Eragon - Hands On  0

Un uomo... un uovo... un nuovo successo in arrivo!

ANTEPRIMA di Alessandro Bacchetta   —   11/10/2006

Lo sviluppo del gioco è affidato a Stormfront Studios, già autrice di “The Lord of the Rings: The Two Towers”: questo Eragon ricalcherà le orme del precedente adattamento. Sostanzialmente il titolo è un hack’n’slash a scorrimento che seguirà con precisione gli avvenimenti del film, ignorando i maggiori dettagli che si trovano nel libro. La versione Xbox 360 avrà due livelli in più e un’ulteriore razza di nemici che si trova unicamente nel romanzo, i Kull; purtroppo la ragione di questa scelta ci è ignota, visto che la minor potenza di PlayStation 2 e compagne non avrebbe di certo pregiudicato la possibilità di inserire anche lì questi elementi. Da qui in avanti, se non volete nemmeno il minimo spoiler, vi consigliamo di non proseguire nella lettura, perché qualche indicazione dovremo forzatamente fornirla per parlare del gioco.

Eragon contro tutti

Se i primi due livelli visionati allo scorso E3 facevano ben sperare riguardo la qualità tecnica ed artistica profusa in questo tie-in, avere avuto la possibilità di provarlo a porte chiuse in Germania non ha fatto altro che confermare, se non addirittura superare, le importanti aspettative che nutrivamo per questo titolo.
Gli stage di Eragon da quanto visto finora sono abbastanza lineari, come succede molto spesso coi picchiaduro a scorrimento. Ci saranno sempre un minimo di due personaggi su schermo, Eragon e Brom, il suo mentore e maestro, ma nelle scene più concitate il numero potrà salire; prenderà parte all’azione, ovviamente, anche la celeste dragonessa Saphira. Il giocatore prenderà il controllo di Eragon, mentre Brom sarà guidato dalla CPU; tuttora non sappiamo se verrà inserita un’opzione per consigliare determinati comportamenti al personaggio gestito dal computer come si può fare, ad esempio, in Kingdom Hearts della Square. Certo è che in ogni momento un secondo giocatore potrà inserirsi nella partita ed aiutare personalmente Eragon nei panni di Brom. La modalità multiplayer non sarà fine a se stessa, infatti collaborando si potranno effettuare delle mosse non eseguibili in singolo. Ogni personaggio avrà un indicatore di “rabbia” nella parte bassa dello schermo, che si caricherà uccidendo nemici e ricevendo colpi, e quando queste due barre si incontreranno allora sarà possibile generare degli attacchi combinati. Il gioco seguirà fedelmente non solo il percorso fatto dai due protagonisti, ma anche le loro evoluzioni: da una parte questo renderà sicuramente felici tutti gli appassionati della saga, dall’altra limiterà molto la possibilità di modificare i personaggi secondo le proprie preferenze. Per fare un esempio, durante il libro Eragon cambia spada, e durante lo stesso momento la cambierà anche nel gioco: i confini entro i quali si potrà scegliere l’equipaggiamento dei protagonisti saranno quindi molto ristretti. Una delle poche caratteristiche originali del romanzo risiedeva nella gestione della magia: attraverso l’uso di determinate parole, coloro che erano in grado di adoperarla, potevano modificare a loro piacimento il mondo circostante. Un’idea che ha portato a delle battaglie molto particolari nel libro, ma che purtroppo non è stata ricreata fedelmente nel videogioco, come del resto era ovvio, visto che sarebbe servito un motore fisico molto avanzato. Avrete a disposizione comunque una vasta gamma di incantesimi, che naturalmente aumenteranno col procedere dell’avventura. Eragon avrà la capacità di costruire ponti, distruggere rocce, modificare la posizione di alcuni oggetti, ma non potrà farlo liberamente. Non avrete la facoltà per esempio di fare un ponte dove il gioco non lo prevede, non sarete quindi totalmente indipendenti nell’utilizzo dei poteri del protagonista.

Un uovo in tasca

Tutte le cose dette finora valgono per quasi ogni versione di Eragon che, ve lo ricordiamo, esce praticamente per ogni piattaforma, Nintendo Wii e PlayStation 3 escluse. Il gioco sarà pressoché identico su Xbox, PlayStation 2, GameCube e PSP, avrà un maggiore dettaglio grafico su Xbox 360 e PC, mentre sarà leggermente diverso su DS e completamente differente su Game Boy Advance. Sul portatile Nintendo con due schermi, com’era prevedibile, alcune combo saranno gestite attraverso l’utilizzo del Touch Screen; saranno inseriti inoltre, in esclusiva per questa versione, gli immancabili minigame. Eragon su Game Boy Advance sarà praticamente un altro gioco, del quale ancora non si hanno molte informazioni. Viste le minori capacità dell’hardware GBA gli sviluppatori hanno ricreato il titolo da zero: quello che arriverà sulla vecchia console Nintendo sarà infatti un rpg dai combattimenti a turni. Molto probabilmente verrà data più importanza alla trama, cosa che non dispiacerà ai puristi del romanzo, mentre le fasi d’azione, caratteristica importante anche nel libro, verranno sicuramente ridimensionate. Il party inoltre sarà molto più numeroso che nell’hack’n’slash, e il giocatore potrà controllare quei personaggi secondari che invece avranno un ruolo assolutamente marginale nelle altre incarnazioni del titolo Stormfront.

Da quanto visto finora le differenze grafiche tra le varie versioni, escluse ovviamente quelle per GBA (che fa uso di sprite) e DS (sempre poligonale ma molto più grezza), sono minime. La maggior potenza del 360 e dei computer più recenti non sembra sia stata sfruttata a dovere: tutto lascia pensare che il gioco sia stato creato su una console di vecchia generazione e solo successivamente adattato su hardware più attuali. Per quanto riguarda i dettagli, anche in questo caso i modelli di riferimento sono stati quelli del film piuttosto che quelli del libro, vista la somiglianza con gli attori e alcuni particolari diversi dal romanzo. A questo punto non ci resta che attendere il 24 Novembre, cioè il giorno in cui il gioco uscirà in Europa su tutti i formati. Atra Esternì ono thelduin!

Gameplay per tutti i gusti

Per quanto riguarda il gioco nelle sue versioni per PC e console casalinghe abbiamo incontrato i ragazzi di Stormfront, già autori de "Il Signore degli Anelli: Le Due Torri" ai quali abbiamo posto anche qualche domanda durante il nostro incontro in fiera alla Games Convention di Lipsia 2006.
Il senso di deja-vù è stato innegabile rispetto a Le Due Torri ma, avendo fatto tesoro dell'esperienza pregressa, il team di sviluppo è riuscito ad impreziosire ad arte una struttura di gioco ben oliata che già a suo tempo aveva incontrato il favore del grande pubblico.

Dal punto di vista grafico nulla da eccepire: i modelli sono ben strutturati e sufficientemente complessi, le animazioni fluide e le incertezze del motore grafico (vedi rallentamenti) che avevamo notato al nostro primo incontro sembrano essere definitivamente scomparse.
A livello di gameplay si evidenzia la vera natura del gioco: un action-adventure dal ritmo incalzante e dall'ambientazione sufficientemente variegata. Oltre all'accento puntato sulle coreografiche combo e su spettacolari colpi a mo' di fatality, la diversificazione dei livelli tra sessioni a terra al comando del proprio personaggio e altre in sella a Saphira, sfrecciando fra i cieli nella più piena libertà, rende l'esperienza di gioco tutt'altro che monotona e noiosa.
In particolare ci hanno decisamente convinto i livelli in volo, i più difficili da rendere credibili e divertenti, ma che grazie ad un sistema di controllo ben studiato e un motore fisico in grado di definire con accettabile precisione inerzie, collisioni e gravità hanno reso il nostro test un'esperienza più che piacevole. Non vediamo l'ora di sputare fuoco e menare colpi di coda in volo per abbattere frotte di nemici, a dire il vero dalla AI non eccezionale...

La vera chicca però risiede nell'implementazione di una modalità cooperative di tutto rispetto che si esplicita sia in single player con la possibilità di interagire con Saphira e con altri personaggi non giocanti per risolvere situazioni intricate, combattimenti compresi, sia in una vera e propria modalità multiplayer da condividere con un amico che impersonerà i vari personaggi di supporto.
Il fatto poi che questi ultimi siano molto ben caratterizzati e presentino differenti abilità potrebbe addirittura permettere a Eragon di essere rigiocato anche più di una volta in questa modalità.
Peccato infine per l'assenza del supporto online che speravamo riuscissero ad implementare per l'uscita del gioco e che sarebbe sicuramente stato molto apprezzato soprattutto dagli utenti Xbox Live.

Christopher Paolini è un alchimista fallito: il suo Eragon, scritto alla tenera età di quindici anni (ormai è quasi più famoso questo futile dettaglio che il romanzo), è un libro fantasy che amalgama al suo interno tanti aspetti già visti in altre opere del genere. Ci sono molti elementi ripresi da Star Wars, dal Signore degli Anelli, da Harry Potter e perfino da Dune. Il problema è che sono stati uniti con un po’ d’ingenuità e superficialità, tanto che un lettore appassionato del genere non potrà non riconoscerli subito fin dalla prima lettura, acquisendo anche la capacità di prevedere la trama e capirla con facilità ancor prima di “viverla”. Tutto questo non ha impedito alla serie (perché di una trilogia si tratta, anche se il terzo romanzo non è ancora uscito) di ottenere un clamoroso successo di pubblico, soprattutto tra i più giovani, magari alla prime esperienze con questo tipo di letteratura. Inevitabile un adattamento cinematografico, vista la nuova gloria del genere fantasy al botteghino; altrettanto ineluttabile anche l’arrivo del videogioco di Eragon, e infatti eccolo qui, pronto ad uscire questo Natale su quasi tutte le piattaforme.