Auto in gioco - Mazda MX-5, Pagani Huayra, Mini Cooper, Ferrari 599XX EVO 61

Quarto appuntamento con i nostri speciali dedicati al confronto tra i migliori bolidi virtuali

RUBRICA di Andrea Centini —   07/07/2014

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Benvenuti al quarto appuntamento con Auto in gioco, la rubrica dedicata alle vetture presenti nei principali racing game simulativi disponibili sul mercato. Come sempre ricordiamo che i nostri prodotti di riferimento, attualmente, sono Gran Turismo 6, Forza Motorsport 5 ed Assetto Corsa, rispettivamente per PlayStation 3, Xbox One e PC. Le auto scelte per questo numero sono la piccola ed apprezzatissima spyder giapponese Mazda MX-5, la seducente Pagani Huayra, l'iconica Mini Cooper (modello classico) e la cattivissima Ferrari 599XX EVO, vettura non omologata per la strada ed esclusiva del simulatore italiano Assetto Corsa. Non ci resta che augurarvi buona lettura.

Si torna in pista con la nostra rubrica dedicata alle migliori macchine dei racing game più giocati

L'auto per ogni giorno - Mazda MX-5

A quasi 100 anni esatti dalla fondazione, avvenuta nel 1920 nella tristemente nota Hiroshima ad opera dell'industriale Jujiro Matsuda, la Mazda Motor Company - in origine Toyo Cork Kogyo Co., Ltd. - è conosciuta fondamentalmente per due cose: la prima è il suo iconico motore Wankel rotativo montato sulle RX-7 ed RX-8, che ha trovato la consacrazione sportiva sulla mitica 787B, auto da competizione vincitrice della 24 Ore di Le Mans nella classe prototipi (1991) e ben nota ai giocatori delle serie Gran Turismo e Forza Motorsport. La seconda ragione per cui tutti apprezzano Mazda è la spyder MX-5; conosciuta anche col nome di Miata e di Eunos Roadster (in Giappone), è semplicemente la vettura della sua categoria più venduta in assoluto, tanto da detenere un bel record sul Guinnes dei primati e della quale, nel febbraio 2011, è stato prodotto l'esemplare n° 900.000. Un gran bel risultato che fa il paio con quello di aver risollevato le sorti di un segmento in crisi, nonostante in precedenza avesse abbracciato gioielli iconici come l'Alfa Romeo Spider "Duetto". A proposito di Gruppo FIAT e Mazda, ricordiamo che le due case hanno sottoscritto un'intesa nel 2012 per la nuova spider del biscione, la cui uscita è prevista nel 2015 e che sarà basata proprio sull'architettura della MX-5 di nuova generazione. Insomma, affidabilità giapponese e design italiano. Ci sarà da divertirsi. Ma torniamo alla due posti che tutti i neopatentati (e non solo) sognano di possedere e guidare.

Il successo globale di questa vettura va letto indubbiamente nell'accessibilità, non solo per quel che concerne il prezzo di listino (la terza generazione parte da poco meno di 26 mila Euro), ma anche per i consumi ed i costi di gestione ridotti, decisamente parchi rispetto ad altre auto che permettono di godersi la strada col vento tra i i capelli. Del resto la Mazda MX-5 ha sempre montato motori "piccoli" (classici 1,6 e 1,8 Litri da 90 a 160 cavalli) ma interessanti per via del peso dell'auto, attorno al migliaio di chilogrammi in tutte le generazioni. Piccola, affascinante, economica ed adatta ai più giovani: poteva mancare nei giochi di guida più diffusi? Assolutamente no. Ed infatti la ritroviamo declinata in moltissime varianti su Gran Turismo 6 ed in un paio su Forza Motorsport 5, mentre purtroppo è assente su Assetto Corsa, dove tuttavia è in lavorazione una promettentissima mod il cui progetto è tra i più seguiti in assoluto, oltre ad essere stato tra i primi a venir annunciato sul forum ufficiale del gioco. Sul simulatore di Kazunori Yamahuchi, la MX-5 Roadster del 2007 costa 25 mila crediti, ha 170 cavalli e 391 PP (punti prestazione), caratteristiche che la rendono adatta per affrontare la parte iniziale della lunghissima e stratificata carriera di Gran Turismo 6. Si tratta di un modello premium i cui interni, talvolta criticati nella vettura reale per l'assemblaggio e la qualità delle plastiche, risultano decisamente ben realizzati, soprattutto in notturna e con le luci accese, quando le ombre scorrono fluidamente sul cruscotto esaltandone i dettagli. Ottimo anche il lavoro sugli esterni, caratterizzati da pochissimo aliasing - rispetto ad altri modelli - al di là di qualche punta negativa attorno agli sportelli. Pur essendo una trazione posteriore, anche in assenza di aiuti elettronici la Mazda MX-5 si guida davvero facilmente, e solo se si spinge troppo sull'acceleratore c'è il rischio di perderne il controllo. La situazione è generalmente analoga su Forza Motorsport 5, dove la vettura risulta leggera e precisa, sebbene il modello di guida meno permissivo suggerisca maggior prudenza nell'affrontare le curve. E' infatti ben più semplice finire in testacoda in assenza di aiuti, ed inoltre, invogliando alla guida "esuberante" (è divertentissimo tenerla in derapata controllata), i rischi aumentano esponenzialmente. Nel simulatore dei Turn 10 la piccola giapponese (MY 2013) costa 26 mila crediti ed è una classe D365, dunque per farla competere al meglio nella suddetta categoria ha bisogno solo di un pizzico di tuning. Eccezionale, come sempre, il modello poligonale, che soffre tuttavia di un poco di aliasing attorno agli sportelli e sulla calandra, mentre il campionamento del motore è valido ma non incisivo come quello di altre auto. Se volete portarvi a casa una Mazda MX-5 usata sono sufficienti tra i 2 ed i 3 mila Euro per la prima versione e si parte dai 7 mila per l'ultima, ma come per l'Elise bisogna fare molta attenzione, poiché spesso le piccole spyder giapponesi vengono "fustigate" dai proprietari anche nei trackday.

L'esotica - Pagani Huayra

Se Lamborghini ha trovato nel nome di tori potenti e famosi l'ispirazione per incastonare nella storia i propri modelli simbolo, Horacio Pagani, imprenditore argentino e fondatore della Pagani Automobili a San Cesario sul Panaro (Modena) nel 1992, l'ha trovato in quello dei venti. La sua prima, incredibile creatura, ovvero la Pagani Zonda - progetto "Fangio F1" - è così chiamata per un caratteristico vento caldo delle pianure fertili argentine (pampas), mentre la seconda ed oggetto delle nostre attenzioni, la Huayra, prende il nome direttamente da quello di un Dio delle tempeste. Sebbene sbeffeggiata proprio per la pronuncia dal celebre trio britannico di Top Gear, la Huayra è una delle berlinette più belle ed incredibili mai concepite, per la quale sono stati necessari ben 8 anni di studio, 5 dei quali dedicati alla ricercatissima aerodinamica, coadiuvata da 4 flap di aeronautica memoria (due anteriori e due posteriori) che si regolano autonomamente in base alle situazioni. La vettura monta un poderoso V12 M158 da 6 mila centimetri cubici targato AMG, fatto interamente a mano - come l'auto - e spinto da oltre 700 cavalli di potenza, caratteristiche che lanciano la Huayra a 370 chilometri orari di velocità massima e le consentono uno 0-100 km/h in appena 3,4 secondi. Fa un rumore talmente pazzesco che nel 2013 la Pagani ha dovuto siglare un accordo per introdurre un innovativo impianto stereo da 1.200 watt: l'originale veniva offuscato dal rombo del propulsore, in realtà la miglior "colonna sonora" che si potrebbe desiderare guidando una macchina del genere. La vettura pesa 1.350 chilogrammi ed è caratterizzata da un telaio monoscocca in lega di titanio e carbonio, richiamando la Zonda in alcuni dettagli esterni come i cattivissimi scarichi con quattro "bocche" e la fanaleria anteriore doppia.

Vi piacerebbe portarvene una nel garage? Prima di tutto dovete mettervi in fila, poiché essendo fatta interamente a mano ne vengono prodotte solo una ventina all'anno, in secundis, sono necessari circa 1 milione e 300 mila Euro. La Huayra è diventata subito roba per collezionisti facoltosi ed in futuro raggiungerà quotazioni semplicemente stratosferiche; per fortuna ci sono i simulatori dove poter accarezzare un po' più da vicino il sogno di guidarla. Presente in Gran Turismo 6, Forza Motorsport 5 ed Assetto Corsa, la trovate anche negli ultimi Need For Speed e nel recentissimo GRID: Autosport, esaltante nel meraviglioso ed iconico colore rosso. Nel simulatore dei Polyphony Digital, la Huayra in versione 2013 costa più o meno quanto nella realtà (1 milione e 350 mila crediti), ha 740 cavalli e 623 PP, ma per la medesima cifra è disponibile anche il modello 2011 da 618 PP e con dieci cavalli in meno. Guidarla senza aiuti elettronici non rappresenta una sfida, ma vero e proprio masochismo, dato che definirla "nervosa" è un eufemismo ed i potentissimi freni sono in grado di bloccarne le gomme in un istante. Quando state andando a 350 chilometri orari sul Circuit De La Sarthe (Le Mans) non si tratta esattamente di una pratica salutare, sebbene provare a spingerla al limite sia davvero entusiasmante. Per domarla non sono sufficienti persino gli aiuti standard di Gran Turismo 6 (ABS ad 1 e Traction Control a 5), ma è necessario abilitare sia l'SCS (controllo della stabilità) che l'antipattinamento, ed anche con questi supporti, se non si guida con estrema attenzione è semplicissimo perderne il controllo ed andarsi a schiantare. Dal punto di vista grafico è fortunatamente inclusa tra i modelli premium e sia i ricercatissimi interni che gli esterni sono realizzati con cura certosina: è una delle vetture con meno aliasing in assoluto su Gran Turismo 6. Peccato davvero sia così complesso ottenere risultati soddisfacenti in pista. La situazione è praticamente identica su Forza Motorsport 5, dove la Huayra è inquadrata nella classe S(770) e risulta troppo potente per essere gestita senza aiuti elettronici, in particolar modo in assenza di SCS utilizzando un volante. Il problema principale risiede nel fatto che l'auto possiede la potenza di una vettura da gara ma non la stessa stabilità e tenuta, con tutto ciò che ne consegue. Nonostante ciò, guidarla sul nuovissimo Nurburgring è un'esperienza oltremodo coinvolgente. Il rombo del motore è poderoso (i bassi distruggono il subwoofer) ed è caratterizzato dai continui borbottii della marmitta, mentre gli interni sono semplicemente spettacolari, laddove il gioco di riflessi generato dalla luce che filtra attraversa il parabrezza sottolinea l'incredibile lavoro svolto dai grafici Turn 10. Stupendo anche il modello poligonale esterno, ricchissimo di dettagli da apprezzare nella modalità Forza Vista. E su Assetto Corsa? Considerando le doti spiccatamente simulative dell'opera Kunos Simulazioni, si potrebbe immaginare che il controllo dell'auto possa essere ancor più complesso rispetto ad altri titoli, eppure a velocità moderate non è assolutamente così, anche senza aiuti elettronici, perché difficoltà non deve far rima per forza con realismo. Facendo ben attenzione a dosare acceleratore e freno, perché un pilota dovrebbe schiantarsi a 100 km/h con una vettura così larga e piantata sull'asfalto? Ancora una volta, il piacere di guida nel prodotto italiano è foriero di immense soddisfazioni, ma non pensate di saper guidare la Huayra perché riuscite a percorrere una curva a velocità autostradali: spingerla al massimo è infatti impresa titanica, ma non impossibile come altrove. Dritti e testacoda sono sempre dietro l'angolo, e, sebbene si possa "riprendere" più agevolmente rispetto ad altri bolidi presenti su Assetto Corsa, nella tenuta perde sonoramente il confronto con la Ferrari 599XX Evo, auto che tratteremo più avanti nell'articolo e con la quale condivide circa la stessa massa e la stessa potenza. Il modello poligonale è spettacolare (da godersi in particolar modo nello showroom e nei replay) ed i riflessi esaltano soprattutto gli elementi in carbonio; deliziosi anche gli interni, così come il sound del motore, pieno e vigoroso.

L'iconica - Mini Cooper

Nata nel 1959 dall'esigenza di proporre un'auto da città piccola ed economica, un po' come avvenne alla fine degli anni '30 per il Maggiolino (Typ 1) di Volkswagen, la Mini, disegnata dall'ingegnere Alec Issigonis per la British Motor Company e declinata sotto diversi marchi (Austin, Morris ed anche Innocenti), non ebbe il successo immediato che molti potrebbero immaginare; ciò nonostante, dopo aver superato un periodo d'assestamento iniziale, divenne semplicemente inarrestabile dal punto di vista commerciale e dell'immagine. Ben poche vetture, oggi, possono essere definite "iconiche" quanto la Mini classica, un giocattolo divertentissimo da guidare che ha fatto breccia anche sui set cinematografici e televisivi per la sua linea ed il suo stile inconfondibili, prettamente british. Non è un caso che la Mini sia anche l'auto del celebre Mister Bean. Prodotta sino all'anno 2000 - come a suggellare la fine di un millennio - dopo essere passata per diverse revisioni, versioni e case automobilistiche, che ne hanno modificato peso, potenza ed anche la classe d'appartenenza (Clubman), la già esuberante versione base, considerata un vero e proprio kart da strada per le sue caratteristiche, venne evoluta sin dagli anni '60 nella sportiva definita "Cooper", dal nome dell'industriale Jhon Cooper, che riscosse successi anche nella Formula 1 dell'epoca.

Le Cooper venivano elaborate nei freni, nell'assetto, nella cilindrata ed in altri aspetti, una tradizione rimasta inalterata sino alla Mini moderna (dal 2001), prodotta con successo sotto le ali protettive di BMW. Insomma, siamo innanzi ad un'auto leggendaria che ha passato indenne decenni di crisi e mode passeggere, riscuotendo un grandissimo successo anche in ambito videoludico. Oltre che in Gran Turismo 6 ed in Forza Motorsport 5, in versioni differenti, la Mini è presente infatti anche in moltissimi altri giochi, sia simulativi che di natura arcade, come Need For Speed: Shift, Grand Theft Auto: London 1969 (col nome di Myni), GT Legends, GRID: Autosport e tanti altri ancora. Avendo solcato altresì i palcoscenici internazionali del Rally, la Mini è presente anche in diversi giochi sul tema, alla stregua del bellissimo Colin McRae Rally 2.0. Nel simulatore di Kazunori Yamahuchi, la Mini classica non è stata in realtà trattata benissimo, essendo presente nella versione 1.3i del 1998 come modello "standard", ovvero uno di quelli ripescati dalla generazione PlayStation 2 con tutto ciò che comporta in termini grafici. La piccola Mini, acquistabile per 18.320 crediti e dotata di 62 cavalli di potenza, ha 318 punti prestazione ed è talmente semplice da guidare che è praticamente impossibile perderne il controllo. Il suo peso di 720 chilogrammi e la leggendaria tenuta di strada la rendono piuttosto divertente, anche perché si "imbarca" continuamente senza mai scomporsi. Peccato che di base sia decisamente troppo lenta. Il modello poligonale, pur derivando da un paio di generazioni addietro, non è così malvagio come quello di altre vetture standard, anche perché il design è piuttosto semplicistico; è tuttavia sufficiente osservare con più attenzione i fanali per accorgersi delle origini. Gli interni sono purtroppo di tipo semplificato (dimenticatevi quelli delle auto premium) mentre il rombo del motore è discreto, soprattutto con la visuale esterna e durante i replay. Com'era lecito aspettarsi, la situazione su Forza Motorsport 5 è del tutto analoga per quel che concerne il piacere di guida, ma siamo naturalmente su un altro pianeta dal punto di vista tecnico. La Mini classica presente è la Cooper S del 1965, una classe D(214) con motore da 1,3 Litri, 670 chilogrammi di peso ed acquistabile per 31.000 crediti nella concessionaria virtuale. Pur essendo lenta come un trattore (è un miracolo arrivare a 150 km/h) è comunque uno spasso da guidare e mantenere in derapata, con le sue quattro marce e la tradizionale guida a destra. Il modello poligonale, nonostante sia genuinamente spartano, è davvero stupendo, così come il sound del motore, particolarmente fedele all'originale. Le Mini classiche hanno prezzi estremamente variabili e potete trovarle a mille Euro come a 30 mila, a seconda dell'anno, della versione e dello stato in cui sono tenute dai proprietari.

L'esclusiva – Ferrari 599XX EVO

Cattivissima. Non esistono altri termini per descrivere la Ferrari 599XX Evo, evoluzione, appunto, della già estrema Ferrari 599XX, a sua volta derivata dall'elegante 599 GTB (Gran Turismo Berlinetta) Fiorano, prodotta dalla casa del Cavallino rampante dal 2007 al 2012, erede della 575M Maranello e sostituita dalla spettacolare F12berlinetta. Si tratta di una vettura ad uso esclusivo in pista (non è omologata per la strada) con un aspetto terrificante - nel senso buono del termine - un sound pazzesco e prestazioni da brividi.

La 599XX da cui deriva fu la prima vettura tradotta da un modello stradale a percorrere il mitico e lunghissimo Nurburgring in meno di 7 minuti, e le sue prestazioni rielaborate le permettono di effettuare lo 0-100 km/h in appena 2,55 secondi, grazie al motore V12 con 750 cavalli di potenza. Un vero e proprio missile. Sebbene ne esistano diversi esemplari da competizione, un modello unico fu messo all'asta da Ferrari per supportare gli aiuti in seguito al devastante terremoto che scosse l'Emilia Romagna nel maggio 2012. L'auto fu aggiudicata per oltre 1,4 milioni di Euro dal ricchissimo manager di Google Benjamin Sloss. L'esclusività della Ferrari 599XX Evo si traduce anche nel mondo videoludico, dato che l'unico simulatore in cui potete guidarla è l'italianissimo Assetto Corsa. "Quest'auto è brutale, cattiva. Diversamente da altre auto stradali convertite alle competizioni, la 599XX Evo è molto più simile ad un prototipo. Quando la si osserva e ascolta in azione, è difficile immaginare che sia derivata da un'auto stradale. E' unica nell'aspetto, nella dinamicità, nel suono". Con queste parole il fondatore di Kunos Simulazioni - Marco Massarutto - ne sottolineò con orgoglio l'introduzione della licenza nel gioco, un sentimento ben giustificato dato che si tratta di una delle vetture più entusiasmanti da guidare anche in ambiente virtuale. La Ferrari 599XX Evo ha una progressione pazzesca e, per quanto ben assettata e bilanciata, si guida perfettamente anche senza aiuti elettronici, naturalmente con tutto il riguardo necessario per una vettura con la coppia di una portaerei. Al di là dell'handling assuefacente, che spinge a girare semplicemente per migliorare i propri tempi, si viene coinvolti anche dal sound aggressivo del propulsore, laddove scalate e scoppiettii regalano una modularità ed una profondità incredibili: siamo probabilmente innanzi al miglior motore mai udito in una simulazione di guida. Eccezionale anche il modello poligonale, dove spiccano gli enormi Pirelli PZERO ed un enorme alettone posteriore, sul quale potreste stendere il bucato. Buoni gli interni in chiave racing, caratterizzati da strumentazione digitale minimalista e dalle strutture di rinforzo in bella vista.

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