Un nuovo typo di puzzle

Alla GamesCom abbiamo provato questo curioso platform/puzzle

PROVATO di Fabio Palmisano   —   08/08/2015
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Presentato in occasione dell'E3, Typoman è il titolo di debutto della software house tedesca Brainseed Factory, che ha scelto di giocare in casa per presentare una demo giocabile del proprio prodotto, messo in evidenza all'interno dell'angolo dedicato ai titoli eShop dello stand Nintendo. Non ci siamo fatti sfuggire l'occasione di metterci le mani sopra, e di seguito vi riportiamo le nostre impressioni dopo una sessione di gioco di circa quindici minuti.

Typoman sembra un titolo molto originale e intelligente, ma saprà confermarsi sul lungo periodo?

Le parole sono importanti

Pur presentandosi con uno stile grafico che di primo acchito ricorda indubbiamente Limbo, con scenari e personaggi bidimensionali caratterizzati esclusivamente da colori scuri, Typoman non ci mette molto a prendere le distanze dal titolo Playdead, mettendo in scena un gameplay che di fatto è una curiosa commistione di elementi platform e rompicapo basati sulla composizione di parole di senso compiuto. Il protagonista è un bizzarro personaggio fatto interamente di lettere (con una O al posto della testa, una E a rappresentare il torace e così via) che è dotato solamente della facoltà di muoversi a destra e sinistra, saltare per superare gli ostacoli e spingere, tirare o raccogliere i simboli che trova sul proprio percorso.

Un nuovo typo di puzzle
Un nuovo typo di puzzle

Gli elementi con i quali abbiamo potuto interagire lungo il proprio percorso erano tutti rappresentati da parole che ne indicano la loro funzione: ecco dunque che una trappola veniva resa graficamente come una scritta "trap" che si chiudeva a tenaglia quando ci si avvicinava, mentre una pressa che sbatteva ritmicamente contro il suolo non era altro che una piattaforma identificata dalla parola "crush". In entrambi i casi, la soluzione per superare questi trabocchetti stava tutta nell'utilizzo delle lettere: dapprima abbiamo dovuto recuperare una S e avvicinarla alla trappola di cui sopra per fare in modo che si trasformasse in una cinghia (per l'appunto "strap" in inglese) e in seguito ci siamo ritrovati a comporre la parola "slow" per fare in modo che la pressa si muovesse più lentamente consentendoci di passare. Si tratta dei primi due esempi che abbiamo incontrato lungo il percorso immediatamente dopo il breve tutorial, ma sono comunque rappresentativi delle intenzioni di Brainseed Factory con il proprio prodotto: un progetto sicuramente ambizioso, perché elaborare una serie di puzzle basati sulle lettere che abbiano un senso e che soprattutto riescano a stimolare l'utente per tutta la durata dell'avventura non è certo impresa semplice. Soprattutto se, come ci ha rivelato lo sviluppatore che ci ha fatto da guida durante la sessione di gioco, molti enigmi potranno essere risolti da una varietà di soluzioni. Inutile dire dunque che Typoman ci è sembrato un titolo davvero particolare, sicuramente originalissimo e che potrebbe rivelarsi persino sorprendente se dovesse mantenere le ottime promesse che sono emerse da questa demo. Rimane qualche perplessità solo su un sistema di controllo inutilmente macchinoso nelle pur scarsissime funzioni alle quali è delegato, ma ci sembra doveroso anche avvisare tutti coloro che fossero potenzialmente interessati al gioco ma non masticassero molto bene l'inglese: il prodotto, per ovvi motivi, non verrà localizzato in altri idiomi, quindi verosimilmente sarà necessario possedere una conoscenza piuttosto buona della lingua d'Albione per potere comprendere i puzzle più complessi.

CERTEZZE

  • Concept davvero originale
  • I puzzle sembrano ben costruiti
  • Atmosfera molto particolare

DUBBI

  • Il sistema di controllo è inutilmente macchinoso
  • Improponibile per chi non sa l'inglese
  • Da valutare sulla lunga distanza