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"Facciamo finta che The Elder Scrolls 6 non sia mai stato annunciato", dice Todd Howard

Todd Howard spiega qualcosa sul modo in cui The Elder Scrolls 6 è stato annunciato e sul perché l'annuncio è stato fatto nonostante il progetto fosse ancora così lontano.

NOTIZIA di Giorgio Melani   —   17/03/2026
Un'immagine dal teaser di The Elder Scrolls 6
The Elder Scrolls VI
The Elder Scrolls VI
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Todd Howard, il capo di Bethesda Game Studios, sembra pentirsi del modo in cui The Elder Scrolls 6 è stato annunciato, tanto da chiedere a tutti, scherzando, di fare finta che non sia mai successo e che non esista.

È chiaro che l'annuncio del gioco, risalente ormai a otto anni fa essendo stato effettuato nel corso dell'E3 2018, venne fatto forzando nettamente i tempi, quando ancora il progetto era lontanissimo dall'essere avviato veramente all'interno del team.

In una nuova intervista pubblicata da IGN, Howard ha spiegato un po' la situazione che ha portato Bethesda ad annunciare The Elder Scrolls 6 con una tempistica evidentemente sballata, ma a quanto pare necessaria per la condizione in cui si trovava la compagnia.

Una forzatura necessaria per Bethesda

Bisogna ricordare, peraltro, che all'epoca ZeniMax era ancora indipendente e la sua situazione economica era sicuramente più incerta di quella in cui si è ritrovata dopo l'acquisizione da parte di Microsoft, avvenuta solo tre anni dopo, dunque l'annuncio di The Elder Scrolls 6 aveva anche un senso nella promozione di Bethesda.

L'annuncio di un gioco del genere, così atteso e in grado di spostare l'attenzione di un ampio pubblico, aveva anche lo scopo di rassicurare sui progetti in corso presso lo studio, che in quel periodo aveva appena lanciato qualcosa di completamente nuovo e aveva annunciato anche un altro titolo inedito.

Era stato da poco lanciato Fallout 76, ovvero un titolo completamente diverso dalle solite produzioni Bethesda e dagli altri capitoli della stessa serie, peraltro con molte incognite all'avvio.

Allo stesso modo, era stato appena annunciato Starfield, altro titolo che non comportava grandi certezze essendo una proprietà intellettuale inedita e in un ambito diverso dagli altri giochi creati da Bethesda in precedenza.

The Elder Scrolls 6 ha imparato qualcosa da Starfield, spiega Todd Howard The Elder Scrolls 6 ha imparato qualcosa da Starfield, spiega Todd Howard

L'annuncio di The Elder Scrolls 6 aveva insomma lo scopo di portare equilibrio e stabilità alla compagnia di fronte al pubblico. Tutto questo ha spinto a un annuncio molto anticipato, che a quanto pare "non è nelle preferenze" di Todd Howard.

"Quando hai intenzione di fare qualcosa di nuovo, tutti ti chiedono: E The Elder Scrolls 6?! E un gioco per giocatore singolo?! Abbiamo fatto così, ma non è quello che preferisco", ha dichiarato Howard a IGN.

Ha poi aggiunto scherzando: "Facciamo finta di non averlo annunciato. Non esiste. Nessuno ne avete mai sentito parlare". Il capo di Bethesda ha riferito di essere solitamente molto cauto nell'annunciare i giochi, preferendo farlo quando questi sono già in uno stato quantomeno giocabile, in modo da riferire informazioni più chiare e pratiche.

In effetti, in precedenza Fallout 4 era stato annunciato nel giugno del 2015 e venne lanciato cinque mesi dopo, nel novembre dello stesso anno. Qualcosa del genere accadde anche con The Elder Scrolls V: Skyrim, annunciato nel dicembre del 2010 e lanciato meno di un anno dopo.

La situazione ha però iniziato a cambiare in seguito, considerando che già Starfield venne annunciato nel 2018 ma è arrivato solo nel 2023, dopo un netto posticipo della data di uscita.