Underground Vol. 28  15

Torna Underground, la rubrica felice di non essere stata denunciata al Moige dopo ventotto uscite.

RUBRICA di Simone Tagliaferri   e Andrea Rubbini   —   10/02/2010

Zombi. Zombi ovunque. Nelle strade, nelle piazze, nei centri commerciali, nei server di Modern Warfare 2 (sì, magari, niente server per MW2... nd Umbo). Prima li temevamo perché li vedevamo come il simbolo della società dei consumi che trasforma gli individui in macchine di carne che seguono compulsivamente i propri istinti. Il corpo ridotto a mero vettore di una delle sue funzioni primarie. Un certo tipo di capitalismo andava affermandosi e l'arte metteva in guardia sui pericoli che portava con se. Ma l'assuefazione vince sempre. Ora non li temiamo più, hanno vinto loro. Sono diventati figure familiari, amiche. Si prestano a mutazioni continue per non cambiare mai, ti accompagnano nelle peregrinazioni quotidiane verso il posto di lavoro, li vedi tutti i giorni a scuola o accendendo la televisione, li incontri al ristorante, al mare e spesso nemmeno ti accorgi della loro presenza tanto sono integrati nel tessuto sociale. Sono grandi utilizzatori finali di tecnologia e sicuramente compreranno l'iPad che affiancheranno all'iPod. Qualche volta gli offri anche il caffè e non ti senti intimorito dalla loro presenza, non provi repulsione e il tuo corpo non accenna al minimo desiderio di darsi alla fuga quando viene sfiorato dalle loro mani ben curate. Niente panico. Ormai non hanno più la bocca impastata di carne e sangue. Hanno capito che possono continuare a mangiare cervelli anche con un sorriso smagliante e la pelle vellutata. Hanno studiato le nostre lingue e le parlano addirittura meglio di noi. La contaminazione è stata reciproca. Loro hanno capito che dovevano conoscerci per mangiarci meglio, noi abbiamo scoperto che in fondo la loro non vita non è poi così male: niente impegni seri, svago a basso costo basato sulla fruizione emozionale di qualsiasi cosa, divertimento continuo nei limiti della nuova natura e nessuna necessità di usare il cervello. L'unico problema è il dover continuamente cercare di mantenersi a livelli bassissimi, perché la minima elevazione comporta la trasformazione in bersagli mobili. In fondo in una società di zombi un cervello funzionante fa gola a molti. La paura non è tanto quella del cambiamento, quanto che siano gli altri ad assaggiare per primi della materia grigia ancora viva. Ci sono talmente tanti zombi in giro che i videogiochi e il cinema non fanno altro che celebrarli, proponendone continue varianti. Il Natale appena passato è stato pieno di zombi, sia sulla scena tripla A, sia su quella indie. Che vadano investiti con delle auto o che li si uccida a colpi di palle da bowling, gli zombi non demordono mai. Il problema è che sono diventati simpatici. Troppo simpatici. Sono al potere, qualsiasi cosa questo significhi.

di Simone Tagliaferri

Considerata la particolare natura di questa rubrica il voto assume un significato diverso rispetto a quello tradizionale: ogni mese saranno infatti proposti titoli considerati di per sé più che meritevoli. Per questo motivo il punteggio da 1 a 5 non rappresenta una scala di valore che parte dalla mediocrità più assoluta per giungere all'eccellenza, perché ogni gioco trattato si pone già una spanna sopra la media. Si tratta invece di rendere conto di quel valore aggiunto che gli sviluppatori sono riusciti a infondere nella loro opera e fornisce al lettore uno strumento aggiuntivo per approfondire la valutazione. Per tutti i numeri precedenti della rubrica, seguite questo link.

Sviluppatore: Exor Studios
Tipo di distribuzione: Digital dowload
Sito di riferimento: Sito ufficiale
Download: Link
Da sapere per giocare al meglio: niente di rilevante da segnalare.

Zombie Driver

Gli zombi hanno invaso le città di tutto il mondo. La razza umana non sta a guardare (però qualche video da mettere su YouTube lo gira) ma, invece di mandargli contro un esercito di veline o aspiranti tali, che non hanno niente da temere dai non morti perché non hanno un cervello da farsi mangiare, poggia le sue speranze su dei tizi che a bordo di veicoli improbabili, modificati appositamente per il campo di battaglia, come ambulanze o limousine, devono andare in cerca dei sopravvissuti massacrando i massacrati rendendoli parte del magico mondo del manto stradale.
Zombie Driver è un gioco che appassiona nei primi livelli ma che stanca presto per alcuni grossi difetti nel design delle missioni avanzate. Le meccaniche di gioco sono molto semplici: scelta un'auto e scelto l'armamento iniziale (sulla carrozzeria è possibile montare mitragliatori, turbo, lanciafiamme, lanciamissili e così via)

Underground Vol. 28
Gli zombi attaccano sempre in branco

, bisogna andare in cerca dei sopravvissuti, ripulire i dintorni degli edifici messi sotto assedio dai non morti, prenderli a bordo e riportarli alla base. Le auto selezionabili si differenziano tra loro per alcune caratteristiche essenziali, ovvero la resistenza ai colpi, la capienza dei posti, la potenza degli strumenti montati per speronare i nemici e la quantità di slot di miglioramento di ognuna delle caratteristiche elencate. Anche le armi possono essere migliorate, a patto da avere le somme richieste (generalmente ingenti). Gli avversari sono diversi e hanno livelli di potenza differente, con le missioni avanzate che mettono a confronto con vere e proprie muraglie di carne. Solitamente attaccano in gruppi piuttosto ampi. Il metodo migliore per eliminarli è quello di investirli alla massima velocità, facendo attenzione a non rallentare troppo per non esporsi ai colpi di ritorno. In giro per le strade decadenti che ci si trova a percorrere si trovano munizioni, soldi e kit di riparazione del veicolo.
Come già detto, Zombie Driver è inizialmente molto divertente, ma l'entusiasmo scema presto con l'arrivare delle missioni che danno tempi brevissimi per salvare i sopravvissuti e che richiedono di fare avanti e indietro verso la base perché la capienza dei posti del veicolo non basta a salvare tutti. Probabilmente si tratta di un accorgimento pensato per alzare la sfida, ma alla lunga risulta soltanto un modo per ammorbare il giocatore, anche vista la ripetitività delle azioni da svolgere. Peccato, perché per il resto si tratta di un buonissimo titolo che merita sicuramente un'occhiata.

Underground Vol. 28

Sviluppatore: Mumbo Jumbo
Tipo di distribuzione: Digital download
Sito di riferimento: Pagina ufficiale
Download: Link
Da sapere per giocare al meglio: niente di rilevante da segnalare.

Zombie Bowl-O-Rama

Gli zombi sono i compagni di gioco ideale delle middle class occidentale. Come il titolo fa ben intuire, in Zombie Bowl-O-Rama i succhia cervello hanno deciso di invadere delle piste da bowling. Al giocatore spetta il compito di ripulirle a suon di strike e cercando di fare più punti dell'avversario non morto. Nonostante lo sport sia quello che Fred Flinstones ci ha insegnato ad amare, le partite presentano numerose varianti rispetto a quelle tradizionali. In primo luogo i birilli sono stati sostituiti dagli zombi che, oltre a starsene fermi a farsi sbocciare, avanzano a ogni tiro creando impedimenti per la palla. In secondo luogo sulle piste appaiono continuamente dei bonus, sia difensivi che offensivi, che servono per dare un po' di varietà alle partite.

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Gli zombi sono sempre felici di farsi prendere in giro

In cosa consitono? Beh, all'inizio di ogni turno è possibile usare un bonus offensivo per creare degli impedimenti all'avversario. L'avversario può rispondere usando un bonus difensivo, oppure può tirare cercando di sopperire alla sovvenuta difficoltà con la sua abilità. Per raccogliere i bonus bisogna farci passare sopra la palla. Questi hanno effetti molto diversi tra loro. Ad esempio possono stringere o allargare la pista, congelare gli zombi rendendoli più difficili da abbattere, trasformare la palla in una sfera di fuoco esplosiva, far apparire una pistola spara tappi sullo schermo al posto della palla, e così via.
Nonostante sia un divertissement piacevole, Zombie Bowl-O-Rama pecca per la mancanza di modalità di gioco, soprattutto online, che possano farlo durare più del tempo di un panino mangiato in una pausa dal lavoro. Probabilmente è pensato proprio per questo, ma solo quattro stage lo rendono veramente corto. Anche tra i casual game ce ne sono che durano molto di più a un prezzo identico o inferiore. Per il resto si tratta di un titolo discreto che si lascia giocare e che riesce a strappare anche qualche sorriso grazie alle belle animazioni degli zombi che muoiono nei modi più diversi.

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Sviluppatore:Molleindustria
Tipo di distribuzione:Freeware
Sito di riferimento: Link
Browser game:: Link
Da sapere per giocare al meglio:Niente di rilevante da segnalare.

Every day the same dream

Alzati. Spegni la sveglia. Vestiti. Saluta tua moglie. Guida nel traffico. Sopporta il capo. Siedi al tuo posto. E domani non è un altro giorno: è lo stesso giorno. A meno che tu non voglia diventare una persona nuova. È questa la bolla ossessiva nella quale vive il protagonista di Every day the same dream, un'altra perla di Molleindustria.

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Tutti i giorni lo stesso sogno

Di questi stilosi e arguti sviluppatori italiani abbiamo già parlato agli albori della rubrica, e trattare un altro loro titolo è un piacere. Il gioco in questione è stato sviluppato in una settimana, per il contest Experimental Gameplay's art game theme. L'art direction è di alto livello e la musica in particolare comunica perfettamente l'umore del gioco.
Tutto quello che dovete fare è cambiare vita. Ci sono profezie svelate in ascensore e senza tetto che vi mostrano quale sarà il vostro fato, il tutto tra le sbarre di quella routine senza scampo tipica del nostro tempo, della quale hanno parlato Bianciardi e Buzzati. Per godere fino in fondo dell'esperienza di gioco non ci vorranno molte ore, meno di venti minuti, ma al termine vorrete condividere con qualcun altro quello che avete provato. Every day the same dream è uno di quei giochi che aprono nuovi spiragli sul futuro del mezzo. Su quello che può farci provare quando dall'altra parte c'è qualcuno con un messaggio chiaro che vuole comunicare liberamente. Gli esempi aumentano; speriamo solo di poter giocare presto a un videogioco di questo genere che duri più di un soffio. Qual è il sogno ricorrente del protagonista? Provate a cambiare vita e lo saprete.

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Sviluppatore:Tom Vencel
Tipo di distribuzione:Freeware
Sito di riferimento: Link
Browser game:: Link
Da sapere per giocare al meglio:Niente di rilevante da segnalare.

ClickPLAY 2

Se c'è una cosa per la quale i giochi indipendenti possono diventare un riferimento anche per chi non si interessa di videogiochi, sono la direzione artistica e l'uso della musica. Raramente si vedono finezze del genere nel mercato di massa (detto senza altezzosità).

Underground Vol. 28
Clicca che ti passa

ClickPLAY 2 è un ottimo esempio di quanto appena detto. Nonostante i venticinque livelli da superare, è un puzzle game piuttosto semplice da completare, ma molto intrigante. Come dicevamo, la colonna sonora e l'artwork sono di prim'ordine, e contribuiscono non poco alla riuscita del tutto. Dunque: mentre occhi e orecchie gioiscono, voi che fate? Semplice, cliccate in cerca della freccia del tasto Play per proseguire alla schermata successiva.
Il primo enigma è facile: basta trascinare verso il basso la luna, ma via via le cose si fanno più complicate, soprattutto durante i brevi interludi arcade, un po' difficili per via della velocità di esecuzione richiesta. La varietà di situazioni è uno degli assi nella manica del gioco: ci sono piccole scenette buffe e cruente allo stesso tempo, mini macchine da pilotare lungo un percorso, e puzzle più canonici e cervellotici. Se poi siete così bravi da finirlo di corsa, considerate che per ottenere punteggi decenti dovete riuscire a completare ogni schermata nel minor numero possibile di click. Buon RE-PLAY quindi.

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Sviluppatore:Nekogames
Tipo di distribuzione:Freeware
Sito di riferimento: Link
Browser game:: Link
Da sapere per giocare al meglio:Niente di rilevante da segnalare.

Hoshi Saga Ringo

Un altro puzzle della serie Hoshi. Nuovi livelli realizzati in flash, senza musica né fronzoli. Non per sciatteria, ma per una semplice scelta stilistica, che in questo caso funziona alla perfezione. La prima schermata del gioco presenta la selezione dei livelli, a partire dai più semplici, indicati con una mezza stella, fino ad arrivare ai più ostici, quelli con più stelle complete a indicarne l'elevata difficoltà.

Underground Vol. 28
Astrattismo senza limitismo

Che poi così elevata non lo è mai. Dopo ClickPLAY 2, Hoshi Saga Ringo può apparire un po' ridondante questo mese, ma sono due cose diverse. Anzi, sono lo stesso genere di gioco approcciato con spirito diverso. È confortante sapere che ci si può esprimere sullo stesso tema senza ripetersi. Nel caso specifico di Hoshi, dovete trovare una stella nascosta in ogni schermata.
L'approccio è meno scanzonato e scoppiettante rispetto a quello del gioco di Tom Vencel. In Hoshi Saga Ringo c'è una certa calma piatta, uno zen rarefatto. E questa semplicità finisce per essere anche mesmerizzante, come se una volta trovata la stella dovessimo arrivare a chissà quale conclusione in seguito a una riflessione inconscia. Potrebbe essere un nuovo esercizio di meditazione. Una prova per distendere i nervi prima di un esame o di un colloquio. Hoshi Saga Ringo come punto di fuga della tensione. Stiamo esagerando? Senza dubbio, ma se vi avessimo detto: questo è un puzzle game dove si deve trovare una stella nascosta in ogni schermata, vi sarebbe mai venuta voglia di provarlo? Probabilmente no, e vi sareste persi un bel gioco.

Underground Vol. 28