Fear the Wolves, l’anteprima  20

Fear the Wolves ci porta ancora una volta nel territorio di Chernobyl, ma da un punto di vista inedito, quello dei battle royale

ANTEPRIMA di Simone Tagliaferri   —   05/07/2018

Fear the Wolves ha un vasto retroterra alle spalle, che merita qualche accenno per comprenderne la genesi. Nel 2007 GSC Game World lanciò sul mercato un titolo destinato a fare scuola e a diventare la sua maledizione: S.T.A.L.K.E.R.: Shadow of Chernobyl. Si trattava di uno sparatutto in prima persona i cui livelli erano delle grosse aree esplorabili, che sfruttava come scenario i territori intorno alla centrale nucleare scoppiata il 26 aprile 1986 e diventata il simbolo del pericolo nucleare. Nonostante il successo, o forse proprio a causa di esso, GSC Game World si è frantumata, bloccando i lavori sul seguito ufficiale di S.T.A.L.K.E.R. (ripresi solo recentemente) e sparendo dalle scene per qualche anno.

Nel frattempo i membri licenziati di GSC, quasi tutti ucraini, hanno formato altri team, cercando esplicitamente di rimanere a galla sfruttando lo stesso scenario di S.T.A.L.K.E.R. e, anzi, vantandosi di volerne realizzare dei seguiti spirituali, rileggendo il tutto in chiave più moderna. Tra questi l'unico nuovo studio che è stato in grado di lanciare qualcosa di finito (o quasi) sul mercato è stata Vostok Games con Survarium, uno sparatutto online free-to-play dalle grandi ambizioni, ma attualmente un po' in affanno (va bene l'Accesso Anticipato, ma prima o poi questi giochi bisognerà pure concluderli). Fear the Wolves è il nuovo progetto dello studio ucraino, realizzato per conto di Focus Home Interactive, che mira a trasformare Chernobyl e dintorni nel teatro di un nuovo battle royale, il genere fatto diventare mainstream da PUBG nel 2017 e glorificato commercialmente da Fortnite nel 2018.

Un gameplay già visto... ma non troppo

Guardando Fear the Wolves è davvero difficile distinguerne il gameplay da quello degli altri battle royale. Vi ricorda qualcosa il fatto che cento giocatori debbano lanciarsi con dei paracadute in un ampio territorio per poi andare alla ricerca di equipaggiamento negli edifici abbandonati, con il campo di gioco che si riduce sempre più costringendoli prima o poi ad affrontare gli altri e alla fine vince l'ultimo rimasto vivo? Niente di nuovo sul fronte ucraino, in effetti.

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Le differenze più marcate rispetto alla concorrenza sono la prima persona, comunque già vista in altri battle royale, e la presenza di caratteristiche uniche sulla mappa, come alcuni nemici guidati dalla CPU, dei quali parleremo più avanti, e le anomalie radioattive che, come S.T.A.L.K.E.R. ha insegnato, sono praticamente dei forzieri per potenti artefatti. Non sappiamo se questi ultimi funzioneranno alla stregua di quanto visto nel titolo di GSC e in Survarium, che di suo ha già ampiamente ripreso l'idea (usandola però per altre modalità), ossia se saranno equipaggiabili per ottenere dei bonus, ma sicuramente ci saranno e rappresenteranno almeno una novità per un genere che con il passare dei mesi appare sempre più stantio nel suo apatico ripetersi uguale a se stesso. Il medesimo effetto svecchiamento lo dovrebbero produrre i già citati mostri che gireranno per le mappe e che potranno uccidere i giocatori meno accorti. L'area di Chernobyl pullula infatti di creature mutanti che non vedono l'ora di fare festa con gli umani: tra queste ci sono i lupi, che hanno una funzione molto importante nell'economia di gioco (da cui il titolo).

Li troveremo dunque a guardia dell'equipaggiamento migliore, e incontrandoli il giocatore dovrà scegliere se scappare via -opzione ottimale nel caso si sia disarmati o mal forniti- o se provare a ucciderli per scoprire cosa proteggono. Considerate che non sono avversari semplici da abbattere, anzi sono davvero molto pericolosi e se non si è abbastanza abili possono arrivare a ucciderci o a ferirci gravemente. Gli altri giocatori ringraziano.

Grafica e meteo

Un'altra caratteristica di rilievo, legata alla grafica di Fear the Wolves è il tempo atmosferico dinamico: durante le partite si alterneranno il giorno e la notte con le condizioni di visibilità che potranno essere alterate da pioggia e nebbia, modificando enormemente le partite. Ad esempio la nebbia renderà più difficile la vita dei cecchini e più pericolose le creature sparpagliate per la mappa, che potranno aggredirci quando sarà troppo tardi per scappare via. Insomma, quantomeno da questo punto di vista Vostok Games pare che stia cercando di dare una lettura vagamente originale del genere dei battle royale, introducendo delle nuove meccaniche che possono rendere più interessanti le partite, non riducendole alla solita solfa.

Infine, dal punto di vista tecnico / stilistico, il materiale di gioco che abbiamo potuto visionare ci ha ricordato moltissimo Survarium, di cui Fear the Wolves riprende inevitabilmente scenari e atmosfere, tra case abbandonate, foreste bruciate dalle radiazioni, fiori mutanti, rovine di chiese e fabbriche trasformate in cattedrali nel deserto. In generale prevalgono i toni scuri e gli sviluppatori hanno puntato moltissimo sulle sfocature per dare il senso di un territorio ameno e inospitale per l'essere umano, nonostante la grafica sia considerabile realistica, soprattutto nella riproduzione dei luoghi più iconici e conosciuti dello scenario. Tecnicamente, comunque, ci sembra superiore ai vari PUBGe Fortniteche, visto il genere, non è un grosso risultato e non sarà sicuramente un fattore determinante, ma almeno è qualcosa.

Esaminando Fear the Wolves si ha la chiara impressione che gli sviluppatori puntino a realizzare un battle royale che non sia la solita minestra, ossia che abbia una sua personalità. Difficile dire quanta, ma almeno Vostok Games ci sta provando, a differenza di quanto visto con altri concorrenti. Fatichiamo a capire quanto mercato ci sia ancora per il genere, ormai monopolizzato da due grandi attori (PUBG e Fortnite) e presto aggredito da altri nomi altisonanti (Call of Duty: Black Ops 4 e Battlefield 5). Comunque sia, tra tutti Fear the Wolves ci sembra essere il contendente con le idee più innovative, che di questi tempi non è poco.

CERTEZZE

  • È un battle royale, ma con una personalità
  • Sembra avere più idee della concorrenza
  • Scenario sempre affascinante

DUBBI

  • Il genere è quello che è
  • La concorrenza è spietata

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