The Matrix: Path of Neo  0

Si ritorna nella Matrice, questa volta per rivivere la celebre trilogia nei panni nientepopodimeno dell'Eletto in persona.

RECENSIONE di La Redazione  —  07 Dicembre 2005

Camminando con Neo

Senza girarci troppo attorno, Path of Neo è un action-game nudo e crudo. Avete presente God of War? Perfetto, l'idea è quella e, del resto, è chiaro come Shiny si sia abbondantemente ispirata al capolavoro Sony per programmare l'ingegnoso sistema di combattimento di questa nuova immersione nella Matrice. Basilarmente, il sistema è context-sensitive e questo significa che nonostante i pochi tasti disponibili per agire, Neo eseguirà dozzine e dozzine di attacchi diversi a seconda di svariati fattori: la vostra posizione, la posizione dei vostri nemici, le eventuali armi impugnate da voi o dai vostri avversari, le animazioni precedenti, l'attivazione o meno del sistema di Focus (o Concentrazione)... Tutte queste variabili incideranno sul combattimento, rendendo effettivamente incredibilmente spettacolare ogni frenetica pressione dello stesso, singolo tasto. E' infatti un solo pulsante dedicato all'attacco, un altro invece andrà utilizzato per dirigere i vostri colpi verso avversari che non siano il bersaglio principale (per attaccarli in contemporanea), un altro tasto sarà deputato al salto, uno alla schivata e uno allo sparo. Le armi da fuoco giocano un ruolo assolutamente secondario in Path of Neo, nonostante la loro presenza sia davvero massiccia, sopratutto nelle fasi finali del gioco: molto meglio schivare i proiettili mentre restituite il piombo in slow-motion e avvicinarsi ai vostri bersagli per riempirli di papagni. La funzione di Concentrazione è opzionale, ma è in pratica il power-up che permette di compiere gli attacchi più devastanti o le azioni più spettacolari (come il salto antigravitazionale o la telecinesi): consumando un'apposita barra, è possibile "rallentare il tempo" così da poter, ad esempio, schivare le pallottole o addirittura fermarle a mezz'aria per rispedirle al mittente, o per potenziare il danno dei nostri attacchi (che si trasformeranno in veri e propri super-colpi) o ancora per eseguire delle acrobazie altresì inaccessibili, come la corsa sui muri o le schivate più spettacolari. Insomma, se avete visto fare a Neo qualcosa di "cool" nella trilogia cinematografica, qui potrete ripeterla: Shiny ha introdotto in Path of Neo anche il minimo elemento che potesse contenere quel "Matrix Style" che tanto andava di moda qualche anno fa. Il tutto si trasforma dunque in azione serrata e in combattimenti sfrenati e resi ancor più spettacolari dalla predisposizione pressocchè totale dell'ambiente circostante a farsi ridurre in briciole dalle nostre azioni.

... Shiny ha introdotto in Path of Neo anche il minimo elemento che potesse contenere quel "Matrix Style" che tanto andava di moda qualche anno fa...

Camminando con Neo

Per quanto vario e divertente, il sistema di combattimento è tuttavia reso alla lunga ripetitivo dalla quasi totale e forzata linearità dell'esperienza ludica. Path of Neo ripropone gli eventi chiave della saga cinematografica, a cominciare dalla scoperta del signor Thomas Anderson di essere in realtà l'Eletto fino alla battaglia finale con il suo diabolico alter-ego digitale, l'Agente Smith. Tuttavia, ogni evento segue il punto di vista di Neo, di conseguenza ogni stage è basato sulle esperienze dirette di Neo durante la storia originale, talvolta ampliate in modo perfino eccessivo, ai fini del gameplay. Per esempio, l'allenamento che nel primo film avveniva tramite il "download" di semplici dati nei cervelli dei protagonisti e che permise a Neo di imparare il Kung-fu in pochi secondi, qui occupa i tediosissimi livelli iniziali di addestramento, nei quali ci troveremo a controllare Neo alle prese con ninja e samurai in ambienti che ricordano tanto Bushido Blade. O ancora, fanno la loro apparizione eventi totalmente inventati per l'occasione, come il salvataggio del capitano Roland in una fabbrica o l'esplorazione di un bizzarro e labirintico mondo nel tentativo di strappare il Fabbricante di Chiavi al Merovingio. Talvolta questi stage implicano semplicemente il pestaggio di uno zilione di avversari, in altri casi sono dei veri e propri mini-game (come lo sparatutto in prima persona con il mitragliatore dell'elicottero), in certi momenti ancora bisognerà risolvere dei semplicissimi puzzle per proseguire nell'avventura: la varietà del gioco ne gode, ma contemporaneamente gli stage sono o troppo brevi o troppo lunghi e spesso ripetitivi in se stessi.

Annaspando nella Matrice

Come già detto, Path of Neo ripropone la trama della trilogia cinematografica dall'inizio alla fine, espandendola con degli eventi inediti scritti proprio dai Wacho-bros. al fine di renderla più chiara, precisa e dettagliata. Il risultato è un flop totale. Il primo problema è rappresentato dall'assurdo montaggio delle varie scene originali del film, che facendo da intermezzo tra uno stage e l'altro dovrebbero dare un senso logico all'avventura. Il fatto è che le varie sequenze non solo sono montate a mo' di trailer o di videoclip, ma sono incollate totalmente alla rinfusa! Come se già la trama originale non fosse abbastanza cervellotica, per chi ha visto le pellicole sarà già duro ricollegare gli eventi posti in questo ordine, mentre per chi non conosce la storia di Matrix sarà praticamente impossibile capire qualcosa. E se questo scempio narrativo non bastasse, l'ultimo stage è a dir poco preoccupante: i fratelli Wachowski ci spiegano (sotto forma di pixel colorati...) che il finale della trilogia era troppo patetico per un videogioco, così hanno ben pensato di inventare un finale apposito, che si traduce in uno scontro finale incredibilmente grezzo e in una conclusione a dir poco trash, dove il finale del film assume tutt'altro significato se accompagnato da "We're the Champions" dei Queens... Senza contare che non viene chiarito proprio nulla, e gli ammiratori del drammatico finale originale resteranno ancora in attesa di scoprire tutti i misteri di The Matrix.

Il Cucchiaio non esiste

Per realizzare Path of Neo, Shiny sembra aver voluto spremere fino al midollo ogni potenziale della PlayStation 2, con risultati purtroppo altalenanti. La prima cosa che salta all'occhio è la qualità impressionante degli ambienti: pur non raggiungendo le vette di eccellenza di God of War, le location in Path of Neo meritano lodi per l'enorme quantità di dettagli e per la cura maniacale riservata alle illuminazioni, al fine di ricostruire nel modo migliore possibile i luoghi già visti nel film, o di crearne nuovi ugualmente spettacolari: esempi lampanti sono il campanile (dove la luce che filtra dalle finestre sbarrate crea impressionanti giochi di luce su Neo e gli Agenti in combattimento) e il cinema in cui Neo e Seraph proseguono il loro scontro, davanti a uno schermo dove vengono proiettate in contemporanea delle sequenze della stessa battaglia cinematografica. Molto più squilibrata la cura riservata ai modelli poligonali dei vari personaggi: se quelli principali (Neo, Morpheus o Smith per esempio) sono curatissimi sopratutto nella riproduzione del volto, lo stesso non si puo' dire per i quasi abbozzati avversari, che presentano un numero di poligoni decisamente meno elevato. In generale, c'è una cosa che si incrocia a location e modelli: l'abuso di effetti speciali di vario genere, motion blur in primis, ma anche rifrazioni luminose particellari e distorsioni in tutte le salse, che dovrebbero rendere l'azione oltremodo spettacolare. Il bersaglio viene centrato in pieno: ogni stage è un concentrato di spettacolari sequenze d'azione che sembrano uscire da un film, ma è contemporaneamente una moviola perpetua senza usare ugualmente il tasto per la Concentrazione. In altre parole, il frame-rate tende a calare vertiginosamente con una frequenza a dir poco deprimente che non rende giustizia al lavoro svolto dai grafici. Sul fronte sonoro, la scelta delle musiche è azzeccata per la maggiore, sopratutto nei momenti in cui vengono riutilizzate le tracce musicali che accompagnavano le pellicole; talvolta invece questa scelta non viene inspiegabilmente adottata, così durante il penultimo combattimento con Smith, che in The Matrix Revolution era accompagnato dalla coinvolgente e bellissima "Neodammerung", in Path of Neo scorre invece una musica simil-orientaleggiante che proprio non si associa minimamente all'azione. Altalenante anche il doppiaggio: le voci dei personaggi principali appartengono agli stessi doppiatori che hanno curato la trilogia cinematografica, mentre quelle di personaggi secondari o meno importanti sono spesso mal selezionate e poco azzeccate, e la pessima recitazione in certi casi non aiuta.

Per Shiny non dev'essere stato facile confrontarsi con God of War, che a meno di un anno dalla sua uscita è già considerato un mostro sacro nella ludoteca PlayStation 2: questo spiegherebbe sicuramente la predilizione per la spettacolarità e per l'eccesso, in quello che sarebbe potuto essere un ottimo titolo, se non fosse stato per il piccolo inconveniente che la PlayStation 2... non è la PlayStation 3. La quantità di dati visivi programmati da Shiny per rendere Path of Neo uno spettacolo pirotecnico cozza irrimediabilmente con i limiti del hardware, incidendo sulle performance del gameplay stesso, che peraltro non brilla per originalità ma di certo offre una discreta varietà e una godibile frenesia. Gli appassionati della saga e i fan di Neo senza dubbio ameranno comunque questo divertissement e la golosa opportunità di impersonare l'Eletto in tutto e per tutto (suvvia, chi non è mai rimasto affascinato dall'onnipotenza di Neo?), a chi invece ha finito God of War più volte e cerca un nuovo action-game per divertirsi va' detto che Path of Neo almeno una prova la merita, e venendo a patti con i rallentamenti se ne puo' restare anche soddisfatti.

Pro

  • Si puo' finalmente impersonare il carismatico Neo
  • Sistema di combattimento vario e divertente
  • Graficamente spettacolare...
Contro
  • ... al prezzo di un frame-rate talvolta scandaloso
  • Audio altalenante
  • Telecamera instabile

Le altre versioni

Le versioni PS2 e X-Box condividono lo stesso difetto: il calo del frame-rate, eccessivo e frequente. La versione PS2 supporta il widescreen, a differenza stranamente della controparte di casa Microsoft, nella quale inoltre il calo del frame-rate sembra verificarsi più spesso. Discorso a parte per la versione PC, programmata con maggiore superficialità: non solo sono necessari più di 5 GB di spazio libero nel Hard-Disk per installare il gioco, ma questo sembra non essere godere di alcun beneficio sulle macchine più potenti, tanto da mostrare gli stessi rallentamenti osservati nelle versioni casalinghe. Alcune recenti patch hanno consentito di risolvere alcuni bug e di migliorarne le prestazioni, ma la versione PC resta comunque una spanna sotto a quelle per console.

Continua la bizzarra operazione commerciale dei fratelli Wachowski, genitori della trilogia fantascientifica che in un certo senso ha influenzato le produzioni del genere negli ultimi anni, ovvero The Matrix. Composta dai film The Matrix, The Matrix Reloaded e The Matrix Revolutions, la serie ha avuto il merito di dare vita a quelle che sono diventate delle vere e proprie icone generazionali, di introdurre effetti speciali (come il bullet-time) che ormai potremmo definire obsoleti per quanto ne hanno abusato altri registi in seguito e di essere stata anche al centro di numerose polemiche sul bussiness, più che sull'arte, di far cinema. Di fatti, è noto che i fratelli Wachowski non si sono fermati ai film, ma hanno tessuto una ragnatela di produzioni correlate di svariato genere. A cominciare dalla serie di cortometraggi animati che compone la raccolta The Animatrix (tra i quali, è giusto segnalare, presenzia anche un corto in computer-graphic realizzato nientemeno che da Square Enix), per proseguire con fumetti, gadget vari e, naturalmente, videogiochi. All'uscita di The Matrix Reloaded, fu sviluppato un mediocre action-game multipiattaforma, Enter the Matrix (reso ancora più anonimo dai due protagonisti, Neobe e Ghost, di certo non tra i character più amati della saga); in seguito, qualche tempo dopo la fine della trilogia cinematografica, fu messo in commercio addirittura un MMORPG, The Matrix Online, che nelle intenzioni dei fratelli Andy e Larry avrebbe dovuto proseguire la già convulsa storia delle pellicole, questa volta basandosi sulle azioni dei videogiocatori, che ne avrebbero influenzato il corso. Più facile a dirsi che a farsi, anche il MMORPG, seppur non privo di spunti decisamente originali, ha sofferto di quello che effettivamente The Matrix era realmente diventato: una moda. E le mode vanno e vengono, e se il primo film resta indiscutibilmente un "classico", già i due sequel soffrirono di una certa stanchezza al lancio (separato da non più di sei mesi, peraltro). E' quindi bizzarro ritrovarci qui, dopo anni, a recensire Path of Neo, che incredibilmente è il primo videogioco a mettere l'utente nei panni del personaggio sicuramente più amato della saga, quel Neo al quale ha prestato il volto il bravo Keanu Reeves.