Le follie di Odama  0

L'anteprima del gioco più originale e folle dell'E3 2004... Let it roll!

ANTEPRIMA di Alessandro Bacchetta   —   23/08/2004

Bushido, Samurai, Armature, Katane e Palline.

Il concept di Odama se possibile è anche più fuori di testa di quello di Seaman, essendo un allucinato mix tra un simulatore di flipper e un gioco di guerra. Nonostante sia difficile immaginare come queste due componenti possano lavorare bene assieme, in Odama incredibilmente tutto funziona per il meglio. L’ambientazione è quella del Giappone feudale, tornata di moda grazie ad alcune recenti produzioni cinematografiche. L’obiettivo del gioco è quello di guidare il proprio esercito alla vittoria, annientando contemporaneamente quello nemico. Le vostre truppe avanzeranno e combatteranno da sole, il vostro compito sarà semplicemente quello di aiutarle colpendo, tramite una pallina per flipper troppo cresciuta (che si chiama appunto Odama), i componenti dell’esercito avversario. Colpirli non significa solamente scaraventargli contro l’Odama, ma anche centrare degli obiettivi all’interno dello scenario che, se azionati, porterebbero all’abbattimento di molti nemici. La caratteristica di Odama che ha colpito di più all’E3, oltre alla sua originalità, era proprio la cura riposta nella costruzione degli scenari, pieni di particolari e totalmente interattivi. Si possono colpire le torri nemiche, facendole così cadere e schiacciando tutti i Samurai sotto di esse, oppure scatenare una reazione a catena se ce ne sono altre nei paraggi. Ovviamente è impossibile, anche con le migliori idee del mondo, creare un buon gioco di flipper senza una fisica all’altezza della situazione; Odama, fortunatamente, anche in questo caso si comporta egregiamente. Le torri cadono in maniera differente a seconda di dove vengono colpite, la traiettoria della pallina viene influenzata dai fiumi e dalle montagne dello scenario, l’interazione tra i respingenti e l’Odama è praticamente perfetta.
Nel gioco si vince abbattendo l’esercito nemico, si perde invece quando si esaurisce l’energia, segnalata da una barra posta nella parte bassa dello schermo. Ci sono due modi per consumare tale barra: uno è perdere l’Odama lasciandola cadere tra i due respingenti, come in ogni gioco classico di flipper, l’altro è quello di subire danni col proprio esercito. Il primo modo vi farà perdere molta energia tutta con un solo colpo, il secondo ve la esaurirà lentamente se non riuscirete ad aiutare i vostri uomini o, ancora peggio, se li danneggerete. La pallina potrà contare, mano a mano che incrementerete il vostro punteggio uccidendo i nemici, su degli effetti speciali che le consentiranno, ad esempio, di riportare in vita i morti dell’esercito avversario convertendoli allo stesso tempo alla vostra causa.
I controlli sono facili ed intuitivi: con L e R si azionano rispettivamente il respingente sinistro e quello destro, col Control Stick si da uno scossone al flipper, è possibile smuoverlo in entrambe le direzioni, mentre col C-Stick si chiamano nuovi uomini a dare manforte al vostro esercito. Quest’ultima funzione riuscirà più o meno bene in base allo stato d’animo delle proprie truppe, e proprio per questo motivo è utile che un secondo giocatore, coi famosi bonghi di Donkey Konga, accompagni la partita del primo battendo le mani il più velocemente possibile sopra gli strumenti musicali. Più il vostro compagno di rivelerà rapido, più i vostri uomini saranno caricati.
Come avrete capito, Odama è si un gioco folle, ma è anche originale e con una fisica fatta molto bene. L’unico stage mostrato all’E3 era molto vario e curato in ogni dettaglio, se Odama riuscirà a riproporre questa qualità anche con le altre ambientazioni potremmo anche trovarci di fronte ad una grande sorpresa; del resto, se Nintendo decide di pubblicare un gioco, non lo fa certo per caso.
Odama uscirà in Giappone e negli Stati Uniti nel 2005, purtroppo ancora non si sa quando e soprattutto se verrà commercializzato anche nel nostro continente. Perderlo sarebbe davvero un peccato.

Due sono state le sorprese Nintendo all’E3 2004: Donkey Kong Jungle Beat, il primo gioco del nuovo dipartimento EAD di Tokyo, e Odama, sviluppato invece da una third party, la Vivarium. Alcuni di voi ricorderanno sicuramente il lavoro più famoso di questa società, un gioco uscito qualche anno fa su Dreamcast, Seaman. In quello strambo titolo il giocatore interagiva col protagonista, un pesce, parlandogli con un microfono creato appositamente per Seaman. Purtroppo non venne mai convertito per il mercato Europeo, ma in USA e in Giappione riscosse un successo ben superiore alle aspettative. Lo sbandato ideatore di Seaman, Yoot Saito, autore anche di Sim Tower, si sta occupando personalmente anche del nuovo Odama, che verrà pubblicato da Nintendo e sarà, quindi, un’esclusiva GameCube.