Alma è incinta!  18

Di nuovo in stato interessante con Alma, questa volta direttamente dalla GamesCom di Colonia

ANTEPRIMA di Simone Tagliaferri   e Matteo Santicchia   —   19/08/2010

Il terzo capitolo della serie dedicata alla demoniaca Alma non ha fatto vedere cose nuove qui a Colonia, ma si è limitato con la stessa demo, forse un filo più lunga, a ribadire il concetto della cosiddetta diversion coop, ovvero una modalità cooperativa in cui la libertà di scelta non si limita soltanto ad aiutarsi a vicenda, realizzando combo, scovando passaggi e bonus invisibili all'uno o all'altro ma anche a cercare di ostacolare la partita del proprio compagno per tentare di variare tutti gli approcci all'azione. La demo è gia stata raccontata per filo e per segno, è inutile dilungarci oltre, ma complice una postazione più razionale dello stand, con due monitor vicini e non agli antipodi di una stanza enorme, è stato possibile vedere con chiarezza cosa si intende per collaborazione fattiva o non tra i due fratelli. Abbiamo quindi assistito ad attacchi ad area di Fettel effettuati solo con Pointman nelle vicinanze, lo stesso Fettel sospendere a mezz'aria i nemici crivellati dal mitra di Fettel, magari in versione slow motion e più in generale tutta una serie di colpi speciali più o meno legati all'azione combinata dei due. In attesa di un codice di prova giocabile, ribadiamo quello che sembra essere un concept molto interessante, speriamo quindi di mettere le mani sul gioco il più presto possibile.

Aggiornamento E3 2010

Nel buio di una capanna piena di lugubri graffiti e strane simbologie religiose, con tanto di una paurosa Alma incinta in carne ed ossa all'ingresso, abbiamo potuto assistere ad una sessione cooperativa di F.E.A.R. 3, con i due protagonisti Pointman e il fantasmatico Fettel intenti a fuggire da un palazzo in rovina, tra inquietanti presenze e tossici armati di tutto punto. La prima cosa che Dan May, producer del gioco ci ha spiegato è la natura diversa dal solito del giocare in due. Ha parlato di diversion coop, ovvero è possibile affrontare le situazioni non propriamente da amici, visto che i due fratelli protagonisti, rubando le parole allo stesso May, non si piacciono per niente. Fettel, visti i propri poteri paranormali può svolgere un lavoro da apripista per Pointman, impossessandosi ad esempio dei corpi dei nemici (per poi farli esplodere in un lago di sangue), o scovando passaggi segreti invisibili. Fare o non fare ciò, aiutarsi l'uno con l'altro, sta tutto in mano al giocatore, e questo sembra influirà sulla progressione della storia. Si tratta semplicemente di fare gioco di squadra, oppure di arrivare all'obiettivo della missione col minor sforzo possibile, scegliendo strade diverse, tenendosi le informazioni tutte per se, lasciando al compagno tutto il lavoro sporco. L'azione è quella tipica della serie, una corsa forsennata nei corridoi del palazzo, punteggiata di tanto in tanto da strane visioni che sporcano le immagini mandate a schermo con un efficace effetto di puntinatura. Se Fettel è dotato di abilità speciali anche Pointman non è da meno, potendo contare su un classico bullet time, per facilitare la mira nelle situazioni più concitate, e meno speciale, ma decisamente pratico, un sistema di coperture con la visuale comunque ferma in prima persona.

Lo abbiamo visto imbracciare diverse armi, come pistole, fucili e fucili d'assalto e l'immancabile mitraglietta dual wield come nei migliori film di Hong Kong. La critica più grande alla serie, ovvero una certa monotonia dell'azione, sempre uguale a se stessa in ambienti molto simili gli uni dagli altri potrebbe essere corretta, o perlomeno abbondantemente stemperata da quanto mostrato. Benchè i due sviluppatori preferissero giocare piuttosto separatamente, è stato mostrata un'azione concertata in cui, col bullet time attivato, Fettel si è prodotto in un devastante attacco ad area, amplificato dagli immancabili esplosivi convenientemente disposti in loco. Tornano poi in pompa magna le battaglie tra mech, viste anche queste negli stretti corridoi di un palazzo, esuberanti da un punto di vista tecnico, piene di effetti speciali e particellari, ma che sono sembrate gravare decisamente sul frame rate. La demo si è conclusa all'interno di una centrale elettrica tra tempeste di fulmini, non prima però di aver assistito ad una serie di visioni della giovinezza dei due fratelli, messe in scena in un bianco e nero onirico in un bosco di notte, tra decrepiti giochi per bambini e un paio di letti sfatti in mezzo ad una radura. Le impressioni avute assistendo alla dimostrazione, ci lasciano con l'attesa di capire ancora di più del sistema di progressione cooperativa del gioco, quanto cioè le azioni di uno influiscano sull'altro. Giocato convenzionalmente F.EA.R.3 è sembrato piuttosto simile al predecessore, ma giocando a "Caino e Abele" tra i due fratelli il titolo potrebbe rivelarsi foriero di interessanti sorprese.

9 mesi dopo

ATTENZIONE SPOILER: Parlando della trama di F.E.A.R. 3 verranno inevitabilmente rivelati molti dettagli relativi ai fatti narrati nei primi due episodi. Se non li avete ancora giocati e avete intenzione di farlo, saltate il primo paragrafo.

Paxton Fettel è tornato? Come e quando? Chiunque abbia giocato all'unico DLC disponibile per F.E.A.R. 2: Project Origin, ovvero il mediocre Reborn, saprà già che il figlio cattivo di Alma ha sfruttato come una marionetta il Replica Soldier 813 ed è riuscito a resuscitare come spirito (essere figli di cotanta madre ha i suoi vantaggi).

Questo stratagemma narrativo di quinta classe assumerà un senso nel terzo capitolo della serie, in arrivo in autunno su PC, PS3 e Xbox 360, che, facendo sua la moda del momento, permetterà di giocare la campagna principale sia in modalità giocatore singolo che in modalità cooperativa. Ma vediamo di ricapitolare brevemente quanto è avvenuto. Dopo aver letteralmente stuprato il protagonista del secondo episodio, Michale Becket, per soddisfare il suo istinto materno (vedere Alma che cambia i pannolini deve essere un'esperienza davvero appagante), la suddetta sparisce nel nulla cancellando ogni traccia di sé. In F.E.A.R. 3 dovremo vedercela con le conseguenze degli eventi di quei giorni convulsi e con la Armacham, la compagnia dietro al disastro, che sta tentando in tutti i modi di ritrovare la pregnante killer e di cancellare le prove del suo coinvolgimento in quanto successo. Sono passati nove mesi e Point-Man, il protagonista del primo episodio, nonché uno dei figli di Alma, deve tornare a cacciare la madre accompagnato da un improbabile compagno di viaggio, suo fratello Paxton Fettel, che aveva amorevolmente ammazzato nel primo episodio e che rispedirebbe volentieri nel mondo dei morti (anche se tanto ormai sa che per tornare basta un DLC, quindi a che serve tanta violenza?), se non avesse un disperato bisogno di lui.

La coppia che scoppia

La prima domanda da porsi pensando a F.E.A.R. 3 riguarda l'atmosfera. Resident Evil 5 ha già dimostrato che è difficile creare una modalità cooperativa che riesca a non sacrificare la tensione tipica dei giochi horror in single player. Il rischio è quello di stravolgere le fondamenta stesse della serie, diluendone gli elementi portanti nell'azione. In questo senso Day 1 Studios, lo sviluppatore, dovrà lavorare di fino per riuscire a produrre un'esperienza che sia appagante sia dal punto di vista horror che da quello più action. Purtroppo la riuscita o meno dell'operazione sarà verificabile solo provando la versione definitiva. Intanto concentriamoci sulle novità introdotte con la nuova modalità e su come si stia tentando di creare qualcosa di più profondo di uno sparatutto con due protagonisti. Point-Man e Fettel sono fratelli, sono stati nemici, si odiano, ma dovranno collaborare e, in un certo senso, sviluppare una simpatia reciproca per arrivare a superare le difficoltà che si troveranno ad affrontare. Stando agli sviluppatori, il rapporto tra i due è stato molto complesso da delineare a livello di scrittura e, parere nostro, è intorno ad esso che ruoterà buona parte del successo del titolo a livello qualitativo.

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Per sottolineare maggiormente la novità, gli sviluppatori hanno creato due personaggi estremamente differenti nel loro modo di combattere. Point-Man è il classico soldato visto nel primo episodio. Mantiene tutti i suoi poteri, tra i quali l'immancabile capacità di rallentare il tempo, e le sue motivazioni. Guidare Fettel, invece, sarà come mettere le mani su un super cattivo con a disposizione una moltitudine di poteri paranormali. Il bello è che le sue capacità gli consentono di vedere zone e passaggi invisibili all'altro.

Condividere o meno le informazioni con Point-Man sarà lasciato all'arbitrio del giocatore ai comandi di Fettel, che in questo modo delineerà un rapporto di fiducia o di sospetto con l'altro giocatore. Le possibilità che si aprono grazie a un'impostazione del genere sono molte e molto interessanti. Resta da verificare se avranno influenza solo a livello emotivo, o se toccheranno anche aspetti concreti del gameplay. Inoltre bisognerà vedere come verrà impostato il tutto pensando a chi giocherà la campagna più volte. I giocatori già a conoscenza delle aree segrete grazie a partite precedenti (o alla lettura di qualche walkthrough), come reagiranno vedendo che Fettel ha deciso di non rivelargli nulla?

Insalata di missili

Tra i ritorni più attesi c'è anche il mech, ovvero il giocatore avrà ancora una volta la possibilità di guidare uno dei robottoni che tanto hanno avuto successo nei primi due episodi. Gli sviluppatori hanno garantito di aver dato più spazio alle sequenze loro dedicate, con somma gioia di quelli che amano le armi pesanti e i combattimenti pieni di esplosioni.

Rimane sempre il dubbio che in questo processo di concentrarsi maggiormente su certi aspetti dei capitoli precedenti, non si sia sacrificata l'atmosfera horror, visto che quelle sequenze erano sì divertenti, ma spezzavano enormemente con l'atmosfera generale.
La resa grafica, nonostante gli aggiustamenti del caso, sembra simile a quella del secondo capitolo, ovvero è pregna di tonalità dark apocalittiche create grazie a un sapiente uso delle fonti d'illuminazione e dei colori, che si sposano perfettamente con le superfici distrutte degli edifici della metropoli in cui si svolge l'azione. Dal punto di vista stilistico, uno dei dubbi maggiori riguarda la ripetitività delle ambientazioni, problema già sentito nei primi due episodi e che rischia di accrescersi con una riproposizione pedissequa dello stesso scenario di guerra. Riusciranno gli sviluppatori a non ripetersi eccessivamente offrendo delle novità interessanti anche da questo punto di vista?

CERTEZZE

  • Il rapporto tra Point-Man e Fettel sembra davvero stimolante per il gameplay
  • La modalità cooperativa da affrontare con due personaggi così diversi e carismatici promette davvero bene

DUBBI

  • La storia farà quel deciso passo in avanti ormai necessario per non risultare posticcia?
  • Troppe sequenze con i mech rischiano di ammazzare l'atmosfera horror