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Rainbow Six 3

Seppure in ritardo rispetto alle altre console, anche il GameCube gode della propria versione di Rainbow Six 3

RECENSIONE di Tommaso Pugliese   —   09/08/2004
Rainbow Six 3
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Sistema di controllo e struttura di gioco

Il sistema di controllo di Rainbow Six 3 ricorre ai due stick analogici del controller per muovere il personaggio nelle varie direzioni, nonché per dirigerne il fuoco. Il tasto dorsale destro serve per sparare, quello sinistro per cambiare rapidamente arma. Premuto più a lungo, fa apparire la lista completa delle armi disponibili, in modo da utilizzare le risorse di secondo piano (granate, maschera antigas, ecc.). La croce direzionale è utilizzata in questo modo: SU per attivare o disattivare lo zoom dell’arma equipaggiata, GIÙ per cambiare posizione (in piedi o accovacciato), SINISTRA e DESTRA per sporgersi nelle due direzioni. Il pulsante A rappresenta l’azione sia per il proprio personaggio (quando si è vicini a un oggetto interattivo, ad esempio una porta o una scala) che per il gruppo al seguito: se premete il pulsante quando inquadrate una porta dalla distanza, ad esempio, i vostri compagni eseguiranno un ordine di sfondamento e ripulitura della stanza. Ma gli ordini da impartire sono diversi: date un’occhiata all’apposito box. Il capo di Rainbow, John Clark, vi spiegherà dettagliatamente gli obiettivi di ogni missione, e attraverso varie tappe capirete chi ci tiene tanto a punire il Venezuela per le forniture petrolifere agli USA. Prima di partire, potrete selezionare l’equipaggiamento da un arsenale vastissimo, i cui dettagli vengono svelati durante i caricamenti. A proposito, è un bene avere qualcosa da leggere in quel frangente, perché il gioco ha dei tempi di caricamento davvero lunghi… Ogni livello è generalmente composto da due o tre parti, in ognuna delle quali bisogna raggiungere determinati obiettivi. Quando affrontate una missione per la seconda volta, il numero dei nemici non cambia (al massimo il loro aspetto fisico – irrilevante), ma la loro posizione può subire variazioni a seconda di come vi comportate. Meglio essere silenziosi e precisi, dunque.

Rainbow Six 3
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L’arte di arrangiarsi

I compagni di Chavez solitamente gli coprono le spalle e lo seguono, ma all’occorrenza possono obbedire a una vasta gamma di ordini. Premendo il pulsante A verso un oggetto interagibile, a distanza, ordinate al gruppo di fare cose come salire una scala, disinnescare una bomba o sfondare una porta ed eliminare chiunque ci sia dietro di essa. Ma per avere il quadro completo della situazione, bisogna tener premuto il pulsante A: gli altri possono semplicemente lanciarsi in una stanza e sparare a tutto ciò che si muove, oppure sfondare prima la porta con una carica esplosiva, o ancora lanciare una granata accecante prima di colpire i terroristi (o “tango”, come li chiamano loro). È anche possibile ricorrere all’opzione “Zulu”, ovvero assegnare un ordine e farlo partire quando decidiamo noi per dar vita, tra le altre cose, ad attacchi simultanei da due lati (loro entrano da una porta, voi da un’altra). Vi lasciamo ad un’apposita vignetta per spiegare tutto nei dettagli…

L’aspetto tecnico

Pur con un annetto sul groppone, la grafica di Rainbow Six 3 si difende bene sotto ogni aspetto: il motore è molto solido, praticamente privo di incertezze, e i modelli poligonali dei personaggi (buoni e cattivi) sono abbastanza dettagliati e convincenti. Belle anche le location, con delle buone texture e un design generalmente azzeccato. Per quanto riguarda gli effetti speciali, meritano una menzione gli effetti di luce e ombra in cui ci si imbatte all’inizio del gioco. Il tutto è farcito da sequenze di intermezzo molto ben fatte. Il comparto sonoro è anch’esso di buona fattura: le musiche sono ottime, davvero “cinematografiche”. Vi troverete persino a stanare terroristi in una grossa villa, sulle note dell’Ave Maria… Gli effetti sonori sono realistici e fanno bene il loro lavoro, in più il parlato è in Italiano ed è anche ben recitato: ci troviamo di fronte a una localizzazione di ottima fattura, che forse avrebbe guadagnato qualche punto in più solo per dei particolari che chi ha letto il romanzo di Clancy dovrebbe conoscere. [C]

E' possibile ordinare ai propri compagni anche di volare? Ecco uno dei rarissimi bug del gioco.
E' possibile ordinare ai propri compagni anche di volare? Ecco uno dei rarissimi bug del gioco.
Ci sono tante bombe da disinnescare...
Ci sono tante bombe da disinnescare...
Ogni tanto ci sono dei barili che è possibile far esplodere.
Ogni tanto ci sono dei barili che è possibile far esplodere.

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Commento

Rainbow Six 3 è un ottimo titolo, che i possessori di GameCube non dovrebbero lasciarsi sfuggire. È un prodotto tecnicamente valido, dotato di un certo spessore e piuttosto coinvolgente. Purtroppo la versione NGC del gioco è la peggiore tra quelle disponibili, per i tempi di caricamento ma soprattutto per la mancanza del multiplayer online, sostituito da una modalità per due giocatori con split screen. A conti fatti, questa differenza può essere un problema se possedete anche un Xbox o se conferite grande importanza all’online, altrimenti potete benissimo ignorare la cosa e buttarvi a capofitto nell’azione.

E' vero: in questa recensione potremmo andare immediatamente al succo del discorso, ed elencare pregi e difetti della conversione di Rainbow Six 3 per Gamecube... Ma che gusto ci sarebbe? Faremo invece come nei libri di Tom Clancy, andando per gradi e orchestrando un piccolo colpo di scena (ma piccolo, non stiamo mica parlando di Jeffery Deaver…); prima è però d’obbligo annoiarvi con un dettagliato preambolo. Proprio come fa Clancy, perbacco. Rainbow Six nasce come romanzo, naturalmente: un ex agente della CIA, John Clark, viene incaricato di mettere in piedi un gruppo di soldati speciali, i migliori in assoluto, per far fronte alle sempre più frequenti minacce terroristiche del prossimo futuro. Partendo dall’Inghilterra, Rainbow -questo il nome del team- si lancia in aiuto dei governi che ne fanno richiesta, diventando ben presto un punto di riferimento. Rainbow Six 3, il gioco, vi vede vestire i panni del caposquadra di Rainbow, Domingo “Ding” Chavez (genero di Clark). In ogni missione, però, potrete contare sul supporto di tre compagni: Eddie Price, Dieter Weber e Louis Loiselle. Se non avete mai provato un titolo di questa serie, fate conto di avere a che fare con un first person shooter piuttosto realistico (un colpo nel punto giusto e potete salutare con la mano…), con in più diversi elementi strategici, che si palesano nella possibilità di godere del supporto di altri tre agenti che, all’occorrenza, fanno il lavoro sporco per voi o insieme a voi. All’inizio la presenza di ordini da impartire alla squadra può intimorire i novizi, ma basta già il breve tutorial per padroneggiare in modo efficiente tutti i comandi del gioco, peraltro distribuiti in modo molto intelligente sul controller del GameCube.