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Animal Crossing

Il gioco che sta cambiando le abitudini orarie di tutti i suoi appassionati passa sotto l'occhio critico di CubeGen. E la Nintendo Difference non è più solo uno slogan.

APPROFONDIMENTO di Alessandro Pomili   —   20/12/2002
Animal Crossing: Let's Go to the City
Animal Crossing: Let's Go to the City
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Scusi, che Ore Sono?

Particolare assolutamente non trascurabile nel gioco è lo scandire del tempo: seguendo le impostazioni dell’orologio interno del GameCube, il calendario del gioco rispecchierà piuttosto fedelmente (Ah, le stagioni non sono più quelle di una volta…), quanto avviene nel nostro mondo, e così se è inverno sarà inverno anche nel gioco, se è notte sarà notte anche nel gioco, come per i giorni e per alcune ricorrenze. Lo scorrere del calendario è parte fondamentale della meccanica di gioco, poiché alcuni avvenimenti potranno accadere solo in determinati momenti; di notte ad esempio, il negozio di Tom è chiuso, e molti degli abitanti andranno a dormire. Attenzione però, quando il paese riposa, potreste fare incontri piuttosto insoliti!
Non nego che i primi giorni sono stato totalmente assorbito nel gioco. Mi svegliavo mezz’ora prima del solito per vedere quali novità ci fossero, e quando avevo tempo ero capace di perdere 2-3 ore a scorrazzare per il paese. Ad esempio domani 15 Ottobre (voi le leggerete alla rinascita di CubeGen, ma mentre scrivo queste righe il calendario segna 14/10…) comincerà la raccolta dei funghi, e per avere qualche possibilità di trovarne qualcuno prima che quegli avidi dei miei compaesani facciano razzia di tutto, sarà il caso di svegliarsi presto! Fortunatamente ho tempo fino al 25 di Ottobre per saziare la mia fame di funghi. Senza contare che il 31 sarà Halloween… Il gioco dovrebbe garantire costantemente qualche manifestazione che vi tenga occupati; so già, ad esempio, che ci sarà un torneo di pesca a Novembre. Non mancheranno anche varie feste, tra le quali anche il vostro compleanno! Se siete curiosi, nella vostra casa troverete un’agenda con tutte le manifestazioni segnate. Che qualcuno mi faccia sapere cosa succederà l’ultimo dell’anno!
Ho parlato di torneo di pesca, e infatti nella città oltre a comunicare con gli abitanti e girovagare per il paese con la speranza di fare nuovi ed inaspettati incontri, avrete la possibilità di andare a pesca, a caccia di insetti o alla ricerca di fossili, basta solo acquistare canna, retino e pala da Tom Nook, anche se non saranno disponibili fin dal primo giorno. Tra le statistiche del gioco avrete anche due paginette che segnalano tutti i pesci ed insetti catturati. Ovviamente, per catturare ogni specie dovrete aspettare il trascorrere delle quattro stagioni, avete mai sentito le cicale d’inverno?
Una volta in possesso di un pesce, un insetto od un fossile, avete la possibilità di venderlo oppure donarlo al museo del paese; naturalmente sulla targhetta ci sarà il nome del donatore, e si prospettano grandi sorprese per chi completerà la collezione. Tutto ciò garantisce, a meno che non vi stanchiate prima, sorprese e novità per l’arco di almeno un anno, cosa non da poco per un periodo davvero nero per quanto riguarda la longevità dei giochi.

Animal Crossing
Animal Crossing

Se prima Eravamo in Uno a Ballare l’Hully Gully…

Ma l’aspetto del gioco che sta facendo impazzire la comunità di Internet e non solo, è la possibilità di interagire (completamente offline) con altri giocatori di Animal Crossing. Come avevo anticipato ogni paese è costruito in maniera casuale, e se da voi crescono solo ciliegi, da qualche altra parte potrebbero crescere pesche: ecco che allora si va alla ricerca di qualcuno che disponga di una pesca (piuttosto che una mela, una pera o un’arancia), per farsela donare o scambiare con qualcos’altro tramite un sistema di password. Basta andare dal solito Tom Nook, dirgli il nome ed il paese del destinatario, l’oggetto da spedire, e vi verrà data una password che funzionerà solamente per quella persona. Si può spedire tutto meno che lettere, soldi e probabilmente animali vivi (insetti e pesci).
Non solo, ad ogni memory card possiamo dire che corrisponda un villaggio, se vi fate prestare la memory card da qualcuno avrete la possibilità di inserirla nel secondo slot del GameCube e fare un viaggetto nell’altra cittadina con la speranza di portarvi poi dietro (diciamo pure fregare), più abitanti possibili… Da un villaggio all’altro cambiano, oltre ai frutti, naturalmente gli abitanti, ma anche gli oggetti in vendita da Tom Nook. Sempre per quello che riguarda il multiplayer c’è ancora da dire che in una memory card possono trovare spazio 4 personaggi diversi, da giocarsi uno alla volta e tutti nello stesso villaggio. Anche con loro potrete scambiarvi oggetti, lettere e regali; gli abitanti non giocanti inoltre vi parleranno degli altri e del loro comportamento. Aggiungo che è possibile tramite un’opzione cancellare un giocatore o distruggere tutto il villaggio e farne uno nuovo; naturalmente in questo modo perderete tutto quello che avete fatto in precedenza..

Un veloce accenno alle caratteristiche grafico-sonore: poco più che una trasposizione da Nintendo64, tecnicamente il gioco è davvero scialbo, texture e modelli elementari fanno da contorno ad una grande abbondanza di elementi realizzati in bitmap. Se pensate possiate rimanere inorriditi da tutto ciò, state alla larga da Animal Crossing. Fortunatamente la pulizia del GameCube rende tutto piuttosto gradevole, e anche il design del gioco è in fin dei conti piacevole e coerente. L’audio pure non brilla certo per qualità tecniche, ma presto imparerete ad apprezzarlo, anche grazie a quei graziosi jingle che caratterizzano lo stato d’animo del personaggio con cui state parlando (o litigando).

Animal Crossing
Animal Crossing

Commento

Vogliamo parlare del collegamento con il GBA e l’uso dell’e-Reader? No, perché ho già sforato di gran lunga i caratteri a disposizione, ma sappiate che è un’altra possibilità a disposizione del giocatore.
Animal Crossing è un gioco sicuramente unico. Prima di procedere all’acquisto dovete sinceramente domandarvi se siete disposti a farvi appassionare da un gioco dove non c’è un obiettivo reale, da un gioco che non ha né inizio né fine, né tantomeno una storia, se siete disposti a sopportare qualche ripetizione nei colloqui e se siete disposti a spegnere la console perché in quel preciso momento non c’è niente da fare. Il legame con il calendario reale è sicuramente un punto di forza, ma può anche essere un limite in alcune situazioni. Se siete disposti a tutto questo dite “Sì, lo voglio!” e sarete per sempre uniti ad Animal Crossing, finché noia non vi separi!
Rubo le ultimissime righe per dirvi che il gioco è “bastardo dentro” e si accorge se spegnete senza salvare (magari perché avete fatto un pessimo affare) costringendovi a giocare pulito, e vi ricordo inoltre che all’interno del titolo sono presenti alcuni classici per NES, perfettamente emulati e giocabili proprio tramite un Nintendo Entertainment System che potrete far vostro e installare a casina bella. Il che mi porta a ricordare di star aspettando proprio un gioco NES da un altro giocatore, è ora di andare da Tom…

Pro
+ Unico
+ Provoca dipendenza
+ Calendario e orari reali
+ Un anno di gioco vi basta?

Contro
- Calendario e orari reali
- Qualche ripetizione nei dialoghi
- Non per tutti
- Interfaccia migliorabile
- Tecnicamente si poteva fare di più

Quando ho provato Eternal Darkness credevo di trovarmi di fronte ad un gioco piuttosto diverso dal solito; beh, questo Animal Crossing è decisamente molto più ambiguo. Talmente ambiguo che forse non si dovrebbe parlare neanche di gioco, nonostante tramite la sua fruizione si ottenga lo stesso risultato di giochi più “classici”: divertimento e dipendenza.
Una descrizione esauriente del titolo occuperebbe più di una normale recensione, eccovi quindi una veloce panoramica: l’idea alla base di tutto è piuttosto semplice (così come la realizzazione), vi state trasferendo in una nuova città, che la CPU costruirà casualmente rispettando determinati canoni quali torrenti, ponti, ed alcuni edifici. Nel nuovo villaggio dovrete allacciare dei legami con gli abitanti del posto e rendere più vivibile il paese, abbattendo alberi d’intralcio, piantandone di nuovi e mantenendo il suolo pulito. Tutto questo a quale scopo? Più bello sarà il vostro villaggio e più persone vorranno viverci. Non scordatevi neanche di prestare attenzione alla vostra abitazione, arredandola ed espandendola: appena vi trasferirete, purtroppo, il caro Tom Nook (negoziante tuttofare del villaggio), vi alloggerà in una casetta delle dimensioni di una gattabuia. I primi giorni li passerete proprio a pagare i debiti verso di lui, e quando avrete saldato il conto sarete premiati con il rimodernamento del focolare domestico. Come fare per guadagnare denaro, vi domanderete? Vendendo allo stesso Tom Nook pesci, insetti, fossili, tutta roba che si trova in giro per i dintorni, e quant’altro, oppure chiedendo lavoro agli altri abitanti. E il colloquio con i cittadini è proprio uno degli aspetti fondamentali del gioco: se trascurate i vostri vicini, questi potrebbero offendersi e decidere di partire per altri lidi. Il sistema di comunicazione è alquanto semplice: potrete chiedere un lavoro, che di solito consiste nel consegnare o recuperare oggetti prestati ad altri abitanti, oppure chiacchierare liberamente, nel qual caso i risultati ottenuti saranno piuttosto casuali, anche se presto le ripetizioni cominceranno ad annoiare. Se avete qualche oggetto interessante per l’interlocutore (mobili, insetti, pesci…), questi potrà proporvi uno scambio, o trattare una vendita. A volte sarete chiamati a rispondere ad alcuni quiz, in altre occasioni vi saranno proposti dei giochi (in cui peraltro si rischia di perdere del denaro vendendo o comprando qualcosa a prezzi inaccettabili), e se vi trovate in prossimità di particolari eventi o ricorrenze (che rispecchiano rigorosamente il calendario nostrano) i vostri concittadini non mancheranno di ricordarvele e di farvi partecipi delle proprie aspettative.
La comunicazione non avviene solamente a livello “verbale”, ma c’è anche la possibilità di spedire, tramite l’ufficio delle poste, delle vere e proprie lettere: se non ne spedirete, presto i vostri vicini cominceranno a lamentarsi; è meglio trovare quindi cinque minuti per scrivere qualche riga, nonostante l’interfaccia piuttosto macchinosa, una semplice tastiera a video che utilizzerete per comporre i vostri messaggi. Nessuna frase preimpostata e neanche la possibilità di salvare le vostre, purtroppo. Naturalmente nella versione USA, quella in mio possesso, la comunicazione avviene completamente in inglese; sembra oramai scontata una edizione PAL del gioco, almeno per il mercato Import, visto che la versione Australiana (compatibile con i sistemi europei) è già stata annunciata, e c’è da sperare che qualcuno di buon cuore decida di tradurre il gioco in italiano, anche se la mole di testo da tradurre è davvero tanta. Il problema della lingua, inoltre, non tocca solamente l’aspetto della traduzione, ma impegnerebbe anche in un nuovo processo di programmazione: il sistema, infatti, sarebbe in grado di riconoscere ciò che scrivete e rispondere in maniere più o meno coerente. Uso il condizionale perché, durante le mie corrispondenze, mi è capitato spesso di ricevere delle risposte in cui mi si faceva presente che le mie lettere erano completamente incomprensibili e senza senso, nonostante la semplicità dei periodi. Che bello però ritornare nel villaggio e vedere che la vostra cassetta della posta è piena!