e renderli quindi segnalabili ai membri del team. Peccato però che il gioco è talmente frenetico che sarà pressoché impossibile anche solo tentare di utilizzare tale aggeggio…

Armi a go go

Per potenziare le armi ed avere accesso a una scelta molto più vasta delle medesime occorre guadagnare dei punti sconfiggendo i nemici, denominati TP (Punti Tecnici) che serviranno ad incrementare il nostro TEC Level (Livello Tecnologico), che a sua volta aumenterà la quantità e qualità degli oggetti in vendita nello Shop. Da segnalare in tal senso la presenza perfino di una spada laser sulla falsariga di quelle utilizzate dagli Jedi in Star Wars… Ed a questo punto non ci rimane altro da fare che dare il via alle danze. Fin dalle prime battute appare evidente come la trama, aldilà delle premesse introduttive, si presenti lineare e di poco spessore. Essa si sviluppa di fatto attraverso una serie di filmati in CG che intervallano le varie, monotone missioni, senza mai coinvolgere, invogliare il giocatore a proseguire nell’avventura. Si va avanti quindi quasi a forza di inerzia con un “vabbè, vediamo che c’è ora e poi stacco” che è tutto dire. Lo scopo finale dell’avventura, infatti, non sembra tanto quello di dipanare i vari misteri che si nascondono dietro all’A3 o alla morte del fratello di Alicia, quanto piuttosto quello di proseguire fino alla fine, missione dopo missione, semplicemente come in un comune sparatutto 2D di vecchia generazione. Anche se con obiettivi diversi, le missioni appaiono tutte molto simili. Una volta portata a termine una “Missione Normale”, ognuna delle quali è caratterizzata da un livello di difficoltà variabile in rapporto al tipo di obiettivo da raggiungere, potremo iniziare una “Missione Classificata” e, completata anche quest'ultima, potremo avanzare al capitolo successivo.

Un gameplay deludente

A minare definitivamente la pazienza perfino del videogamer più incallito e pronto a tutto ed un gameplay deludente ci si mette anche la cosiddetta modalità "mirino". La nostra Alicia, infatti, è l’unico personaggio nella storia delle avventure 3D che non può sparare in terza persona… In pratica la modalità sopraccitata non è una interessante aggiunta alle abilità della nostra eroina, ma proprio l’unico modo presente nel gioco per sparare! Quando la visuale è in terza persona potrete solo affrontare i nemici in violenti corpo a corpo, mentre per utilizzare la vostra arma da fuoco dovrete passare per forza di cosa alla visuale in soggettiva. Cosa che tra l’altro non vi consentirà di muovervi, lasciandovi quindi in balia dei nemici che invece possono colpire e spostarsi come vogliono e sono tutti dotati di una mira pressoché infallibile. Questo sistema è a dir poco orrendo, una delle caratteristiche più brutte in assoluto mai viste. In un contesto di mediocrità come questo era troppo aspettarsi una grafica di livello. Ed infatti il comparto estetico di PMP risulta essere in linea con tutto il resto: scarno, colori non azzeccatissimi, texture povere che riportano alla mente i titoli di prima generazione o quasi per Ps2. Le animazioni non sono da meno: i personaggi, anche quelli principali, presentano dei movimenti scoordinati con tanto di blocchi improvvisi dei personaggi subito dopo una corsa forsennata quasi mancassero dei frame fra l’azione corsa e quella successiva al rallentamento. Il sonoro si attesta su liveli discreti, ma in alcuni momenti vi chiederete cosa diavolo c’entrassero certe musichette in determinati contesti, visto che alcuni dei brani della colonna sonora appaiono assolutamente fuori luogo in alcune fasi dell’avventura.

Conclusioni

Alla fine della fiera riteniamo ci sia effettivamente poco da aggiungere a quanto descritto fino ad adesso nella nostra review. Project Minerva Professional è un titolo decisamente mediocre, uno di quei giochi dal quale c’è poco da salvare, purtroppo. E dispiace dare un giudizio così negativo per un prodotto potenzialmente valido, soprattutto se consideriamo il fatto che esso è stato realizzato da Microids, team che ci ha abituati a giochi di maggior qualità rispetto a questo. Tuttavia la realtà dei fatti è la seguente: PMP si rivela essere probabilmente il primo vero buco nell'acqua da parte di questa sofcto.

    Pro:
  • Gran varietà di armi.
  • Poco longevo (quindi l'agonia dura poco).
    Contro:
  • Sistema di puntamento armi ridicolo.
  • Gameplay decisamente scadente.
  • IA del gioco scarsa.

In un futuro prossimo venturo, il pianeta terra è devastato da una serie di terrificanti attacchi da parte di una misconosciuta forza militare androide, dietro alla quale si cela quasi certamente una potente holding, la Minerva, che mira alla creazione di un clima di caos assoluto per impossessarsi facilmente del potere approfittando della caduta dei vari governi nazionali incapaci di garantire l’ordine e la sicurezza dei propri cittadini. Consapevoli della minaccia globale rappresentata da questi avvenimenti, l’ONU decide di correre ai ripari e di creare una unità para-militare speciale indipendente, composta da esperti mercenari, con il compito di proteggere la popolazione mondiale e di combattere gli androidi. Di questa forza militare delle Nazioni Unite chiamata A3 (da Anti Android Attackers) fa parte la protagonista del gioco, Alicia, una tenace soldatessa il cui fratello è stato trovato morto in circostanze misteriose dieci anni addietro ai fatti narrati nel videogame. Ed è proprio la volontà di scoprire cosa si cela dietro alla scomparsa del fratello, oltre che un forte senso di giustizia, ad aver spinto la giovane ad arruolarsi.