Devil May Cry 3 Hands On  0

3 è il numero perfetto, sarà lo stesso anche per Devil May Cry? Lo abbiamo testato per voi!

ANTEPRIMA di Andrea Moi —   24/01/2005

Dopo una corposa introduzione divisa in 2 parti, che mostra un combattimento tra i due “gemelli demoniaci “ e parla del passato di Dante, si inizia a brandire la nostra accoppiata di armi, ed è tempo di sterminare demoni, non morti e mostri vari.
Sin dal primo livello ci si imbatte nella maggiore tra le novità di DMC3, ovvero la differenza, tra i vari stili di combattimento selezionabili. Oltre ad una serie di movimenti ed attacchi di base, prima di iniziare uno stage ci verrà infatti data la possibilità di mantenere o cambiare il nostro stile di combattimento, tra una scelta (iniziale) di 4 opzioni disponibili. Dando una rapida occhiata alle loro principali caratteristiche, vediamo che il classico “Swordmaster” focalizza le capacità di battaglia sul combattimento ravvicinato tramite ad esempio lo spadone.

Il suo naturale opposto è il “Gunslinger”, che predilige migliore accuratezza negli attacci da lontano con le armi da fuoco e consente di mirare ad esempio 2 nemici differenti con le armi impugnate dalle nostre mani. Trickmaster è il terzo stile di combattimento disponibile, che permette a Dante di muoversi più rapidamente ed effettuare acrobazie e salti degni del migliore matrix. Ultimo e forse più atipico stile, considerando anche il carattere di Dante, è il Royal Guard, che migliora le capacità difensive e la possibilità di evitare attacchi nemici. Ogni stile possiede vari “livelli di esperienza” ed il giocatore sarà libero di scegliere se sviluppare maggiormente le sue skill in un determinato stile, oppure cambiarlo prima dell’inizio di una missione.

Da quanto abbiamo potuto provare, il gioco è fortemente action oriented e la sorta di enigmi, che erano stati azzardati nei precedenti capitoli, sembra siano stati eliminati del tutto, o perlomeno nei livelli che abbiamo testato.
Lo svolgimento del gioco si basa principalmente sul concetto di freneticità e spettacolarità, che talvolta sembrano essere però un po' eccessive: emblematico in tal senso quando Dante spara a 2 nemici, e nello stesso tempo ne atterra uno, ci salta sulla schiena e lo usa come “skateboard” scivolandoci sopra per muoversi...

L’engine grafico è stato aggiornato rispetto al passato, cercando di limitare soprattutto gli effetti di flickering e shimmering tipici dei primi due episodi. Vi sono i classici problemi di texture a bassa risoluzione ed alcuni modelli sono un po’ troppo poveri di poligoni, ma grazie all'ottimo uso di effetti grafici, che contibuiscono a rendere spettacolare l’azione, questi dettagli passano in secondo piano durante il gioco vero e proprio. Buone come sempre le animazioni di Dante, qualche minima incertezza nel frame rate, che speriamo venga risolta nella versione definitiva del gioco.
La realizzazione globale ci è sembrata molto più curata del secondo episodio, che aveva ricevuto molte critiche per l'ambientazione e la meccanica di gioco, ripetitiva e con pochi spunti interessanti. L'introduzione degli stili di combattimento e il ritorno alle origini sotto diversi aspetti sono elementi che giocano sicuramente a favore di questo terzo capitolo. Gli unici dubbi permangono sull'eventuale ripetività degli schemi (cosa che potremo appurare solo nella versione finale) e forse nell'eccessivo "infighettamento" per Dante, che in alcune cut scene si esibisce in azioni al limite del buon gusto.
Il gioco, a detta del producer Tanaka, durerà tra le 12 e le 15 ore, e conterrà circa una ventina di livelli con più di 10 “boss” di fine stage da abbattere. Proprio gli scontri con i boss saranno ancora una volta uno dei marchi di fabbrica del gioco, promettendo varietà, alto livello di sfida e come sempre tantai spettacolarità.
Per una valutazione più dettagliata del titolo, l'appuntamento è fissato per fine Marzo, periodo di uscita in Italia di Devil May Cry 3.

Se non siete sazi della nostra anteprima, poetete visionare tutti i filmati del gioco seguendo questo indirizzo!

Dopo una fugace apparizione come guest star in Viewtiful Joe, Dante ritorna come protagonista nella saga che lo ha reso famoso. A dire il vero questo sarebbe il “capitolo 0” più che il terzo episodio, gli avventimenti narrati sono infatti precedenti a quelli visti nei primi due capitoli.

Anticipiamo subito che nei prossimi giorni avrete modo di leggere un’intervista proprio al producer di Devil May Cry 3, ovvero Tsuyoshi Tanaka, nell’attesa possiamo subito constatare che l’impronta e l’atmosfera del nuovo DMC è tornata alle “origini”, riprendendo le ambientazioni gotiche, tipiche del primo capitolo. L’antagonista del giovane Dante, durante questa avventura, sarà Virgil, suo fratello gemello, che guarda caso ha optato per utilizzare le sue capacità demoniache in maniera meno “nobile” del nostro alter-ego virtuale.