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Non solo vulcani fuori controllo: Islanda vuol dire anche strategici ed enormi battaglie spaziali

RUBRICA di La Redazione —   02/02/2013

Uno degli aspetti più divertenti del PC è l'imprevedibile quantità di nuovi argomenti e motivi di discussione che si susseguono uno dopo l'altro. Le grandi esclusive console, che comunque in alcuni casi non mancano di avere un corrispettivo su Windows, vengono compensate da un dinamismo eccezionale. Negli ultimi dieci giorni, ad esempio, la minuscola Islanda è stata al centro di alcune delle più interessanti notizie di cronaca videoludica. In Islanda ha infatti sede CCP, società che ha trovato popolarità e ricchezza con EVE Online. Dopo dieci anni di vita l'MMO spaziale sembra avere ancora molto da dire, come dimostrato dalla recente battaglia che ha coinvolto oltre tremila giocatori ed è stata raccontata in mille modi diversi. Se siete interessati, oltre al video che trovate a fine introduzione, vi consigliamo di consultare questo Reddit che offre un completissimo dietro le quinte su quanto accaduto nel sand box spaziale qualche giorno or sono. Ma dall'Islanda stiamo anche scrivendo questa introduzione, impegnati nei lavori della Paradox Convention 2013: l'appuntamento ha permesso al publisher svedese di mettere in mostra un parco titoli vario e non privo di novità curiose, tra l'altro tutte o quasi appartenenti a generi che sono legati alla storia e alle caratteristiche della piattaforma. In homepage da ieri e per i prossimi giorni troverete speciali e anteprime che testimoniamo le prossime uscite più interessanti firmate Paradox. Se invece il weekend scorso avete partecipato alla beta di SimCity - o se non ce l'avete fatta ma avreste voluto - di certo vi interesserà l'articolo di Tested.com che ha provato ad applicare alcuni principi usati nella reale pianificazione urbanistica all'interno del gioco. Ricco di spunti interessanti anche il pezzo di WhatCulture che suggerisce dieci modifiche che potrebbero rendere Dark Souls II migliore del già apprezzatissimo predecessore. Concludiamo invitandovi a dare almeno un'occhiata al lavoro di Duncaan Geere, che su RockPaperShotgan ha compilato una serie di quattro speciali che insegnano alcune basi di programmazione attraverso Minecraft. Quando si dice unire l'utile al dilettevole!

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Eravamo sul punto di dire come non ci fosse molto da dire, e magari scrivere qualche pensiero pungente sul malvagio Tagliaferri, quando tutto d'un tratto le novità sono piombate dal cielo. Bando alle ciance dunque e via con i giochi della settimana. Prima però, se non lo avete ancora fatto, leggetevi l'appassionata recensione di The Cave. Potreste aver già trovato il gioco da acquistare questo mese.

Partiamo con il tanto atteso Skulls of the Shogun, che già solo per il fatto di essere uno strategico a turni merita attenzione. Ci senti, divinità dei videogiochi? gli strategici a turni non devono morire. E a proposito di morti, Skulls of the Shogun propone una strampalata ambientazione con samurai zombie e scheletri arcieri del Giappone feudale. Certo non aiuta la sopravvivenza del genere il fatto che sia disponibile solo per XBLA, Windows 8 e Windows RT, Surface e Windows Phone. Di buono però c'è che al posto dei tipici esagoni gli sviluppatori hanno provato un sistema di movimento basato sulle circonferenze, che apre nuove combinazioni tre le unità. Potremo giocare contro un amico seduto comodo di fianco a noi, oppure contro un massimo di quattro avversari collegati in rete, anche in modalità asincrona (quella preferita da chi gioca di nascosto in ufficio). Di solito vi facciamo vedere un video del gioco ma in questo caso il trailer non mostra un bel niente, perciò abbiamo scelto un'immagine. Tante altre le trovate sul sito ufficiale. Se invece volete comprare Skulls of the Shogun senza pensarci due volte, il prezzo è 9,99 dollari per la versione PC e 4,99 dollari per la versione Windows Phone.

Parleremo ancora di Proteus su Multiplayer.it ma nel frattempo non potevamo escluderlo da questa piccola rassegna. Ideato da Ed Key (sviluppo) e David Kanaga (musiche), Proteus è un'opera interattiva di esplorazione che ci offre la possibilità di scoprire un mondo influenzato dalla musica. Nel corso dell'avventura avvertiamo un senso di progressione che culmina nel finale, ma tutto quello che possiamo fare è goderci il viaggio e scoprire nuove specie animali e vegetali fatte di pixel. Come succede ogni volta in questi casi (finirà mai?) la discussione sulla rete verte sulla domanda se questo sia o no un videogioco. Mettiamola così: non esiste una sfida progressiva che ricompensa il giocatore per i suoi sforzi, ma solo la possibilità di emozionarsi o meno interagendo con un mondo elettronico. A molti questo genere di esperienze dà grandi soddisfazioni - e Proteus è una delle migliori che potete trovare al momento - a moti altri no. Entrambi i gusti sono legittimi, ci mancherebbe altro. Noi però rivendichiamo il diritto di occuparci di opere come Proteus in una rivista di videogiochi. Che ne pensate?

Prendetevi solo qualche secondo per guardare il video qui di fianco, anche se conoscete già Lume e non vi potrebbe interessare di meno il suo seguito. Guardatelo perché è sempre stupefacente quello che si può realizzare con le mani. Soprattutto quando il risultato degli sforzi creativi si tramuta in un linguaggio visivo quasi mai impiegato in un videogioco. Il mondo di Lumino City è composto infatti da edifici e personaggi di cartoncino colorato ma, rispetto al suo predecessore, le animazioni non sono più realizzate con la tecnica del passo uno. Questa volta i modelli tridimensionali sono animati con dei motori e poi filmati. Inoltre gli sviluppatori hanno abbandonato lo scalpello in favore del laser, ottenendo così dettagli molto più nitidi. Ma non è tutta tecnica. Con Lumino City possiamo infatti aspettarci un mondo vasto con puzzle integrati nell'ambiente. E in attesa di capire cosa hanno in mente i talentuosi sviluppatori di State of Play Games, noi ci riguardiamo il video, che documenta molto bene il loro progresso artistico.

Questa settimana vi consigliamo ben due giochi per il vostro browser: Crush e Super Puzzle Platformer Plus. Il primo è nato nel contesto dell'ultima Global Game Jam e si propone di simulare lo stato d'ansia che prova qualcuno sul punto di parlare alla persona per la quale ha una cotta. Non immaginatevi però avvenenti donne ingioiellate come in Seduce Me, qui troverete cubi e atmosfere liquide. Se però gli esperimenti psicologici non fanno per voi, allora passate subito a Super Puzzle Platformer Plus, un gioco che, come dice il nome, ci vede impegnati a sopravvivere tra balzi e planate distruggendo nel frattempo combinazioni di mattoncini colorati per accumulare punti. Bene. È tutto. E invece no: Paul Cuisset, autore del mitico Flashback, sarebbe al lavoro su un remake dal titolo Flashback Origins. Al momento non ne sappiamo quasi nulla ma quando avremo maggiori dettagli non mancheremo di condividerli con voi.

Indie della settimana

UrNotAHero è ancora in fase di lavorazione ma promette già molto bene. Il titolo si riferisce forse al fatto che basta una raffica di mitra e siamo pixel per cani. Meglio quindi entrare in copertura con il tasto Z, lo stesso che usiamo per eseguire una scivolata e schivare i colpi, poi, mentre il nemico ricarica, mollare il tasto e premere X: ra-ta-ta-ta!, un altro morto e sangue sulle pareti. Ma dobbiamo fare in fretta e finire il livello con un buon punteggio se vogliamo sbloccare quello successivo o qualche nuovo pezzo dell'equipaggiamento. Ci sono granate, mine, giubbotto antiproiettili, supervelocità, colpi perforanti e molto altro ancora. È importante però scegliere anche l'eroe giusto per la missione giusta. C'è quello con il visore di Sam Fisher che spara con una pistola silenziata (mai sottovalutare il vantaggio del silenzio), oppure il ragioniere in un giorno di ordinaria follia e una rivoltella per mano, il nerboruto fanatico d'armi con una mitragliatrice grande come un elicottero, il bifolco di paese dallo schioppo facile, il sopravvissuto fedele alla mitraglia e il supereroe mascherato. Alcuni di loro hanno anche un potere speciale (tasto C). L'uomo giusto per la missione giusta, dicevamo. Tra queste ultime c'è una grande varietà di scelta: liberazione di ostaggi, eliminazione di un bersaglio, furto con scasso, disattivazione della bomba, guastafeste (irruzione in una festa di gangster e sterminio dei presenti) e altre ancora. Con nostra grande gioia il sistema di gioco è semplice ma offre più di un passatempo per giocatori occasionali e il fatto di poter ricominciare la missione dopo essere morti senza rifare i passaggi chiave è un tocco di benevolenza che accogliamo con piacere. Se vi piacciono i giochi di azione con un pizzico di strategia, questo è da provare. Oltretutto non costa nulla.

di Andrea Rubbini

Titolo: UrNotAHero.
Sviluppatore: Butterfingers.
Distribuzione: distribuzione digitale gratuita.
Sito di riferimento: Link.
Download: Link.
Da sapere per giocare al meglio: il gioco non è ancora nella sua versione definitiva.

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Il mondo del finanziamento dal basso è in pieno fermento. Da mezzo pensato per promuovere progetti indipendenti, siti come Kickstarter stanno diventando una specie di nuovo mercato dove dentro si trova di tutto, compresi sviluppatori che chiedono soldi al pubblico per non fallire o altri che li chiedono per un prodotto già finanziato da un publisher (poi parlando d'indipendenza). Ovviamente non stiamo parlando dei massimi sistemi, ma di due raccolte effettivamente attive.

Akaneiro: Demon Hunters è uno dei paradossi di Kickstarter e della poca attenzione di molti allo spirito del crowd funding. Non è chiaro perché gli utenti abbiano offerto soldi a un progetto già ampiamente finanziato e che tra i premi offre solo oggetti virtuali e copie di altri prodotti di American McGee. Alla fine della raccolta mancano poche ore, ma intanto il gioco è già online in open-beta e, volendo, scaricando il client gratuito, è possibile acquistare moneta di gioco. Insomma, a cosa è servito dargli soldi anche su Kickstarter? Tra gli stretch goal sono state promesse espansioni e varie aggiunte, ma trattandosi di un gioco con publisher è logico sospettare che la loro realizzazione non sarà legata tanto al raggiungimento della somma, quando al successo delle microtransazioni. Misteri...

Il secondo progetto che merita un aggiornamento è Wildman di Gas Powered Games, ormai diventato una corsa contro il fallimento dello studio di sviluppo guidato da Chris Taylor. Al momento di scrivere, alla fine della raccolta mancano ancora quattordici giorni, ma i backer hanno dato solo poco più di quattrocento mila dollari, contro il milione e centomila richiesto. Ce la faranno i nostri eroi? Oppure dovranno mettersi a fare giochi mobile anche loro? Certo, sarebbe un vero peccato vedere fallire un'altra società storica come GPG. Intanto proseguono gli aggiornamenti video e testuali, con il rilascio di informazioni interessanti sui tool per creare le mappe e alcuni nuovi artwork.

Da chi lotta per la vita della sua società, a chi sogna di vedere trasportato il motore Torque 3D su Linux. Garage Games ha avviato una raccolta fondi su IndieGoGo per avere abbastanza cash da rendere il suo motore grafico compatibile con il sistema operativo del pinguino. Per farcela ha bisogno di 29.487 dollari, ma a sessantaquattro ore dalla fine della campagna ne sono stati raccolti soltanto 9.705. Certo, sarebbe una bella soddisfazione avere un nuovo tool per sviluppare videogiochi su Linux, speriamo che qualche amante di questo sistema operativo si faccia avanti.

Torniamo di corsa sui progetti videoludici veri e propri parlando di The 90's Arcade Racer. Previsto per PC Windows, Mac, Linux e possibilmente Ouya, è il tentativo di un appassionato di creare un gioco con il feeling degli arcade corsistici degli anni '90. Ve li ricordate i vari Sega Rally o Daytona USA? Quelli con i cassoni giganteschi? Ecco, se il buon Pelikan13 riuscirà a raccogliere diecimila sterline ci consegnerà il gioco fatto e finito per novembre 2013 (almeno così ha promesso), ma senza cassone. L'obiettivo è tutt'altro che proibitivo, visto che ne ha già raccolte novemila. Dalle immagini rilasciate con i vari aggiornamenti, The 90's Arcade Racer sembra già a buon punto dello sviluppo. Manca solo la spinta finale!

Veniamo quindi a un altro progetto piccolo e interessante: Roam. Si tratta di un gioco cooperativo online in cui bisogna esplorare, razziare e costruire il proprio forte. Le risorse sono il bene più prezioso a disposizione e ogni scelta fatta avrà le sue conseguenze sull'evolversi della partita. Ambizioso? Vedremo, intanto possiamo dire che ha convinto gli utenti Kickstarter perché a ventitre giorni dalla fine della raccolta è già riuscito a ottenere la cifra richiesta, ossia quarantamila dollari.

Chiudiamo in bellezza la rubrica con questi splendidi scacchi ispirati a Space Invaders. Si tratta di un set davvero stiloso che dovrebbe stare in tutte le case dei nerd di classe per stupire gli amici e per dare un'altra scusa alla ragazza che vi piace da morire per non darvela.

di Simone Tagliaferri

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Guild Wars 2
Avete tempo fino al 7 febbraio per cambiare password: se non lo farete, ArenaNet cancellerà i vostri personaggi e sarete costretti a ricominciare da zero, potendo selezionare soltanto il mesmer di razza Asura. No, non è vero, stiamo scherzando; in realtà, però, chi non ha ancora cambiato password dal 12 settembre dell'anno scorso il 7 febbraio sarà costretto a farlo, o non potrà collegarsi ai server di gioco. È una precauzione che ArenaNet prende di tanto in tanto, un po' macchinosa e non proprio super efficace, ma quantomeno è stata compilata anche una lista di password "poco sicure" che il sistema vi obbligherà a non scegliere. Questa soluzione è stata pensata anche in virtù della recente patch intitolata Flame & Frost: Prelude.

Ne parleremo più approfonditamente la prossima settimana, intanto vi suggeriamo di leggere le patch notes e un'interessante bloggata firmata dalla designer Angel McCoy, che ci spiega la filosofia della "living story". In parole povere, il team della McCoy si occupa di evolvere la storia di Tyria, aggiungendo di tanto in tanto nuovi personaggi e situazioni. Non sono cambiamenti radicali che avvengono in un attimo, tuttavia, ma eventi che si svolgono in lunghi archi di tempo, cambiando lo status quo del mondo di gioco. Il rovescio della medaglia sta nel fatto che questi eventi non potranno essere più sperimentati, una volta esaurito il loro corso: a quel punto rimarranno solo le conseguenze. Detto questo, se siete degli accaniti PvPer di Guild Wars 2, potrebbe interessarvi la chiamata alle armi degli sviluppatori: questa settimana è infatti possibile giocare dei tornei speciali nel campo di battaglia Temple of the Silent Storm, al fine di testare questa nuova modalità di gioco. I devs hanno spiegato le meccaniche nell'ultimo developer's diary, illustrando anche le ricompense sia per i vincitori che per gli sconfitti. Si tratta, insomma, di un passo fondamentale nell'evoluzione del PvP strutturato.

Il Signore degli Anelli Online
Da Tyria alla Terra di Mezzo il passo è breve, visto che sono entrambi mondi magnifici e... gratuiti. O quasi. Restando in tema di comunicati dagli sviluppatori agli utenti, l'ultima producer's letter di Kate Paiz è piuttosto interessante. Il produttore esecutivo del MMORPG basato sul legendarium tolkeniano ci spiega infatti quali sono gli obiettivi del team per il nuovo anno, e tra questi annovera anche il tanto atteso revamp del sistema di housing.

I propositi sono principalmente quattro. Primo, istituire un consiglio di giocatori per migliorare e semplificare la comunicazione tra utenti e sviluppatori. Secondo, integrare nel gioco la regione occidentale di Rohan, a cominciare da Wildermore in primavera, per arrivare a una zona molto più grande verso la fine dell'anno. Il terzo proposito è il revamp dell'housing, ma per quello dovremo aspettare il 2013 inoltrato. Infine, i devs intendono modificare in modo "significativo" le classi, attraverso l'introduzione di nuove abilità; l'idea è quella di eliminare o riprogettare quelle che ai giocatori non piacciono, migliorando tutte le altre. In generale, ogni classe si troverà con meno abilità da utilizzare, ma molto più utili e importanti. Detto questo, gli sviluppatori hanno anche delle novità per quanto riguarda il negozio virtuale, nella fattispecie una nuova unità di scambio chiamata Mythril Coin. Questa valuta si acquisterà nel negozio a partire dall'aggiornamento 10, e si potrà utilizzare in vari modi. Con i Mythril Coin, Turbine vuole unificare alcune possibilità di acquisto, semplificando la vita ai giocatori, e non solo: per maggiori dettagli, vi suggeriamo di leggere l'esauriente spiegazione.

Star Wars: The Old Republic
Come va la vita nella galassia lontana lontana più amata di sempre? Bene, grazie, non c'è male. Così fondamentalmente si riassumono le prestazioni del MMORPG BioWare negli ultimi mesi: BioWare e Electronic Arts finora si sono ritenute soddisfatte dal passaggio al modello free-to-play di The Old Republic, ma adesso questa eterea soddisfazione ha una forma, o meglio, una cifra.

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Electronic Arts ha infatti reso pubblici i dati economici degli ultimi mesi, raccomandando un cauto ottimismo nei confronti di The Old Republic. Vi ricordiamo che il gioco è passato al nuovo modello di sottoscrizione il 15 novembre scorso e, a quanto pare, i primi risultati sono positivi, ma secondo la compagnia è ancora troppo presto per determinare quanto lo saranno anche a lungo termine. Realisticamente, contenuti extra e free-to-play hanno portato a casa EA circa centottantacinque milioni di dollari, di cui un buon cinquanta percento diviso tra FIFA, Madden Ultimate Team e, appunto, Star Wars: The Old Republic. Cosa significa tutto questo? Beh, difficile dirlo con precisione, per ora. Di sicuro, l'enorme ottimismo della compagnia nei confronti del gioco sembra essersi parecchio raffreddato. Ne sapremo di più analizzando, nei prossimi mesi, lo sviluppo dei nuovi contenuti per il gioco.

Neverwinter
Sono passati qualcosa come sei anni, forse qualcosa di più, dall'ultima volta che siamo stati a Neverwinter. Quella virtuale di Obsidian Entertainment, s'intende. Fra poco, potremo tornarci, a quanto pare: Cryptic ha infatti annunciato le date dei tre weekend pianificati per il beta testing della sua nuova interpretazione della mitica città di Forgotten Realms. Si parte l'8 febbraio, poi ci sarà un'altra occasione l'8 marzo e, infine, il 22 marzo. Il beta testing in questione è aperto sia ai giocatori americani che europei che sono stati selezionati, fortunelli.

Cryptic, comunque, ha intenzione di cominciare a lucrarci un po' già da adesso: per ricevere al cento percento un invito al beta testing, è possibile sborsare in anticipo circa sessanta dollari, o ben duecento nel caso ci si voglia accaparrare un Founder's Pack. Il primo pacchetto comprende anche l'accesso anticipato alla open beta, un titolo, una cavalcatura corazzata, una maschera e un animale da compagnia. Il Founder's Pack, invece, comprende anche qualche giorno di open beta in più, una razza giocabile esclusiva (quella di Drizzt Do'Urden per intenderci), un codice per far partecipare alla closed beta un amico, una cavalcatura a forma di ragno, un animale da compagnia in più e l'accesso prioritario al gioco. Tutto molto bello, ma spendereste davvero duecento cucuzze a occhi chiusi?

di Christian La Via Colli

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Si può fare!
Chi vi scrive è in preda a una delle influenze più infami e prolungate che si siano mai viste nella moderna società occidentale. Quel tipo di malanno in cui sbagli tutto, dal tipo di antibiotico al tempismo per andare in bagno, e finisci catapultato in un turbine di sintomi tale da perdere la cognizione del tempo e dello spazio. In una situazione come questa, pensando alla tecnologia, tutto quello che resta nel cervello sono schede video talmente bollenti da rischiare l'esplosione. Il resto della tecnologia è troppo prevedibile, elettromeccanico e autoregolante per avere spazio in un delirio virale, per poter essere compreso in un denso malestrom di mostruosi esseri che sguazzano nella putrescenza e masticano anticorpi. Ma presto i computer potrebbero essere più simili a noi, come presagivano scienziati e scrittori di fantascienza già molti anni fa, e quella che sarebbe una vera e propria rivoluzione potrebbe arrivare attraverso qualcosa di più funzionale, e pratico, di quei chip con attaccate delle sanguisughe che ci propongono di tanto in tanto come evoluzione possibile del rapporto tra biologia e tecnologia. Ve la immaginate una scheda video che, per essere pienamente funzionale, deve essere attaccata al collo, di tanto in tanto, per il necessario ricambio di sangue? Forse qualche fan di Twilight potrebbe addirittura gradire un'idea del genere, anche se probabilmente un immaginario di questo tipo potrebbe essere troppo sanguinolento per chi si diletta con quelle temibili trasgressioni che sono l'astinenza, il matrimonio di convenienza e i glitter.Per fortuna la scoperta di cui stiamo parlando non ha nulla a che fare con i sentimenti slavati tipici delle produzioni "giovanili" e non prevede aggressioni di succhiasangue o riclassificazioni in stile CPU a 64 sanguisughe. Anzi, per ora si tratta di una semplice curiosità, una cosa ben lontana dall'androide di Philip K. Dick e limitata ad un materiale potenzialmente rivoluzionaro che pur non essendo un tessuto vivente riesce a replicarne alcune funzioni peculiari. Di materiali reattivi, e di composti attivi, al mondo se ne conoscono già l'elemento che distingue questa nuova scoperta da quelle passate sta tutta nella capacità di un organismo di auto organizzarsi, di agire quasi indipendentemente. L'oggetto del discorso è un accrocchio costituito da gusci sferici riempiti di particelle cubiche di hematite (una delle tre varianti dell'ossido di ferro) che lasciano scoperta una parte del contenuto. Quando la parte nuda viene colpita da una luce blu questa conduce elettricità e se il tutto viene bagnato nel perossido di idrogeno si scatena la reazione. Una reazione attiva e auto organizzante che produce continue varianti e mutazioni. Questo processo è il centro di tutta la scoperta poichè permette a un composto di essere imprevedibile e, traslando il tutto nel mondo dei computer, potrebbe consentire a un cervello elettronico di dare risposte svincolate dalla logica binaria. Certo, manca l'auto replicazione, tipica degli organismi viventi, ma la creazione di computer senzienti e capaci di distruggere il pianeta, francamente, ci interessa poco. Quello che ci interessa, almeno come videogiocatori, è l'effetto potenziale che questa scoperta potrebbe avere sull'intelligenza artificiale, punto debole dei videogiochi odierni. Purtroppo la questione è ancora embrionale e può essere trattata, nei termini in cui la stiamo trattando noi, esclusivamente in prospettiva. Si parla, infatti, di conduttori il cui potenziale non è certo paragonabile a quello dei materiali impiegati nella costruzione di un computer. Inoltre, prima che un immaginario del genere possa avere senso, andrebbe ripensata completamente la logica dei transistor il cui unico grande salto, da molti anni ad oggi, è stato quello di passare da due a tre gate con l'ultima serie di processori Intel. Ma, come sappiamo bene, se qualcosa è possibile di solito il mercato cerca di proporla il più presto possibile, soprattutto in tempi di crisi come quelli che attraversiamo. Infatti, e lo diciamo con una smorfia di dolore, è la crisi che stimola la ricerca, che aggira i meccanismi di sfruttamento del mercato abituali costringendo le compagnie a "inventarsi qualcosa di nuovo".

di Mattia Armani

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