Salviamoci la pelle

La top ten di Multiplayer.it sui sistemi di salvataggio più creativi della storia dei videogiochi. Vogliamo anche il vostro contributo!

SPECIALE di Rosario Salatiello   —   17/11/2013
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Indice

I salvataggi. Croce e delizia di ogni giocatore. Rilassante rifugio digitale a cui affidare la propria pelle dopo un'estenuante sessione di gioco, ma anche oggetto d'irrefrenabile desiderio, quando la barra dell'energia sta inesorabilmente per toccare il fondo e non si vede nessun saving point all'orizzonte. Oltre alla loro indubbia utilità e alla loro complessità dal punto di vista realizzativo, come qualsiasi sviluppatore potrà confermarvi, i salvataggi sono stati caratterizzati nel corso della storia del videogioco da ogni tipologia d'implementazione, dalla più banale alla più creativa. Se checkpoint e salvataggi automatici, ormai in voga nella maggioranza dei titoli, non hanno mai meravigliato nessuno e non saranno per questo tramandati ai posteri, ripercorrendo i titoli arrivati sugli scaffali troviamo viceversa situazioni in cui i game designer hanno espresso la loro creatività anche in questo aspetto, rendendo i sistemi di salvataggio parte integrante del gioco o comunque mettendo in campo idee originali, al punto da permettere al loro lavoro di farsi comunque ricordare a lungo. Con questo nuovo speciale, vogliamo ricordare proprio i punti di salvataggio più creativi e strambi visti finora su console e PC.

Salvare una partita vi sembra una cosa banale? Per questi giochi non lo è!

No More Heroes

Andare in bagno per salvare non è di certo da tutti, ma se ti chiami Goichi Suda puoi anche permettere al protagonista del tuo gioco di calarsi le braghe per mettere al sicuro i propri progressi, con tanto di promemoria per ricordargli di svuotare l'intestino prima di affrontare una lotta particolarmente dura. Un'idea che No More Heroes ha condiviso anche con Dead Rising 2, dove nei panni di Frank la toilette era il luogo principale dove poter salvare la partita. Da questo punto di vista, però, l'opera di Suda51 resta inimitabile ed è per questo che a lei va la nostra palma.

Resident Evil

Il nastro d'inchiostro della serie survival horror targata Capcom è il perfetto esempio dell'amore misto a odio per i salvataggi, citato in apertura di articolo. Da un lato, infatti, senza questo sistema per Resident Evil stesso non ci sarebbe stata la possibilità di godere del suo straordinario successo, basato sull'atmosfera di costante pericolo vissuta all'interno della casa infestata dagli zombie. Ma quando dietro ogni angolo può nascondersi un essere affamato di carne, la scarsità di nastri diventava un fardello troppo pesante da sopportare, al punto da far tirare vere e proprie urla di gioia nel trovare una macchina da scrivere. Viceversa, portare troppi nastri poteva incidere pericolosamente sulle possibilità di sopravvivenza.

Metal Gear Solid

Per salvare, contattare Mei Ling a ore pasti, alla frequenza 140.96 del codec. Per Metal Gear Solid era impensabile che uno come Hideo Kojima non tirasse fuori un sistema di salvataggio che potesse essere ricordato anche nei tempi a venire, soprattutto vista la sua capacità di renderlo un elemento inserito nello stesso contesto del gioco, piuttosto che un elemento esterno. Ma come Psycho Mantis ci ha insegnato, memory card e controller possono essere parte di un'unica esperienza di gioco.

La serie Grand Theft Auto

Prima che con Grand Theft Auto IV Rockstar Games scegliesse un'altra strada, alcuni capitoli precedenti della serie contenevano una piccola curiosità riguardante il sistema di salvataggio, che i più appassionati sicuramente ricorderanno. A ogni epoca è stato infatti dato il suo, partendo dall'icona del floppy disk da 5.25" come punto di salvataggio usato nell'anno 1984 di GTA Vice City Stories, evolutosi poi nel floppy da 3.5" del 1992 di GTA San Andreas e nel "modernissimo" compact disc di GTA Liberty City Stories, ambientato nel 1998. Proseguendo così, un Blu-ray in Grand Theft Auto V non l'avrebbe tolto nessuno.

ICO

Un bel divano nel mezzo del castello, dove accomodarsi per riprendersi dalle proprie fatiche in compagnia di una gentile pulzella, approfittandone allo stesso tempo per salvare la partita. Trattandosi di un sofà a due piazze, per riuscire nel loro intento i giocatori dovevano infatti fare in modo da far sedere sul divano Ico e Yorda insieme, costringendo così il giocatore a trovare una via verso la comoda seduta anche per quest'ultima, per riuscire a spegnere la console dormendo sonni tranquilli.

Final Fantasy IX

Sul gioco se ne possono dire di cotte e di crude, ma il sistema di salvataggio di Final Fantasy IX ha sicuramente un record: quello di essere il più "puccioso" in assoluto. Sfidiamo infatti qualsiasi altro videogioco a usare come saving point un Moogle, pronto ad annotare i nostri progressi nell'avventura, nel libro che il nostro amico di turno porta con sé. Salvataggio a dieci piani di morbidezza.

Chrono Trigger

Come dicevamo a inizio articolo, un salvataggio spesso può rappresentare un attimo per rilassarsi tra una fase di gioco e l'altra. Ma se anche un momento del genere rischia di essere rovinato, allora gli sviluppatori del gioco sono proprio dei simpatici burloni: è il caso di Square e di Chrono Trigger, titolo diventato nel frattempo un classico, all'interno del quale nell'area del castello di Magus il protagonista si trovava davanti a un finto save point, che una volta attivato si trasformava in mostro intenzionato a rivoluzionare l'idea di salvataggio.

Castlevania: Symphony of the Night

Da un vampiro che si rispetti e che abbia un sano stile di vita da succhiasangue, è lecito aspettarsi anche un sistema di salvataggio che rispetti delle regole ben precise. Quale miglior modo per salvare lo stato della partita del nostro Alucard, se non dunque quello di infilarsi dopo una lunga giornata di duro lavoro in una bara, per godere così del meritato riposo e di un nuovo file di salvataggio?

Donkey Kong Country

Anche un duro come Donkey Kong può essere sensibile al fascino di una gentile donzella, che oltre a offrire dolci al nostro impavido scimmione è anche in grado di fargli salvare i suoi progressi nel gioco. È il caso di Candy Kong, introdotta per la prima volta nell'universo di Donkey Kong su NES, proprio per gestire il suo sistema di salvataggio, poi rimpiazzato nelle successive incarnazioni del gioco.

Nulla da aggiungere?

Per ovvie ragioni, nonostante bighellonare sia uno dei passatempi preferiti della redazione di Multiplayer, i membri di quest'ultima non possono aver giocato a tutti quanti i titoli presenti sul mercato dalla notte dei tempi. Aspettiamo dunque trepidanti i vostri suggerimenti, per colmare l'ultimo posto disponibile in questa speciale top ten dedicata ai salvataggi più carini della storia dei videogiochi. E abbasso i checkpoint automatici!