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Bethesda non ha alcuna fretta di lanciare The Elder Scrolls 6, perché i suoi giochi hanno milioni di giocatori

Todd Howard ha spiegato che i giochi di Bethesda contano milioni di giocatori, quindi la compagnia non ha alcuna fretta di lanciare The Elder Scrolls 6.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   19/03/2026
Una foto di Todd Howard
The Elder Scrolls VI
The Elder Scrolls VI
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Todd Howard sa che stiamo tutti aspettando notizie su The Elder Scrolls 6. Dice che vorrebbe non averlo annunciato, ma lo ha fatto e quindi è inevitabile che gli venga chiesto in continuazione dello stato dei lavori del gioco. Detto questo, c'è un motivo per cui i lavori sul nuovo capitolo della serie fantasy vanno a rilento: il successo degli altri giochi della compagnia. Attualmente i vari Starfield, Fallout e The Elder Scrolls precedenti contano milioni di giocatori tutti i mesi, quindi hanno bisogno di supporto. Lo testimoniano i recenti annunci legati proprio a Starfield.

Lanci lunghi

Considerando che sono passati circa otto anni dall'annuncio di The Elder Scrolls 6, immaginiamo che una spiegazione simile non sia fonte di grande consolazione.

Comunque sia, Howard è consapevole che ormai tra l'annuncio di un gioco e il lancio possono passare anche anni, a differenza di quanto avveniva in passato, con ogni titolo che oltretutto fa storia a sé. Nel caso di Starfield, si trattava di una nuova proprietà intellettuale, sviluppata in gran parte durante la pandemia e in un periodo di cambiamenti aziendali legati all'acquisizione da parte di Microsoft. Inoltre, lo studio preferisce mantenere una crescita controllata, con team di circa 400-500 persone al massimo, evitando espansioni troppo rapide.

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Un altro elemento che rende i lanci molto lunghi è quello già citato: Bethesda può contare su un vasto pubblico che continua a giocare ai suoi titoli precedenti. Questo permette allo studio di prendersi più tempo: "abbiamo il vantaggio di milioni di persone che giocano ancora ai nostri altri giochi, quindi cerchiamo di capire come supportarli mentre sviluppiamo i nuovi titoli". Di conseguenza, la pressione interna per la pubblicazione è paradossalmente ridotta, nonostante l'attesa sia spasmodica.

Dal punto di vista produttivo, lo studio adotta un approccio prudente: lunghi periodi di pre-produzione con team ridotti, per definire bene il progetto prima di coinvolgere l'intero team. Howard ha sottolineato anche le difficoltà dell'intera industria degli ultimi anni: "quanto tempo e denaro si possono investire... qual è la sicurezza che quel gioco generi profitti?", evidenziando come i costi elevati rendano ogni decisione sempre più delicata e ponderata.