Assassin's Creed Odyssey - Voci dal Sottobosco 44

La saga si sposta dall'Egitto all'antica Grecia e porta con sé un vento carico di novità... e di polemiche!

RUBRICA di Christian Colli   —   01/07/2018

Annunciato per la prima volta allo scorso E3 - e anticipato da una serie infinita di leak già qualche giorno prima, al punto che sapevamo vita, morte e miracoli del gioco quando è comparso sul palcoscenico - Assassin's Creed Odyssey ha riscontrato i consensi del pubblico grazie al fascino dell'ambientazione ellenica e a un aspetto assolutamente di prim'ordine. Sviluppato da Ubisoft Quebec, Odyssey è il seguito spirituale di Assassin's Creed Origins che, invece, è stato realizzato da Ubisoft Montreal e ha rappresentato il punto di svolta in un franchise che da troppi anni attraversava una fase di immutabile stanchezza. Un punto di svolta, però, che non ha convinto la fanbase all'unanimità: il nuovo orientamento ruolistico ha fatto storcere il naso agli appassionati più intransigenti, uno zoccolo d'uro di super fan che non vede di buon occhio il modo in cui Assassin's Creed sta cambiando. Scott Philips, il direttore del progetto, in alcune interviste ha spiegato la posizione dello sviluppatore riguardo al nuovo corso.

L'antica Grecia

Interrogato sulle ragioni che hanno spinto Ubisoft ad ambientare il nuovo Assassin's Creed in Grecia, Philips ha risposto con grande semplicità. "Abbiamo scelto la Grecia perché è bellissima. Ho visitato la nazione di persona e sono sicuro che la demo che abbiamo mostrato all'E3 abbia reso l'idea di quanto sia bella", ha spiegato il director. "All'inizio non conoscevo molto la cultura greca, ma via via che approfondivo i miei studi, leggendo libri e guardando i documentari, mi sono reso conto che le leggende e i miti più famosi derivano da essa. In un certo senso, è tutto collegato alla Grecia antica: quando lo abbiamo capito, ci è subito apparso chiaro che avevamo fatto la scelta giusta". Se non altro, Assassin's Creed è una serie arcinota per la cura meticolosa che lo sviluppatore di turno ripone nella riproduzione degli scenari e dei contesti storici, grazie a studi approfonditi, visite guidate e consulenze di studiosi, docenti e archeologi.

"Questa volta abbiamo girato per una decina di giorni Atene, Sparta, Delfi, Epidauro, Creta e un paio di altre città greche famose. Ci ha accompagnato un consulente che ci ha spiegato tutti i dettagli più importanti, anche perché il Partenone di Atene è effettivamente l'unico monumento antico ancora in piedi: il resto è finito in macerie", racconta Philips. "Le uniche testimonianze della società che è esistita un tempo sono le targhe che raccontano la vita dei cittadini greci. Nonostante ciò, è stata un'esperienza interessante. Non mi aspettavo che la Grecia fosse un luogo così roccioso. È un terreno difficile da percorrere a piedi e ora capisco perché navigassero tanto. Spostarsi via terra da un luogo all'altro doveva essere molto pericoloso". Il racconto di Philips solleva una questione importante, in realtà. Sì, è vero che Ubisoft tiene molto ai particolari e alla fedeltà storica, come ha dimostrato la modalità Tour di Assassin's Creed Origins, ma stiamo parlando pur sempre di civiltà che risalgono a migliaia di anni fa e di località che nel tempo hanno cambiato completamente aspetto. È lecito aspettarsi una ricostruzione estremamente fantasiosa, in un certo senso.

"I nostri consulenti hanno fatto il grosso del lavoro", ha precisato Philips. "Abbiamo collaborato con vari storici e docenti, uno di loro ha lavorato con noi per tutto lo sviluppo del gioco. Il fatto è che ci sono pervenuti numerosi resoconti per iscritto di quel periodo storico. Erodoto è stato il primo storico che è riuscito a registrare la vita dell'epoca in modo interessante raccontando, per esempio, la battaglia delle Termopili. In un certo senso, è stato uno dei primi giornalisti nella storia dell'umanità". Nonostante questo, Philips ha ammesso che Ubisoft Quebec si è presa qualche... licenza poetica, per così dire. "Fra le altre cose, abbiamo ingigantito le statue per renderle più imponenti e spettacolare agli occhi dei giocatori. Gli Spartani erano... be', spartani. Erano pragmatici e non si curavano di scolpire statue, monumenti commemorativi e cose così. Noi, però, volevamo che Sparta avesse un'aria guerrafondaia e così ci siamo presi alcune libertà nel modo in cui l'abbiamo rappresentata: il nostro scopo non è quello di essere precisi nei minimi particolari, ma di restituire un'esperienza autentica".

Sempre più gioco di ruolo

Assassin's Creed Origins ci ha catapultati nell'Antico Egitto per raccontarci la genesi dell'eterno conflitto tra Templari e Assassini all'epoca di Cleopatra. Lo scenario in cui ci muoveremo in Assassin's Creed Odyssey, però, non è cambiato solo perché Ubisoft sentiva la necessità di spostare l'azione in un'altra parte del mondo. "Abbiamo scelto un periodo storico in cui si muovevano Socrate e Ippocrate, due personaggi che si discutono ancora oggi, più di duemila anni dopo la loro morte", ha spiegato il director. "Odyssey, inoltre, si svolge durante la guerra del Peloponneso. Il senso di conflitto che pervade l'intera società si riflette sull'utente, dato che interpreta un mercenario: ci sono due grandi fazioni che si stanno scontrando e il giocatore può scegliere da che parte stare oppure di non prendere proprio nessuna parte. La decisione è tutta sua".

Facciamo chiarezza: insomma, in questo Assassin's Creed il giocatore può compiere le scelte, durante i dialoghi che scandiscono le missioni, in grado di mutare lo svolgimento dell'avventura. "Non solo", precisa Philips. "Le risposte che può scegliere l'utente cambiano anche le dinamiche dell'esperienza. È una sorta di filosofia: diamo al giocatore un obiettivo e diversi modi per raggiungerlo". Nella demo mostrata all'E3, per esempio, un certo personaggio chiede al protagonista di recuperare il suo elmo. Nel momento in cui si può completare la missione, l'utente può dire di non averlo trovato e tenerlo per sé. Il committente reagirà di conseguenza, perciò il modo in cui questi comprimari si comportano nei confronti del giocatore cambierà a seconda delle sue scelte... proprio come in un gioco di ruolo. Non è un caso, infatti, se l'utente potrà scegliere persino il sesso del protagonista che si chiamerà Alexios, se maschio, oppure Kassandra, se femmina. "In realtà, le storie di questi due personaggi sono molto simili", spiega Philips. "Il giocatore più che altro sceglie che personaggio interpretare all'inizio, ma poi sono le decisioni che prende durante l'avventura che ne plasmano la storia. Le loro vite si somigliano molto, finché non si prendono strade diverse e si cambia completamente il modo in cui il mondo si rapporta nei loro confronti".

La scelta di introdurre un personaggio "alternativo" e poi stabilire come canonica solo la storia di Kassandra ha fatto storcere il naso a diversi fan che lo hanno ritenuto quasi un tradimento nei confronti del concept alla base di Assassin's Creed: se le avventure di questi assassini sono i ricordi estrapolati dall'Animus attraverso il DNA, com'è possibile compiere delle scelte che cambiano la storia? Essa dovrebbe essere già prestabilita. "La storia, in effetti, è prestabilita," conferma il director. "Per quanto ci riguarda, Assassin's Creed Odyssey racconta l'avventura di Kassandra. La protagonista vera e propria è lei e ci sono delle scelte precise che delineano la sua storia. Volevamo, però, che i giocatori avessero l'inedita opportunità di scegliere per conto loro".

La nostra impressione è che Ubisoft stia cercando di liberare Assassin's Creed da una struttura ormai obsoleta in cui è rimasto intrappolato per sua stessa natura. È comprensibile, così com'è facile capire come mai a molti fan questa soluzione potrebbe andare poco a genio. "Lo sviluppo di Assassin's Creed Odyssey è cominciato nel 2015, poco dopo la fine dei lavori su Syndicate," rivela Philips. "Abbiamo sviluppato il gioco mentre Ubisoft Montreal si occupava di Origins, perciò entrambi i team si sono presi lo stesso anno sabbatico per lavorare ai nuovi giochi, e questo significa che abbiamo potuto completare Odyssey nel corso di tre anni interi. Sono convinto che questo sia l'Assassin's Creed più epico che abbiamo mai realizzato e spero proprio che possa far cambiare idea anche a quei fan che guardano con sospetto a tutte queste novità". Inutile dire che dovremo aspettare ottobre per scoprire se Ubisoft Quebec ha davvero fatto centro.