Shrek Terzo - Recensione  0

La regola universale è sempre la stessa: non c'è due senza tre.

RECENSIONE di La Redazione  —  29 Agosto 2007

Once upon three times

Dopo una serie di tie-in che ricalcavano pedissequamente le sorti dei film già usciti, Activision con questo terzo capitolo decide di affidare il compito della realizzazione della versione Ds di Shrek Terzo ai Vicarious Visions, il loro cavallo di razza, ed è qui che i talentousi sviluppatori fermano le lancette della storia per creare una sorta di avventura parallela al film. Shrek, Ciuchino ed il Gatto con gli stivali partono alla ricerca del giovane Re Artù, discendente al trono di Molto Molto Lontano. Una volta trovato, nel corso del viaggio di ritorno il quartetto si imbatte in Merlino che sbagliando tragicamente la sua magia si trasforma in una specie di vaso, costringendo il gruppo più disomogeneo della storia ad esplorare quattro ambientazioni alla ricerca delle fate dorate, unici oggetti in grado di ridare forma umana al vecchio mago. Questa in breve la storia con cui si presenta Shrek Terzo, storia raccontata da Ciuchino ed illustrata sul portatile a mo' di libro di favole (con tanto di visualizzazione in stile Brain Training). Il gioco si configura come un classico platform game, con personaggi tridimensionali (Shrek, Gatto con gli stivali ed il giovane Artù) e spostamenti bidimensionali a scrolling orizzontale. Le macro-ambientazioni presenti nel gioco sono di quattro tipi: la classica foresta incantata, il castello, la baia dei pirati e le caverne, che ricalcano abbastanza fedelmente (seppur non scendendo troppo nei dettagli) quelle che sono le aree di ispirazione Shrekiana. Ogni ambientazione è successivamente suddivisa in altre 4 in cui lo scopo del giocatore è quella di recuperare un determinato numero di fate dorate e monete.

Il potere del trio

I tre personaggi sono la chiave di volta del gioco, evitando formule scialbe ed ormai stantie, Vicarious Visions ha preferito dare a questo Shrek Terzo un tocco un po' da rompicapo e da platform cooperativo. Il trio percorre simultaneamente ed in maniera indipendente il livello, sta al giocatore la scelta di quale personaggio utilizzare ed in quale momento o semplicemente di legare più personaggi assieme (simbolicamente si intende, grazie ad una specie di cornice che collega gli avatar dei personaggi nella parte inferiore del touch screen) in modo da farli avanzare tutti assieme. Le mosse speciali -in quanto tali- sono uniche e riflettono la logica con cui si susseguono gli ostacoli: Shrek ha il potere di sfondare pareti e pavimenti, Artù quello di usare il suo scudo contro le armi che piovono dal cielo e di scagliare il suo oggetto di difesa al fine di attivare particolari interruttori a forma di simbolo araldico, ed infine Gatto con gli stivali chiude il trio con le sue doti atletiche (è l'unico che è in grado di saltare) e di spadaccino. Esterni al trio c'è Ciuchino, che oltre ad essere il narratore della storia ha il compito (tramite la pressione di uno dei due dorsali) di dare un tocco di magia all'avventura, sfruttando la bacchetta di Merlino. Scopo di ogni livello è quello di superare i vari ostacoli e nemici sempre pronti a sbarrarci la strada, giungendo sani e salvi al portale di fine livello. La struttura di gioco verte quasi unicamente sul touch screen: grazie a semplici movimenti del pennino si comandano le abilità speciali di ogni personaggio, si attaccano i nemici e si compiono particolari movimenti. L'impostazione data al gioco è tale che l'intera avventura è giocabile persino senza tenere in mano il Ds, appoggiandolo semplicemente ad un tavolo ed utilizzando la croce direzionale per muoversi a supporto del pennino. Come in ogni buona storia che si rispetti, non è tutto oro quello che luccica, e seppur il lavoro di Vicarious Visions sia stato di tutto rispetto rimangono forti dubbi sulla consistenza del gioco: prima di tutto il gioco è visibilmente pensato ad un pubblico decisamente giovane, ma il bizzarro sistema di controllo unito ad una scarsa taratura del touch screen ne pregiudicano l'esperienza rendendolo frustrante per i giocatori più esperti e sicuramente complesso per quelli alle prime armi. Pur rappresentando un ottimo esperimento 3D, visivamente il gioco è molto al di sotto delle produzioni dello sviluppatore di Activision, e nonostante tutto in alcune fasi di gioco l'azione presenta seri problemi di crolli di frame rate. A chiudere il cerchio va purtroppo evidenziata l'eccessiva semplicità del gioco (elemento che va a pesare doppiamente sulla scarsa longevità), con ostacoli "telefonati" di facile superamento, e la presenza sporadica di nemici dotati peraltro di bassissima IA. Un punto assolutamente a favore del gioco è rappresentato dal doppiaggio che pur non allineandosi alla bontà espressa da quello del film, è comunque realizzato nella migliore maniera possibile, sottolineando ancora una volta la cura che Vicarious Visions ripone in aspetti troppo spesso ignorati dagli esimi colleghi.

La morale della favola? Shrek 3 è un bravo studente ma non si impegna. Il gioco compie il suo compitino per raggiungere la sufficienza ma non riesce a spingersi più in la per via di una serie di problemi e difetti che ne minano l'esperienza. Resta comunque evindente la volonta di Vicarious Visions di distaccarsi -ancora una volta- da quelle che solo le produzioni clichè che spesso e volentieri si incontrano in ambito tie-in. Sopra ogni cosa il comparto sonoro e la struttura di gioco sui poteri del trio, decisamente una boccata di aria fresca (fatata).

    Pro:
  • Originale struttura di gioco
  • Doppiaggio decisamente ben fatto
  • Gli intermezzi di storia sono la perfetta fusione tra Ds ed un libro di favole
    Contro:
  • Sistema di controllo poco preciso
  • Decisamente poco longevo
  • Scarso livello di sfida

C'era una volta un Orco che desiderava solo di essere lasciato in pace nella palude più schifosa di tutto il reame fatato. Un giorno però la Dreamworks (casa di produzione del signor Steven Spielberg) decise che per l'asociale bestione verde erano finiti i giorni del riposo e diede il via ad una serie di eventi comico/catastrofici che hanno portato l'orco a sposarsi, ad avere un gatto con gli stivali ed un ciuco logorroico come migliori amici e soprattutto a diventare Re! Se tutto poteva accettare di buon grado, la decisione di farlo diventare Re del regno di Molto Molto Lontano ha scosso di brividi l'animo del buon Shrek, facendolo imbarcare verso una terra sconosciuta alla ricerca del secondo presunto aspirante al trono: un tredicenne disadattato.