Auto in gioco 6 43

Sesto appuntamento con la rubrica tutta dedicata ai motori virtuali

RUBRICA di Andrea Centini —   10/11/2014

Indice

Benvenuti al sesto appuntamento con Auto in gioco, la rubrica dedicata alle vetture presenti nei principali racing game simulativi disponibili sul mercato. Come sempre ricordiamo che i nostri prodotti di riferimento, attualmente, sono Gran Turismo 6, Forza Motorsport 5 e Assetto Corsa, rispettivamente per PlayStation 3, Xbox One e PC. Le auto scelte per questo numero sono la fascinosa coupé compatta Volkswagen Scirocco R, la cattivissima Mercedes-Benz AMG SLS, la storica Lotus Type 49 e uno dei classici italiani intramontabili, ovvero la Fiat Panda. Non ci resta che augurarvi buona lettura.

Quattro vetture, quattro idee di vetture differenti in Auto in Gioco 6

L'auto per ogni giorno – Volkswagen Scirocco R

Presentata all'inizio degli anni '70, spinta dalla grande rivoluzione in casa Volkswagen che, col cambio di trazione, posizione del motore e sistema di raffreddamento, avrebbe dato i natali alla celeberrima Golf, la Scirocco prima serie fu una coupé prodotta con le medesime basi meccaniche dell'iconica berlina, ottenendo un discreto successo - oltre 500 mila esemplari prodotti - sul mercato, nonostante l'accesissima concorrenza. Buona parte del merito fu per il design della vettura, affidato al nostro Giorgetto Giugiaro, che, impegnato anche sulle linee della Golf, si ispirò alle classiche coupé "fastback" dell'epoca, ovvero due volumi con posteriore spiovente e lunotto particolarmente inclinato sul portabagagli, una caratteristica per favorire i flussi aerodinamici e molto diffusa su modelli americani. La Scirocco prima serie rimase in produzione sino al 1981, quando la Volkswagen, in collaborazione con la Karmann - che aveva già prodotto le carrozzerie dell'auto originale - decise di progettarne una nuova serie totalmente ridisegnata, che tuttavia non ebbe il medesimo successo del primo (circa 340 mila vetture prodotte) e che nel 1988 fu sostituita dalla Corrado. Questa seconda serie è disponibile nella versione S del 1981 su Forza Motorsport 5, un modello da appena 12 mila crediti e incluso nella Classe D(253), da portare in officina virtuale per essere reso competitivo con le vetture di pari categoria. Nonostante il design piacevole, le vendite positive in Europa e i motori abbastanza parsimoniosi - gli stessi della Golf - la Scirocco non ebbe un grande successo in Italia, ove vetture concorrenti come l'Alfasud Sprint e la Lancia Beta Coupé fecero registrare dati ben superiori.

L'interessante coupé di Wolfsburg sparì per un ventennio esatto dal mercato mondiale, per tornare alla ribalta nel 2008 con la terza serie che è attualmente in commercio, l'oggetto della nostra analisi. Disegnata da Flavio Manzoni, la coupé compatta tedesca è caratterizzata da una linea decisamente affascinante, votata più all'eleganza che alla "cattiveria" pura, caratteristica che la rende appetibile ad una fascia più ampia di pubblico. Splendida nell'iconico colore bianco "Candy-WeiB"(quello più diffuso sulle strade), la Scirocco R equipaggia un 2,0 Litri da 256 Cavalli con 330 Nm di coppia massima, che le permette un interessante 0-100 km/h in poco meno di 6 secondi. In Gran Turismo 6 la coupé costa 51 mila crediti nel concessionario virtuale ed è caratterizzata da 435 Punti Prestazione (PP), che la collocano in una fascia piuttosto ricca di concorrenti. Curiosamente, giocando le gare singole, viene messa in competizione con auto più prestanti come la Honda NSX. La Scirocco R è fortunatamente una vettura "Premium" e presenta un modello poligonale davvero solido e fedele, sebbene soffra di un poco di aliasing attorno agli sportelli e a lunotto posteriore, mentre i danni estetici risultano ancor più impercettibili che su altre auto. Gli interni presentano il volante a destra e risultano un po' troppo plasticosi, inoltre c'è dell'aliasing attorno al navigatore/stereo e la corona del volante risulta squadrata nella parte superiore. In pista l'auto si comporta degnamente, sebbene abbia le sospensioni un po' troppo morbide e tenda ad imbarcarsi in uscita dalle curve, oltre a non essere particolarmente veloce o entusiasmante da guidare, anche per la pessima la resa del sound del motore che si perde totalmente nell'anonimato. Se la Scirocco R non dovesse bastarvi, in Gran Turismo 6 potete acquistare il modello racing "GT24" della sezione Motorsport di Volkswagen, con 477 PP e al considerevole costo di 420 mila crediti. Curiosamente è possibile comprare un modello gemello denominato "Base" e privo di livree. Su Forza Motorsport 5 la Scirocco R - anno 2011 - costa 49 mila crediti ed è inclusa nell'affollatissima Classe C(443), dove per essere resa competitiva necessita di qualche aggiustamento in officina. Tra le scelte più fascinose del campionato "Modern Hot Hatch", la vettura tedesca è caratterizzata da uno splendido modello poligonale, macchiato come in Gran Turismo 6 solo da un pizzico di aliasing attorno ai finestrini, oltre che sul vetro panoramico. Gli interni sono decisamente validi - sebbene poco sportivi come nella realtà - così come il sound del motore, vigoroso e fedele a quello reale. L'auto si guida con piacere con il volante e, curiosamente, il force feedback del Thrustmaster TX Ferrari 458 Italia Edition funziona meglio che su altre vetture del titolo Turn 10, rispondendo con maggior vigore e sensibilità. Facile da condurre, è una scelta estremamente saggia per i novizi e per sfidare altre hot hatch come la Renault Clio, la Vauxhall Astra, la Mini Cooper e l'Honda Integra Type R. Per portarsi a casa una nuova Scirocco 1.4 TSI da 122 cavalli ci vogliono poco più di 23 mila Euro, mentre per la R ne sono necessari circa 40 mila. L'usato parte da 9 mila Euro in su.

L'esotica – Mercedes-Benz AMG SLS

Prodotta dal 1954 al 1957, la Mercedes-Benz 300 SL "Ali di Gabbiano" è una delle auto storiche più famose e immediatamente riconoscibili al mondo, il cui successo, oltre che per la linea meravigliosa e le buone prestazioni, è ascrivibile soprattutto all'originale soluzione - legata in realtà a motivi tecnici - adottata per incernierare le porte, da cui deriva il nomignolo che l'ha resa celebre. Inclusa in numerosi prodotti videoludici, sia simulativi che arcade come il recente Forza Horizon 2, la vettura tedesca è rimasta senza un'erede per oltre 50 anni, ovvero sin quando Mercedes-Benz, coadiuvata dal preparatore ufficiale AMG, non ha deciso di presentare al mondo la spettacolare SLS, nel settembre 2009 al Salone dell'automobile di Francoforte. Figlia dei dissapori nati con McLaren per la spy story in Formula 1 (2007) e i risultati non convincenti della meravigliosa SLR, costruita proprio in collaborazione con la casa di Woking, la SLS è una Gran Turismo pura dove lusso e prestazioni da capogiro viaggiano a braccetto in ogni dettaglio: non è un caso che la vettura sia una delle preferite in assoluto del conduttore di Top Gear Jeremy Clarckson. Caratterizzata da un cofano lunghissimo e un abitacolo basso e avvolgente, la SLS è spinta da un poderoso 6,3 Litri (in realtà è un 6,2) da 571 Cavalli e 649 Nm di coppia massima, capace di spingerla a 320 chilometri orari di velocità massima e farla schizzare da 0 a 100 km/h in appena 3,8 secondi. Questo gioiello di pura tecnologia tedesca è entrato immediatamente nei sogni degli appassionati, facendosi largo anche nelle maggiori produzioni videoludiche di stampo simulativo - come i nostri tre titoli di riferimento - e negli arcade alla stregua degli ultimi Need For Speed o il gia citato Forza Horizon 2. Nel simulatore di Polyphony Digital, la SLS AMG costa 197 mila crediti ed è caratterizzata da 560 Punti Prestazioni, sufficienti - in questo caso specifico - per gareggiare nelle competizioni da 600 PP, una fascia particolarmente richiesta nella carriera di Gran Turismo 6.

Il modello poligonale Premium è semplicemente stupendo nell'iconico bianco "Designo Mysticweiss 2" - ma anche nel classico argento - macchiato solo da un pizzico di aliasing sul lunghissimo cofano e attorno al portabagagli. Gli interni, invece, sono un po' plasticosi, e come nel caso della Scirocco R la corona del volante risulta squadrata nella parte superiore; nel complesso, tuttavia, si difendono abbastanza bene anche grazie all'ampia visuale che concedono in pista. La vettura è entusiasmante da guidare, stabile e con una progressione pazzesca, sebbene i freni stock non siano all'altezza per gestire la potenza e l'esuberanza del 6,3 Litri. Con gli aiuti standard la SLS AMG ha poca tendenza a derapare rispetto ad altri modelli di pari categoria, e anche disabilitandoli risulta sempre accessibile e piacevole: peccato per il sound del motore, che ricorda sì l'originale ma pecca in vigore e modularità. La vettura è la scelta perfetta per competere nel "Tour Circuiti del Mondo" incluso nella patente Internazionale A, e dona il meglio di sé su tracciati veloci come il belga Spa-Francorchamps. Su Forza Motorsport 5 le caratteristiche tecnico-estetiche della SLS vengono ulteriormente magnificate, grazie a un modello poligonale perfetto e ricchissimo di dettagli, minato solo dall'immancabile aliasing, in questo caso attorno alle giunture delle varie componenti. La Gran Turismo tedesca, nella versione 2011, è inclusa in Classe A(640) e costa 270 mila crediti nel concessionario virtuale, cui ne vanno aggiunti altri per raggiungere il livello A700. Alla stregua di Gran Turismo 6, la vettura è velocissima e stabile, ma necessita di maggiore attenzione perché è decisamente più semplice perderne il controllo, soprattutto senza aiuti elettronici. Il sound del motore è vigoroso e nel complesso si tratta di una validissima scelta per affrontare il campionato Grand Touring Moderna. Come in GT6 risulta particolarmente entusiasmante nelle piste veloci, come la storica ed esclusiva Road America. La SLS AMG è stata recentemente aggiunta anche su Assetto Corsa, poco prima del rilascio dell'aggiornamento "Release Candidate", dove per qualche tempo è stata anche la protagonista della presentazione. Nel simulatore di guida italiano il modello poligonale è davvero stupendo, soprattutto quando ammirato nelle varie sequenze dello showroom, sebbene abbia qualche dettaglio in meno rispetto a quello di Forza Motorsport 5 (basta osservare attentamente i fanali per accorgersene) e alcune ombre - come quelle sotto gli specchietti - vibrino un po' troppo. Ciò nonostante, negli interni, come da tradizione, la resa è decisamente più realistica e coinvolgente nel titolo Kunos Simulazioni, ove le ombre, i tessuti e i vari materiali - al massimo del dettaglio - risultano decisamente più solidi. Volante alla mano è una vettura semplicemente spettacolare, elegante e non troppo complessa da condurre al limite, grazie a una precisione e stabilità invidiabili da molti altri gioielli di analoga categoria e blasone superiore. Velocissima e divertentissima da far derapare entrando in curva, la SLS AMG su Assetto Corsa è caratterizza da un sound del motore magnifico, grazie alla modularità nei cambi di marcia e ai bassi regimi poderosi, con continui borbottii ben riprodotti. Se siete abbastanza facoltosi da potervi permettere un'auto del genere, sappiate che sono necessari ben oltre 200 mila Euro per il nuovo (addirittura 430 mila per la versione denominata Electric Drive), mentre l'usato parte da 100 mila Euro tondi tondi.

L'iconica – Lotus Type 49

Nel corso dei decenni la Formula Uno è stata spesso stravolta dai nuovi regolamenti tecnici, in particolare sotto il profilo della sicurezza, ove le innovazioni, purtroppo, sono state talvolta catalizzate da tragici eventi. Sebbene non avvengano lutti dal terribile weekend di Imola del 1994, quando persero la vita Roland Ratzenberger e Ayrton Senna, ancora oggi c'è moltissimo da fare, soprattutto a bordo pista, anche in virtù del terribile incidente che ha coinvolto lo sfortunatissimo pilota della Marussia Jules Bianchi a Suzuka, tuttora in lotta per la vita in un ospedale giapponese. La Formula Uno, così come tutte le competizioni motoristiche, resterà sempre uno sport pericoloso, tuttavia c'è stata un'epoca in cui i piloti, veri gladiatori, rischiavano seriamente la vita ad ogni gara, a causa dei sistemi di sicurezza praticamente inesistenti che provocarono la morte di decine e decine di atleti. Alcuni preferivano addirittura non indossare le cinture di sicurezza, per poter "saltar fuori" dall'abitacolo in caso di incendio, con tutte le conseguenze che potete immaginare. Figlia di questi tempi ormai lontani, la Lotus Type 49 è una vettura simbolo della fine degli anni '60, non solo per le vittorie conseguite dal team britannico (12 Gran Premi, un Campionato del Mondo piloti e uno costruttori), ma anche per le innovazioni tecnologiche introdotte che da lì in avanti avrebbero per sempre cambiato la Formula Uno. Pilotata da Jim Clarck nel Campionato del Mondo del 1967, la vettura progettata da Colin Chapman vinse al debutto sul circuito olandese di Zandvoort, ottenendo altre vittorie nel corso della competizione ma anche diverse sconfitte a causa dell'affidabilità del motore, l'iconico Ford Cosworth DFV che aveva un ruolo centrale anche nella struttura portante dell'intera monoposto.

In seguito alle opportune modifiche, la Type 49 si impose nel Campionato del Mondo 1968 pilotata da Graham Hill, divenuto primo pilota dopo la morte di Jim Clark in una gara di Formula 2 sul circuito di Hockeneim. La vettura, caratterizzata da una linea inconfondibile, entrò nella storia dell'automobilismo e ancora oggi è impressa nella mente di moltissimi appassionati, tanto da essere riprodotta in numerose simulazioni come iRacing, Grand Prix Legends e TOCA Race Driver 3, oltre che su Forza Motorsport 5, Assetto Corsa e sul venturo Project Cars. Caratterizzata da un peso di circa mezzo quintale e da una velocità massima superiore ai 300 chilometri orari - guidarla di persona doveva essere pazzesco - nel simulatore dei Turn 10 è acquistabile per un milione di crediti ed è inclusa nella Classe S(710), necessitando del consueto passaggio in officina per essere resa competitiva. Il modello poligonale è superbo, laddove è soprattutto il celeberrimo V8 Ford a stupire per numero e cura dei dettagli, esposti in bella vista dall'ambizioso progetto di Colin Chapman. L'auto, nell'iconico British green con strisce gialle, è probabilmente uno dei modelli poligonali più incredibili e riusciti all'interno di in un videogioco. La fama di essere nervosa e instabile, a causa delle brusche impennate di potenza del motore - come sottolineava Graham Hill - è replicata piuttosto bene in Forza Motorsport 5, necessitando di tantissima pratica e pazienza per essere domata con soddisfazione. L'inspiegabile leggerezza del force feedback sul volante complica ulteriormente le cose, rendendola un mezzo consigliabile solamente ai più esperti della serie. Buonissima anche la resa del motore, ove sono udibili diverse sfumature caratteristiche del V8 Ford. Su Assetto Corsa la Lotus Type 49 ricopre un posto del tutto speciale, poiché, come ci confidò di persona in un'intervista, si tratta della vettura preferita in assoluto dal cofondatore di Kunos Simulazioni Marco Massarutto. Il modello poligonale dell'auto, caratterizzata da un incredibile rapporto peso-potenza di 1,40 Kg/CV, è davvero eccezionale, sebbene abbia qualche dettaglio in meno rispetto a quello di Forza Motorsport 5. In pista riesce a regalare emozioni semplicemente uniche, grazie al force feedback vigoroso e alle continue vibrazioni restituite sul volante - magari sul circuito di Monza 1966 - che esaltano il suo iconico nervosismo ma che spingono anche a migliorarsi giro dopo giro. Essendo velocissima ci vuole un istante per bloccare le ruote e finire fuori pista, eppure osservare il lavorio delle sospensioni, i continui spostamenti di peso e l'azione del motore riesce a "stregare" il giocatore. Per padroneggiarla al limite sono necessarie innumerevoli ore di pratica, ma ne vale sicuramente la pena perché si tratta di una delle vetture più emozionanti disponibili in una simulazione, esaltata dalle dinamiche di guida superbe di Assetto Corsa. Va ammirata anche durante i replay, sia per la linea aggressiva - esaltata dalle enormi ruote posteriori - che per le animazioni del pilota, curate e verosimili. Il sound del motore, purtroppo, non è uno dei più accattivanti in Assetto Corsa, tuttavia riesce a restituire il feeling originale grazie alle nuove dinamiche introdotte con l'aggiornamento della Release Candidate. Trattandosi di un'icona della Formula Uno questa Lotus meriterebbe di stare solo in un museo, eppure alcuni rarissimi esemplari sono finiti all'asta, come la Type 49B venduta il 27 giugno di quest'anno per 850 mila Euro, durante le celebrazioni del Goodwood Festival in Inghilterra.

L'esclusiva – Fiat Panda

Giunta alla terza serie nel 2012 col lancio dell'ultimo modello - realizzato nello stabilimento di Pomigliano d'Arco (Napoli) - la Fiat Panda rappresenta una vera e propria icona della cultura italiana, e per chi ha superato la trentina, le sue linee non possono che essere associate a quelle della prima squadratissima serie del 1980, prodotta a Termoli e disegnata dal celebre designer Giorgetto Giugiaro. Non è un caso che l'abbia definita la sua "creazione più riuscita": del resto si tratta di un modello venduto in milioni di esemplari e che ancora oggi occupa un posto speciale nel cuore di chi l'ha posseduta, soprattutto per l'iconica robustezza del motore e la guida sbarazzina, ma anche per le doti 4x4 della versione dedicata. Curiosamente, il conduttore di Top Gear James May si è fatto vedere più di qualche volta al volante di una Panda seconda serie. Trattandosi di un'utilitaria oltremodo spartana, la vecchia Panda non ha avuto alcun successo all'interno delle produzioni videoludiche, eppure Kazunori Yamauchi - noto per la sua grandissima passione a tutto tondo per l'universo delle quattro ruote - ne ha saputo cogliere l'essenza, traducendola nel suo simulatore di guida nella versione Super i.e. del 1990.

Caratterizzata dal celebre motore Fire da 1,0 di cilindrata (999 cc per l'esattezza) e soli 45 cavalli, la piccola vettura torinese costa soli 14.600 crediti virtuali e ha 277 Punti Prestazione, entrando a far parte del gruppone di vetture "scarsamente dotate" presenti in Gran Turismo 6. Pur trattandosi di un modello Standard, ovvero pescato a piene mani dalla generazione PlayStation 2, risulta indubbiamente uno dei migliori modelli poligonali di questo specifico - quanto discusso - gruppo, considerando le linee squadrate e la ricercatezza stilistica davvero povera. La Fiat Panda, magari nel suo iconico Rosso Corsa, è talmente lenta che è possibile percorrere il tortuoso circuito di Montecarlo senza premere mai il pedale del freno, ma lasciando opportunamente quello dell'acceleratore prima delle entrate in curva. Si guida facilmente senza alcun aiuto elettronico attivato ed è praticamente inchiodata all'asfalto, rendendosi il mezzo ideale per chi è alle prime armi col simulatore di guida giapponese e con i racing game in generale. Purtroppo non vi sono gare della carriera ove poterla utilizzare nel suo status originale, e va dunque profondamente modificata in officina per competere nelle competizioni di base della carriera. Verosimilmente verrà snobbata dalla stragrande maggioranza dei giocatori, tuttavia non abbiamo alcun dubbio sul fatto che i più "attempati" l'abbiano presa, sotto l'effetto nostalgia, solo per farci qualche giro e vedere come si comporta. Con circa 10 mila Euro è possibile portarsi nel garage il nuovo apprezzato modello nella versione 1,2 pop, ma per chi volesse quello "storico" ne sono sufficienti mille e anche meno.

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