Arti marziali di massa 0

Un primo, sintetico sguardo all'ambizioso MMO cinese

ANTEPRIMA di Umberto Moioli   —   13/02/2013

Quello dei giochi di massa è un ambito per cuori forti, non ci sono dubbi, ed ogni nuova uscita ce lo ricorda impietosamente. Age of Wulin, free to play cinese in arrivo il prossimo marzo sui principali mercati occidentali, non si sottrae al consueto iter che contraddistingue ogni esponente del genere: le promesse sono stellari, il tema esotico e non mancano feedback positivi da chi è riuscito a metterci le mani sopra. Peccato quindi si tratti di un ritornello sentito fin troppe volte. Siamo insomma pronti all'ennesimo, mirabolante e infine infruttuoso lancio di un MMO capace nelle attese di spazzare via i pregiudizi verso i campioni del mercato orientale? Non intendiamo certo esagerare con la negatività e, in effetti, il poco visto durante un recente evento tenuto per illustrare le principali caratteristiche del titolo non ha certo sfigurato. È però doveroso tenere in considerazione che quanto detto nelle prossime righe dovrà essere messo alla prova durante lunghe ore di gioco, soprattutto perché Age of Wulin punta davvero in alto e il rischio di scottarsi cresce con le ambizioni.

Cina ignota

Il genere Wuxia, nella letteratura cinese, è quello che racconta le imprese di leggendari e potenti esperti di arti marziali. L'argomento viene trattato da moltissimo tempo nella fiction asiatica, addirittura affonda le sue radici migliaia di anni fa, ma al pubblico occidentale sono arrivate le più recenti interpretazioni del tema in salsa cinematografica e videoludica. Come Il Regno Proibito, La Foresta dei Pugnali Voltanti e Jade Empire di Bioware. Age of Wulin si inserisce in questo solido contesto, da una parte quasi del tutto sconosciuto al pubblico nostrano, dall'altro ricchissimo di riferimenti a cui attingere.

Scegliere fra le otto principali scuole di arti marziali, ciascuna caratterizzata da 45 abilità diverse, e mettersi in viaggio all'interno di un mondo di gioco che riproduce i principali punti di riferimento dell'enorme continente cinese del quattordicesimo secolo, dovrebbe rappresentare un punto di partenza allettante a sufficienza. Ma lo sviluppatore Suzhou Snail e il publisher europeo gPotato hanno in serbo ben altre sorprese. Rispetto alla consueta offerta di massa online, qui la componente sandbox è stata sviluppata con enfasi maggiore e questo dovrebbe mitigare la ripetitività tipica di troppi esponenti del genere, dando agli utenti stessi gli strumenti per continuare a giocare sfruttando meccaniche emergenti e contenuti dinamici.

Il punto di riferimento, in tal senso, è sempre il solito EVE Online ma il confronto è prematuro e probabilmente inadeguato considerando le differenti meccaniche imposte da due contesti così diversi. Qui il player versus environment mantiene almeno in parte una struttura classica, con missioni da completare, personaggi non giocanti da cui tornare e sfide spalmate in modo da suggerire l'esplorazione del mondo virtuale. Allo stesso tempo aspetti come l'economia saranno influenzabili ben oltre quanto osservato di consueto: le professioni di cuoco o mendicante, ad esempio, avranno un impatto sulla quantità di cibo e karma positivo presenti nel mondo di gioco, avendo ripercussioni sulla vita virtuale di tutti. Anche un'idea semplice - e non del tutto inedita - come quella che vede il proprio alter ego proseguire le proprie attività e addirittura spostarsi mentre siamo offline, stuzzicano l'interesse di chi per troppo tempo si è confrontato con un genere che fatica a rinnovarsi e fare un salto in avanti in termini di immersività.

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Arti marziali

Durante la panoramica offertaci sono stati altri gli assist suggeriti alla nostra fantasia: i personaggi dei giocatori offline potranno venir rapiti e liberati dagli utenti connessi mentre determinate azioni si tramuteranno in una pena da scontare in cella, con tanto di possibili raid dei compagni per liberarci. Suggestioni simili sono affascinanti ma, ovviamente, dovranno anche dimostrarsi lucidamente valide. Non di rado idee spettacolari sulla carta falliscono quando si tratta di divertire.

In ogni caso l'assenza di una progressione classica e classi prestabilite, l'implementazione di missioni giornaliere dinamiche ed una mappa di enormi dimensioni sono promettenti punti di partenza a cui si aggiunge un player versus player per la conquista dei castelli che garantiranno speciali opzioni e bonus alle gilde. Le battaglie impegnano fino a 1300 giocatori e, nonostante un po' di confusione sia inevitabile, dovrebbero beneficiare della natura parzialmente action del sistema di combattimento. Si tratta comunque di un elemento impossibile da valutare senza un test diretto. Un altro punto interrogativo è quello che coinvolge la formula free to play: ci è stato spiegato che le micro transazioni interessano la personalizzazione estetica del proprio combattente ma sui server cinesi, a quanto pare, c'è anche modo di acquistare per denaro reale grandi e piccoli vantaggi in game. Bisognerà indagare questo aspetto, troppo spesso sfruttato per alleviare la fatica da grinding. Ciò che invece ci lascia già oggi tranquilli è la qualità grafica di Age of Wulin:

nonostante il conteggio poligonale dei personaggi non sia stellare, modelli e animazioni fanno una discreta impressione ma soprattutto si muovono all'interno di ambienti curati e affascinanti. Gli scorci della Cina di settecento anni or sono mescolano paesaggi suggestivi ad una moltitudine di villaggi, templi e monumenti a tema. Tra l'altro essendo l'ambientazione relativamente poco nota, personaggi, nemici e missioni non faticheranno a mettere in scena storie dotate di una discreta originalità. O almeno è quello che possiamo sperare. Nelle prossime settimane ci sono stati promessi alcuni giorni di beta e allora ci saranno parecchi gli aspetti del gioco da indagare: la profondità di ciascuna scuola di combattimento e i ruoli dei personaggi, la varietà delle quest e la qualità dell'interfaccia, l'effettivo impatto dei giocatori sul mondo di gioco e il livello d'interazione. Possono andare storte parecchie cose, questo è sicuro. Allo stesso tempo l'idea di godersi un gameplay più dinamico del solito non può che suscitare curiosità, soprattutto perché le basi sembrano discretamente solide. Non appena lo proveremo potremo meglio dettagliare vizi e virtù dell'MMO cinese, sperando non si tratti dell'ennesima illusione.

CERTEZZE

  • nteressanti sviluppi sand box
  • Ambientazione ricca di spunti
  • Visivamente piacevole

DUBBI

  • Varietà della componente PvE
  • Conversione per il mercato occidentale da verificare
  • Ancora diversi punti interrogativi