The Evil Within 2 ci riporta nella mente di Shinji Mikami  35

Dopo una lunga attesa e qualche indiscrezione, il survival horror giapponese si è finalmente fatto vedere durante la conferenza Bethesda

ANTEPRIMA di Umberto Moioli   —   12/06/2017

Shinji Mikami, il papà di Resident Evil, è uno che sa farsi attendere: il progetto creato con Bethesda, The Evil Within, non ha avuto una gestione semplicissima e all'uscita, pur con alcune idee interessanti e un gameplay gradevole, non è riuscito a sfondare come sperato; il ritorno della serie con il secondo capitolo, dato fin da subito per scontato, è quindi stato a sua volta più lungo del previsto e abbiamo dovuto pazientare fino alla recente conferenza di Bethesda per vederlo in azione attraverso un primo, interessante trailer. Avremmo preferito una demo vera e propria, qualcosa in grado di dirci fino in fondo quello che sarà lecito aspettarsi il prossimo 13 ottobre, ma per ora sembra che ci si debba accontentare... la buona notizia è che le atmosfere malate dell'originale sono inalterate, così come la violenza viscerale e la voglia di lasciare l'utente in un limbo, sospeso tra realtà e incubo.

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Dilemmi e provocazioni

Quanti giochi tra quelli che avete giocato includono una scena con una bambina arsa viva? Nel trailer di The Evil Within 2 c'è anche questo. Il rischio è che, un po' come anche il primo capitolo, si perda in dettagli horror di grande impatto che faranno la gioia degli appassionati, lasciando meno soddisfatti sul fronte del gameplay. Facciamo un passo indietro: Sebastian Castellanos torna protagonista, impegnato a esplorare la città di Union. Piccola particolarità riguardo al centro abitato: è una costruzione mentale della figlia del nostro prode detective, Lily, che dovremo cercare di salvare in un costante cambio di piani tra questa dimensione oscura e quella reale, non meno inquietante nell'opera di Mikami. Una premessa densa di misteri, a partire dalle sorti di Lily che avevamo dato per morta. Da quel poco che sappiamo il ritorno di Juli Kidman, con la quale avremo a che fare nostro malgrado, sarà lo spunto per introdurre il "comunicatore", strumento che darà modo di parlarle ma anche di avere la meglio sulle molteplici sfide che si nascondono negli angoli bui della fatiscente Union. L'idea, almeno stando alle intenzioni del team di sviluppo, è quella di creare un prodotto che abbandoni in parte la linearità del primo episodio, in favore di un approccio che di tanto in tanto lascia spazio all'esplorazione e al completamento di missioni secondarie.

Non sappiamo di preciso come avverrà questa alternanza, supponiamo attraverso un hub centrale da cui poi accedere alle missioni e alle aree più lineari che da sempre contraddistinguono il design di Mikami e soci, però potrebbe essere una gradita ventata d'aria fresca. Quello che si intuisce dal trailer è come ancora una volta ci sia la volontà di legare la parte "survival" alla scarsità di proiettili e a meccaniche sparatutto dove ogni errore rischia di essere l'ultimo. Quando il primo The Evil Within arrivò nei negozi era il periodo in cui Resident Evil cercava la strada dell'azione a tutti i costi e il progetto di Bethesda sembrava un'intelligente e necessario ritorno alle origini, siamo curiosi di capire come si porrà oggi nell'era post Resident Evil 7. Dal poco visto di sostanza sembra essercene, dal gameplay che pesca a piene mani dal lascito di Resident Evil 4 fino alle atmosfere malate ben sottolineate da una interessante cover di Ordinary World dei Duran Duran, ma siamo davvero molto curiosi di metterci le mani sopra, opportunità che non siamo certi avremo nel corso della fiera. Anche tecnicamente vogliamo vedere di persona come si comporta l'id Tech 5, utilizzato nell'originale senza però ottenere risultati memorabili. Dagli screenshot sembra un salto in avanti importante. Per fortuna l'uscita è prevista in autunno, non dovremo attendere molto per avere le risposte che cerchiamo.

The Evil Within 2 sembra essere una bestia molto simile al titolo che l'ha preceduto: tanto Resident Evil 4 ma in un contesto ancora più violento e capace di toccare anche delle corde psicologiche, oltre che quelle puramente splatter. Non ne sappiamo moltissimo ma la promessa di un'esperienza più aperta, di una grafica migliore e magari la volontà di non ripetere certe ingenuità ce lo fanno attendere con una certa trepidazione.

CERTEZZE

  • Malato fino al midollo, proprio come ci piace
  • La direzione più aperta e ariosa del design potrebbe essere una bella novità
  • Tecnicamente sembrano esserci dei passi in avanti

DUBBI

  • Deve dimostrare di aver superato alcune ingenuità del primo capitolo
  • Si è visto davvero poco