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Le abitudini inutili dei videogiocatori che diventano delle ossessioni

Noi videogiocatori siamo un gruppo eterogeneo, ma abbiamo tutti quanti una serie di abitudini inutili che alle volte diventano quasi delle ossessioni.

SPECIALE di Nicola Armondi   —   14/03/2024
Le abitudini inutili dei videogiocatori che diventano delle ossessioni

Ogni persona è diversa dall'altra, ma ogni persona può in qualche modo essere inserita all'interno di un gruppo, definito in base a certe caratteristiche. Se state leggendo queste parole, è probabile che siate parte del gruppo dei "videogiocatori". Lo siete perché vi identificate come tali, ma anche perché condividete probabilmente una serie di abitudini che forse alle volte diventano quasi delle ossessioni.

Parliamo di una serie di azioni, modi di agire e di ragionare che sono propri dei videogiocatori e che chi non fa parte di tale categoria potrebbe non comprendere. Vediamo alcuni esempi e i possibili motivi dietro a queste azioni.

L’inventario perfetto

Non è una meraviglia un inventario di questo tipo?
Non è una meraviglia un inventario di questo tipo?

In alcuni videogiochi il protagonista dispone di un inventario che non si organizza da solo e che ha un numero massimo di spazi a disposizione. Pensiamo a opere come Resident Evil, Deus Ex o il recente Dredge. Ogni bravo giocatore fa in modo che gli spazi siano utilizzati in modo efficiente, ma molti non si fermano a questo e sentono il bisogno di organizzare gli oggetti in maniera tale che elementi simili siano vicini e possibilmente siano ordinati in modo visivamente piacevole.

In questo caso, a nostro parere il motivo è che molte persone amano avere uno spazio ordinato e traggono soddisfazione visiva nel vedere un inventario dove tutto è ben organizzato. Inoltre, ammettiamolo, è molto più semplice capire esattamente quali risorse abbiamo a disposizione quando sono ben posizionate. Tra tutte le abitudini, forse questa è la più innocua. C'è persino un videogioco completamente dedicato all'organizzazione degli inventari.

Ricaricare dopo ogni raffica di fuoco

Hai sparato solo due proiettili su un caricatore da 80 colpi? Meglio ricaricare, dai
Hai sparato solo due proiettili su un caricatore da 80 colpi? Meglio ricaricare, dai

Parlando degli sparatutto, che siano in prima o in terza persona, molti videogiocatori hanno l'abitudine a ricaricare dopo ogni raffica di fuoco o più precisamente subito dopo che uno scontro è finito, così che al prossimo abbiano un caricatore pieno e pronto all'azione. Alcuni addirittura sono fisicamente infastiditi dal vedere un'altra persona giocare con un caricatore mezzo vuoto e nessun nemico a schermo.

Si tratta di un'abitudine con uno scopo ben preciso (assicurarsi di non finire i colpi in mezzo alla prossima raffica), ma al tempo stesso molti la portano all'estremo, passando più tempo a ricaricare che a sparare. Soprattutto con le armi con grandi caricatori e ricarica lenta, spesso è più rischioso ricaricare continuamente perché lo si fa anche se non si ha la certezza che l'area sia completamente libera: nel multigiocatore questo può segnare la vostra sconfitta!

Muoversi nel modo più efficiente

Super Mario ha il diritto di saltare così tanto, ma voi? Qual è la vostra scusa?
Super Mario ha il diritto di saltare così tanto, ma voi? Qual è la vostra scusa?

Giocare è bello, giocare di più e più velocemente è ancora più bello per tanti. Per ottimizzare le sessioni di gioco è fondamentale ridurre i tempi morti e questi spesso sono quelli dedicati agli spostamenti. I giocatori cercano quindi di sfruttare tutto quello che hanno a disposizione per muoversi il più velocemente possibile, ad esempio facendo saltare il personaggio. Ovviamente saltando andiamo più veloci, vero? Forse no, ma la nostra mente non può farne a meno.

Pensiamo anche a giochi come The Legend of Zelda Breath of the Wild, dove alle volte perdiamo tempo per raggiungere un punto più alto per poi lanciarci con la paravela, quando probabilmente correndo dritti avremmo impiegato meno tempo. L'effetto placebo però è troppo forte e, inoltre, questa piccola ossessione trasforma anche le fasi di puro spostamento in piccole sfide ludiche, tenendoci occupati e limitando il senso di noia.

Salvare e poi salvare e poi salvare… ho salvato?

Un salvataggio in più non ha mai fatto male a nessuno: e se perdessimo questi 5 minuti di gioco?
Un salvataggio in più non ha mai fatto male a nessuno: e se perdessimo questi 5 minuti di gioco?

Immaginate. Raggiungete il punto di salvataggio manuale. Cliccate, caricate il menù e salvate. Poi salvate di nuovo, non si sa mai. Poi salvate in un secondo slot, perché due copie sono meglio di una dopotutto. Uscite dal menù, vi allontanate, vi fermate e vi domandate: ma ho salvato?

Possiamo dare un po' di colpa alla nostra memoria, certo, ma la verità è che siamo sempre un po' ansiosi con i nostri file di salvataggio, ben consci che perderli significherebbe vedere ore e ore di progressi annullati. Al tempo stesso, oramai la presenza dei salvataggi automatici è talmente imperante che molto spesso anche avendo la possibilità di salvare a mano quest'ultima opzione è veramente poco utile, ma perché privarsi del piacere di avere tre (dai, quattro, non si sa mai) salvataggi identici sempre disponibili?

Tutti i trofei, costi quel che costi

Belli i trofei, però ricordate che dovete anche divertirvi
Belli i trofei, però ricordate che dovete anche divertirvi

A partire dalla generazione Xbox 360, i sistemi di gioco hanno introdotto delle liste di "trofei" o "obiettivi" esterne al videogioco e che rappresentano "la lista di cose da fare" per completare il gioco. In realtà non è proprio vero, perché alle volte è possibile ottenere il Platino anche senza aver fatto tutto (in almeno un gioco si può ottenere il Platino senza nemmeno finire la storia). In ogni caso non importa, perché per alcuni è semplicemente fondamentale avere un bel 100% nella lista dei trofei.

Sfruttare i propri giochi fino all'ultimo è un'ottima cosa, considerando anche quanto costano oramai, ma alle volte la ricerca dei trofei è un'ossessione e spinge alcuni giocatori a continuare a giocare anche se non si stanno divertendo. Non ci sembra la cosa più sana al mondo, ma se avete bisogno di aiuto sappiate che ci siamo per voi.

Non usare gli oggetti importanti

Meglio usarli più tardi, non si sa mai, dopotutto non sono poi molti
Meglio usarli più tardi, non si sa mai, dopotutto non sono poi molti

Abbiamo l'inventario pieno di oggetti, ma non li usiamo. Perché? Perché potrebbero essere più utili dopo, non si sa mai. Quella lunga lista di elisir in grado di curare completamente il personaggio sarà con noi fino ai titoli di coda e anche dopo aver sconfitto i boss segreti più potenti.

Da un lato il ragionamento ha perfettamente senso e inoltre giocare senza questi aiuti alle volte può essere interessante perché ci costringe a impegnarci di più. Dall'altro lato, se il videogioco ci dà questi strumenti significa che di design ritiene che è più divertente se li usiamo... ma alla fine che ne sanno gli sviluppatori di cosa sia divertente?

Queste sono solo alcune delle abitudini dei videogiocatori, quelle più note e probabilmente condivise, ma abbiamo l'impressione che molti di voi abbiano le proprie abitudini personali che sono quasi diventate dei rituali ai quali è impossibile rinunciare.

Diteci, cos'è che sapete bene essere inutile ma che non potete fare a meno di fare quando giocate?