Nuovi mutanti  4

Abbiamo visto il nuovo titolo dedicato alle nuove leve mutanti made in Activision

ANTEPRIMA di Matteo Santicchia   —   12/06/2011

Realizzato da Silicon Knights, i ragazzi canadesi dietro titoli come Eternal Darkness, Blood Omen: Legacy of Kain ma anche il fallimentare Too Human, X-Men Destiny non è il solito beat'em'up con protagonista Wolverine, Magneto e compagnia mutante, bensì un action RPG in cui ci viene data la possibilità di plasmare da zero un ragazzo (o una ragazza) dotato di poteri mutanti, scegliendo con la progressione quali abilità equipaggiare, ma soprattutto con chi stare, buoni o cattivi.

Le vicende raccontate in Destiny sono ambientate a San Francisco, città divisa tra normali cittadini e mutanti, visti i frequenti scontri tra le due "fazioni". Durante una manifestazione in memoria del Professor X, che in questo universo di gioco è morto, qualcosa va storto, e quella che era un pacifico modo per ricordare il padre di tutti i mutanti diventa teatro dell'ennesima battaglia tra X-Men e Brotherhood of Evil Mutants, la loro controparte malvagia, che non prevede nessun tipo di integrazione con i normali umani.

Ragazzi in guerra

Nel gioco ci viene data la possibilità di scegliere tra tre tipologie di eroe, Aimi Yoshida, Grant Alexander e uno non ancora rivelato, ognuno dotato di un proprio attacco peculiare. Per la demo i ragazzi di Silicon Knights hanno scelto ovviamente la giovane ragazza, che come attacco standard è capace di investire gli avversari con potenti scariche energetiche. Gli attacchi di base sono di due tipi, leggero e pesante, ma è possibile utilizzarli anche in versione potenziata impiegando il "boost" dato dal gene mutante equipaggiato. Questa sorta di colpi speciali non sono infiniti, vanno usati con parsimonia, altrimenti nel bel mezzo degli scontri si rischia di rimanere senza, rimanendo quindi solo "armati" di calci e pugni, decisamente meno potenti e efficaci. Inoltre è possibile effettuare dei colpi speciali veri e propri, più o meno devastanti a seconda del caricamento dell'energia mutante equipaggiata. Sono molti i tipi di attacco, da usare in modo ragionato quindi per non rimanere sguarniti nel momento di massimo bisogno. La parte ruolistica si basa sulla selezione dei geni, derivati dai mutanti famosi, quelli che tutti gli amanti di Wolverine and co. conoscono, suddivisi tra offensivi, difensivi e relativi ad oggetti e equipaggiamento. I geni si otterranno semplicemente con la progressione nel gioco o risolvendo particolari richieste e situazioni, e cosa molta importante se si decide di abilitare geni (e costume) appartenenti ad uno stesso personaggio, il nostro eroe otterrà un bonus come premio per la scelta di un'unica fonte. Il gioco quindi ci invita a giocare con la personalizzazione, cercando tutte le combinazioni possibili, ma consiglia anche la "costruzione" di un eroe ad immagine e somiglianza di uno già esistente, tentando quindi meno sperimentazioni possibili.

Sembrerebbe più action che RPG, nonostante l'ampio discorso dei geni da equipaggiare. Invece Silicon Knights ha tenuto a ribadire più volte che la parte ruolistica sarà importante e avrà un grosso peso nell'economia del gioco, anche perché le nostre scelte modificheranno ampiamente la progressione, non solo in termini di che tipi di rapporto stabiliremo con le due fazioni in campo, ma anche e soprattutto rispetto a quali geni ci verranno resi disponibili. La rigiocabilità è quindi incentivata. Assistere alla demo ci ha lasciato sensazioni positive. X-Men Destiny ha dato l'idea di essere un buon titolo, dotato di una discreta cosmesi, e che potrebbe piacere a tutti quelli che cercano un action diverso dal solito, con un buon combat system e con molte tipologie di attacco con cui sperimentare. Siamo quindi in attesa di poter provare molto approfonditamente il titolo, inclusi gli altri due protagonisti del gioco, cosa che con molta probabilità faremo a Colonia in occasione della Gamescom di agosto.

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CERTEZZE

  • Il combat system sembra essere piuttosto valido
  • Tanti geni con cui sperimentare

DUBBI

  • I protagonisti non hanno il fascino degli X-Men che tutti conosciamo
  • Bilanciamento tra parte action e parte RPG