Crash of the Titans - Provato  0

Crash Bandicoot torna protagonista su tutti i sistemi da gioco con un nuovo episodio della serie. E promette dannatamente bene...

ANTEPRIMA di Tommaso Pugliese   —   02/10/2007

L'incredibile successo della prima PlayStation ha fatto nascere un gran numero di personaggi più o meno riusciti, ognuno intenzionato a ricoprire il classico ruolo della "mascotte", retaggio dell'epoca dei 16 bit. Con l'avvento di PS2, gran parte di queste creature si è persa per strada, un po' perché gli sviluppatori non hanno saputo rinnovare le proprie produzioni tanto da renderle nuovamente attuali, un po' perché i giochi in questione possedevano dinamiche strettamente legate alle caratteristiche tecniche di una console ormai superata. È certamente il caso di Crash Bandicoot, che ha costruito la propria popolarità grazie alla simpatia dei personaggi e alla grafica fluida e colorata, ma ancorata a binari inamovibili, vera e propria antitesi della libertà di azione e movimento che tanto si decantava nel passaggio alla nuova generazione. Su PS2 Crash non ha fatto altro che riciclarsi (giocando persino la carta dello spin-off corsistico), e i suoi sviluppatori non hanno saputo come rinnovarlo...fino ad ora.

Così vicino, così lontano

L'introduzione di Crash of the Titans, utilizzando l'espediente delle "ombre", racconta nientemeno che la nascita di Crash Bandicoot come animale antropomorfo, la sua fuga dalle grinfie di Cortex e i tentativi di quest'ultimo di trasformare altri animaletti in qualcosa di potente, pericoloso ma obbediente. La sequenza, davvero riuscita nella sua semplicità, fa sfoggio di un'animazione prettamente cartoonesca, che di fatto la serie targata Vivendi Universal non ha mai posseduto davvero. Un primo elemento innovativo, questo, che va di pari passo con il nuovo design dei personaggi (nella fattispecie Crash e i suoi amici), davvero riuscito e simpatico. È chiaro che la trama su cui si basa il gioco è della solita semplicità disarmante (Cortex arriva, rapisce Coco e poi attende il suo rivale al varco), ma non serviva che un semplice pretesto per presentare delle ambientazioni completamente nuove e, in particolare, una fauna davvero particolare: oltre ai semplici scagnozzi di Cortex, infatti, troveremo ad aspettarci un gran numero di creature mutanti, ognuna differente per stazza e caratteristiche. Ma invece di limitarci a combattere tali mostri, potremo soggiogarli alla nostra volontà e dunque prenderne il controllo, accedendo a dinamiche assolutamente inedite.

Gigante, pensaci tu

Crash of the Titans, a differenza dei precedenti episodi della serie, ci mostra un Crash meno "esperto", che deve ancora scoprire le proprie capacità e che infatti ne acquisisce di nuove man mano che procede nei vari livelli, sbarazzandosi degli avversari a calci e pugni come un novello Chuck Norris invece che ruotando su se stesso. Una volta recuperato il suo amico spirito-totem Aku Aku, il nostro peramele preferito può inoltre creare una barriera per parare i colpi dei nemici oppure prodursi in spettacolari discese su percorsi in pendenza. Ma non sta certo qui il grosso delle novità introdotte da Crash of Titans: come accennato in precedenza, ci troveremo a fronteggiare una serie di creature di varie dimensioni e dotate di poteri peculiari. Una volta stordite con qualche colpo (una barra composta da stelle ci chiarirà la questione), tali creature possono essere controllate premendo il pulsante cerchio, stravolgendo letteralmente le dinamiche del gioco. Potremo controllare dei giganti e sbaragliare i nemici o vedercela con altre creature mutanti, eventualmente passando dall'una all'altra man mano che la loro energia si esaurisce. Solo nei primi sei livelli c'è già un'enorme abbondanza di questi mostri: alcuni riescono a far spuntare degli enormi rovi dal terreno, altri "sparano" e possiedono un mirino per i colpi di precisione, altri ancora sono lenti ma enormi e dotati di una potenza devastante... Ce n'è davvero per tutti i gusti, in una sorta di ordine di potenza che in alcuni casi ci porterà a controllare la creatura più debole per poi passare a quella più forte, arrivando a metterci al comando di veri e propri campioni della distruzione.

Realizzazione tecnica

Cominciamo subito col dire che questo nuovo Crash Bandicoot non offre una libertà di movimento assoluta, il che si traduce innanzitutto in una visuale che può essere controllata solo in modo limitato (utilizzando lo stick analogico destro) e in un percorso per lo più prefissato, che talvolta può essere fatto al contrario ma solo per recuperare oggetti o per trovare mostri da controllare (quando il loro uso è importante, infatti, si rigenerano se torniamo indietro). Detto ciò, è anche vero che rispetto agli episodi precedenti il level design ha fatto ampi passi in avanti e la predeterminazione del percorso permette una certa "regia" nel mostrare paesaggi talvolta sontuosi e contraddistinti sia da un buon livello di dettaglio (le texture vantano una qualità sopra la media per PS2) che da una composizione ispirata, che solo a volte scade nel banale. Il tutto si muove a poco meno di trenta frame al secondo, grazie a un motore che solo in rarissimi casi cede a qualche rallentamento (ma la situazione deve farsi davvero ingarbugliata).

Impressioni

Crash of the Titans si candida a essere uno dei migliori episodi di Crash Bandicoot in assoluto, riuscendo a rinnovare la serie grazie a delle trovate forse non del tutto originali ma sicuramente efficaci, che aggiungono al gioco un grande spessore. I personaggi sono anche più simpatici del solito, i mostri controllabili sono davvero tanti e ognuno possiede delle abilità peculiari, la realizzazione tecnica è ottima su PlayStation 2 e sulle altre console non potrà che migliorare. È un peccato che i possessori di PS2 abbiano dovuto aspettare così tanto per un Crash all'altezza delle aspettative, ma non è il caso di fare troppe storie: a quanto pare la console Sony potrà contare su qualche altro pezzo pregiato per ravvivare l'ultima fase della propria vita commerciale.