La svolta di Crytek 29

Crytek ha intenzione di conquistare il mondo del free-to-play e la sua prima mossa si chiama Warface

PROVATO di Mattia Armani —   09/04/2013

Al giorno d'oggi è sempre più difficile valutare il potenziale degli shooter in prima persona free-to-play. Gli elementi basilari sono, come sempre, stile e gameplay ma la standardizzazione delle feature appiattisce il panorama e magnifica l'importanza di altri dettagli tra cui prospettive future, supporto e componente agonistica.

Warface le ha tutte, ponendosi come il rostro di Crytek nell'attacco della software house al mondo freemium. L'intenzione di Crytek, sbandierata più volte, è quella di trasportare, gradualmente, tutti i titoli futuri nel mondo del free-to-play, ma la virata a tutto timone della software house tedesca ha fatto temere per le sorti del single player, notoriamente poco presente nelle produzioni di questo genere. Per sapere che destino ci aspetta è necessario attendere, ma nel frattempo ci possiamo concentrare su Warface, provando la closed beta del titolo.

Una formula familiare

La struttura di Warface è quella ormai familiare degli FPS online moderni e include un nutrito equipaggiamento da sbloccare, mappe studiate per esaltare la componente agonistica del gameplay e quattro classi che dividono i militari in medici, genieri, soldati e cecchini. Dunque cosa differenzia il titolo Crytek da tutti gli altri giochi dello stesso genere? Innanzitutto i personaggi sono corposi, le linee dei modelli sono morbide e piacevoli da vedere e i personaggi hanno una fisica convincente che li rende piuttosto soddisfacenti da colpire e abbattere. La sensazione di solidità e il netcode robusto sono due elementi chiave in questo genere, tanto da poter essere considerati, per importanza, quasi al pari delle meccaniche. Ed è proprio a questo punto che ci imbattiamo nel grande difetto della produzione Crytek ovvero la mancanza di novità salienti. In ogni caso qualche elemento distintivo, per fortuna, c'è. La scivolata, in verità, è parzialmente simile al tuffo che abbiamo già visto in altri sparatutto.

Ma in questo caso il giocatore non si lancia pancia a terra ma compie una una sorta di tackle calcistico che consente di passare rapidamente sotto agli ostacoli e di rialzarsi rapidamente. Una differenza minima ma netta che incrementa una velocità d'azione già frenetica di suo, caratterizzata da respawn praticamente istantanei e che richiedono di attendere alcuni secondi solo quando il giocatore cambia classe. Un'ulteriore differenza riguarda la possibilità di arrampicarsi su qualsiasi struttura sopraelevata. Ma la velocità dell'azione e la struttura delle mappe, costruite per evitare il famigerato camping, limitano l'efficacia dell'appollaiarsi sulle alture. Inoltre per raggiungere le posizioni più elevate è necessario l'aiuto di un compagno rendendo la possibilità di arrampicarsi suscettibile all'umore del team.

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Amici nemici

Le modalità di gioco principali sono quattro con il deathmatch a squadre che risulta, come nella maggior parte dei titoli del genere, la più apprezzata e bilanciata. La seconda si chiama Storm e prevede due fasi divise in attacco e difesa con tre posizioni da tenere sotto controllo o da sottrarre al nemico. L'ultima modalità PvP è l'immancabile free for all, formula sempre valida per sfogarsi ma praticamente priva di peso agonistico. La quarta modalità è, a sorpresa, di tipo cooperativo, quasi priva della componente narrativa ma arricchita da un sistema di punteggio e dalla possibilità di aiutare i compagni per ottenere un punteggio complessivo maggiore.

Non si tratta certo di un'esperienza paragonabile a quella di una campagna single player. Ma il respawn casuale dei nemici garantisce la rigiocabilità e le mappe, per quanto piuttosto lineari, offrono una vasta gamma di situazioni, includono passaggi secondari e percorsi sui tetti e sono piene di coperture consentendo al team di impostare un gioco di squadra raffinato. L'ampiezza non è certo quella delle mappe di Left 4 Dead mentre la possibilità di scegliere una classe permette di curare e rifornire di proiettili il team. Ma i nemici controbilanciano con postazioni fisse piuttosto insidiose e non mancano soldati speciali capaci di scombussolare l'organizzazione della squadra. Il sistema di avanzamento consente di sbloccare armi, armature e add-on attraverso il guadagno di punti esperienza. Una volta ottenuto l'accesso a una categoria il giocatore deve spendere il denaro accumulato per acquistare effettivamente gli oggetti. La formula include anche una moneta extra necessaria per acquisire oggetti speciali e i giocatori possono, ovviamente, ricorrere al denaro reale, da convertire in dollari Warface, per velocizzare l'avanzamento. Questi, per ora, non sono disponibili ma, una volta lanciata la versione definitiva del titolo, consentiranno di acquistare direttamente componenti dell'equipaggiamento. Inoltre, se la versione europea definitiva di Warface dovesse essere uguale a quella disponibile in Russia, i giocatori potranno anche pagare un dazio mensile per aumentare il tasso di guadagno dei punti esperienza. Per i giocatori standard invece, complice anche la necessità di riparare le armi, si prospetta un grado di avanzamento piuttosto lento e questa impostazione, già vista più e più volte, evoca inevitabilmente lo spettro del pay-to-win, con i giocatori più abbienti e disposti a pagare che potranno ottenere vantaggi immediati, e lo shop offre diversi oggetti piuttosto potenti, a discapito del bilanciamento globale.

Questione di feeling

Il titolo è ambientato in un futuro prossimo, dominato da un super governo malvagio formato dalle corporazioni più potenti. Il gruppo di soldati speciali Warface si è formato per fermare la minaccia ma, tra una missione cooperativa e l'altra, i buoni non disdegnano un po' di bisboccia nelle sfide multiplayer. La scalabilità del CryEngine si conferma ottima con il titolo che gira piuttosto bene anche sulla configurazione minima (processore dual core a 2 GHz, 1 GB di RAM e una qualsiasi scheda video con supporto agli Shader 3.0)e non serve certo una GTX 680 per far girare il tutto al massimo senza incertezze. Purtroppo il titolo non usa alcuna feature DirectX 11 ma il CryEngine 3 supporta le librerie grafiche di ultima generazione ed è possibile che Crytek le implementi in un aggiornamento futuro.

Purtroppo, nonostante l'elevato tenore grafico, Warface non include alcun tipo di interazione con l'ambiente circostante e le mappe sono piuttosto piccole escludendo, di conseguenza, anche l'uso dei veicoli. Si tratta indubbiamente di scelte funzionali che consentono al titolo di girare su svariate configurazioni e di mantenere un bilanciamento maggiore. Ma dal punto di vista dell'innovazione e dell'evoluzione un'impostazione di questo genere non è certo esaltante. Inoltre il bilanciamento non è perfetto, con il fucile da cecchino che è fin troppo facile da usare, granate decisamente sovrapotenziate e svariati oggetti dello shop che ecocano con prepotenza il fantasma del pay-to-win. Eppure in Russia l'FPS online di Crytek va alla grande, segno che il titolo tocca le corde giuste nel cuore di parecchi giocatori. Ed è proprio questa la chiave di volta dei titoli che richiedono ore e ore di gioco continuativo, in mappe tutto sommato ridotte. Un gioco esclusivamente multigiocatore, e basato sul farming dei punti esperienza, deve solleticare la voglia di migliorare, deve restituire un buon feedback quando si colpisce un avversario e deve essere piacevole da vedere. Da questo punto di vista Warface ha indubbiamente i suoi pregi e la velocità dell'azione, priva di kill streak o altri orpelli di questo tipo, comporta un grosso margine di miglioramento sul versante della skill. Forse non è abbastanza per garantire al titolo una promozione a pieni voti, ma Warface merita indubbiamente attenzione e noi continueremo a seguirlo nelle prossime settimane in attesa del rilascio definitivo della versione europea.

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CERTEZZE

  • Solido e veloce
  • Comparto estetico di buon livello
  • Cooperativa avvicente

DUBBI

  • Poche novità
  • Free-to-play o pay to win?