Acrobazie tra luce e ombra  18

Dopo Super Stardust HD e Dead Nation, Housemarque si prepara a fondere Prince of Persia e Ikaruga in un platform tanto atipico quanto promettente

PROVATO di Vincenzo Lettera   —   15/04/2011

Versione testata: PlayStation 3

Sviluppato dagli autori dell'ottimo Super Stardust HD, ispirato a Ikaruga e caratterizzato da una pindarica componente artistica, con silhouette nere e musiche sublimi.

Outland, il nuovo titolo per Xbox Live Arcade e PSN sviluppato dai finlandesi di Housemarque, è stato presentato fin dall'inizio come una gustosa insalatona di idee ed estetiche prese qua e là, in grado di infilare le originali meccaniche dello shooter di Treasure in un platform solido e veloce. La demo che abbiamo provato ci ha dato un assaggio di quello che ci aspetterà a fine maggio, e l'impressione è che, dopo l'ottimo Dead Nation, gli sviluppatori si preparino a calare la loro mano migliore.

Testa o croce?

La scena indie ci ha ormai abituati a soluzioni stilistiche basate su silhouette e sagome monocromatiche, solitamente dovute più a limiti e carenze artistiche che non a una scelta estetica ampiamente ponderata. Eppure, nonostante fossimo preparati a una grafica che scimmiottasse Limbo, il primo incontro con Outland è stato tutt'altro che spiacevole. La sagoma del protagonista è animata alla grande, e ogni colonna, totem e altro elemento dello scenario appare vivo e maestoso, mentre i fondali sono esaltati da tonalità vive e un ottimo effetto di parallasse.

Dopo un'introduzione breve, e a dire il vero anche piuttosto anonima, in cui un narratore esterno racconta la creazione dell'universo da parte di due divinità e preannuncia i pericoli che attendono il protagonista, il gioco entra istantaneamente nel vivo. Per i primi minuti sembra di trovarsi davanti a un platform veloce e poco originale, nel quale evitare trappole, eliminare nemici e saltare da una parete all'altra. I controlli sono quasi sempre impeccabili, fatta eccezione per l'input della scivolata, apparentemente meno reattivo.

Acrobazie tra luce e ombra

Poi, non appena ci si comincia ad illudere che Outland non ha più niente da dire, il sipario si alza e mostra un'esperienza del tutto diversa. Il giocatore entra in possesso di un'abilità che gli permette di invertire il proprio colore con la pressione di un tasto, abbracciando il potere della luce (azzurro) o dell'oscurità (rosso). Esattamente come in Ikaruga, il protagonista diventa così immune a tutti i nemici e le trappole del proprio colore, mentre può essere danneggiato e può danneggiare esclusivamente quelli del colore opposto. Lo stesso discorso vale per le piattaforme, sulle quali è possibile saltare solo se sono del nostro colore, o per i fasci di energia, pericolose raffiche di proiettili blu o rosse. In breve ci si trova così a saltare, scivolare e combattere mentre si passa continuamente da uno stato all'altro, e sebbene non si raggiunga mai la folle frenesia di Ikaruga (non nella demo, almeno), l'esperienza è comunque veloce e terribilmente appagante. Anche graficamente ci si trova davanti a una vera e propria rinascita, con tinte, esplosioni e dettagli colorati che invadono lo schermo. La trama viene narrata man mano che si avanza nei livelli, con un protagonista tormentato dalle sue visioni e da un'imminente catastrofe divina. Quando la demo giunge al termine, la storia raccontata da Outland appare ancora nebulosa, sebbene è chiaroc che il gioco di Housemarque scommetta tutto sul gameplay e sulla spettacolarità dell'azione. Chiaramente resta da vedere se battaglie con giganteschi boss ed enigmi riusciranno a mantenere fresca l'idea per tutta la durata del gioco, ma un'opzione arcade, classifiche e addirittura una modalità cooperativa online finiranno per arricchire ancora di più quello che ora è uno dei più promettenti titoli in arrivo su PSN e XBLA.

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CERTEZZE

  • Meccaniche frenetiche, divertenti e originali
  • Stilisticamente notevole
  • La modalità cooperativa potrebbe rivelarsi vincente

DUBBI

  • Non aspettiamoci una trama troppo elaborata
  • Il ritmo dell'azione potrebbe non essere sempre alto